|
Home |
L' istituto |
L'edificio |
Concorso |
Verbale
| |
VERBALE DEI LAVORI DI GIURIA
I lavori della giuria prendono inizio il 23.10.1995 alle ore 08.30.
Presenti:
Giuria: Prof. Arch. Othmar Barth (dt) Arch. Silvano Bassetti (ital) Arch. Josef March (dt) Dott. Gennaro Pellegrini (ital) Prof. Arch. Luigi Snozzi (ital) Dott. Werner Stuflesser (lad) Ing. Stefan Winkler (dt)
Esami preliminari: Arch. Enrico De Dominicis Arch. Stephan Dellago
Collaboratori: Armin Blasbichler Ivo Kux Claudia Delsante (temporaneamente) Astrid Lageder (temporaneamente)
Il dott. Stuflesser apre la seduta illustrando brevemente le esigenze dell'Accademia cui dovrà conformarsi il nuovo edificio: 1. Incentivazione della comunicazione e l'offerta di spazi che favoriscano la concentrazione (lavoro individuale, comunicazione spontanea, possibilità di contatti informali). 2. 'il sentirsi bene - a proprio agio' (ampiezza dell'edificio stesso, apertura verso l'esterno, facilità d'orientamento, 'accogliente', 'bello'). 3. flessibilità (nei modi d'impiego, riguardo al numero e le dimensioni delle aree scientifiche, nell'organizzazione). 4. qualità interna ed esterna. Viene confermata la nomina del Prof. Barth quale presidente della giuria (vedi delibera del Consiglio di Amministrazione dell'Accademia). L'Arch. Dellago viene nominato segretario della commissione.
Il Prof. Barth assume la presidenza. Vengono presentati, in entrambe le lingue, i motivi di incompatibilità dei partecipanti ai sensi dell'articolo 7 del bando di concorso; nessuno solleva obiezioni o prende posizione in merito. La giuria visiona in modo informale i progetti. Passa quindi all'ispezione vera e propria, integrata delle relazioni e i relativi chiarimenti da parte degli esaminatori preliminari.
Al termine dell'ispezione il presidente riassume brevemente le problematiche cruciali: interventi sulla struttura esistente e la sua qualità architettonica, accesso alla struttura esistente e all'edificio nuovo, liberazione dalle apparenti imposizioni della struttura stessa, cubatura totale e costi di costruzione, aspetti relativi alla tutela dei monumenti. Quale ulteriore criterio di valutazione vengono menzionati gli interventi sul Lungotalvera, considerando tuttavia di grande importanza un collegamento tra il livello del cortile e l'area arginale anche nel caso fosse causa di problemi tecnici. Pur non essendovi reali pericoli di acqua alta del Talvera (vista la sistemazione del bacino fluviale sull'argine superiore), potrebbero crearsi dei problemi a causa di un ristagno dell'Isarco. Sarà dunque necessario prevedere uno sbarramento in caso di acqua alta. Il mantenimento dell'argine fluviale è stato comunque considerato un fattore paesaggistico importante. Viene poi sottolineato che il nuovo complesso edilizio dovrà integrare le strutture esistenti con quelle di nuova costruzione, senza che le seconde risultino subordinate alle prime.
1. Ispezione di valutazione:
Si passa alla discussione della procedura da adottare, decidendo di eliminare alla prima ispezione soltanto i progetti esclusi all'unanimità, mentre nelle ispezioni successive i singoli progetti potranno essere esclusi a maggioranza. Il primo giro d'ispezione ha la funzione di esaminare e valutare i singoli progetti da un punto di vista urbanistico e costruttivo, anche tenendo conto della struttura già esistente. I progetti proposti saranno esaminati e criticati in base all'adempimento delle esigenze per quanto riguarda il sito ed il concetto di strutturazione interno. Evidenti difetti e mancanze di diverso tipo hanno portato all'esclusione unanime di più proposte. Sono stati eliminati i seguenti progetti:
1, 2, 3, 4, 5, 6, 9, 10, 15, 16, 18, 20, 23, 24, 32, 35, 37, 38, 39, 41, 43, 44.
Rimangono in gara i seguenti progetti:
7, 8, 11, 12, 13, 14, 17, 19, 21, 22, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 33, 34, 36, 40, 42, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56.
I criteri di valutazione generali del bando di concorso vengono riassunti brevemente. In seguito si effettua un sopralluogo presso l'area oggetto del concorso e dintorni.
2. Ispezione di valutazione:
In occasione di questa ispezione i progetti rimasti sono stati discussi nel dettaglio ed valutati analiticamente. I progetti sono stati confrontati l'uno con l'altro, in modo che approcci simili o totalmente differenti nel loro intervento hanno offerto nuovi spunti e quindi hanno comportato all'adozione di nuovi criteri di valutazione. È stata consultata la relazione dettagliata dell'esame preliminare per presentare nuovamente, progetto per progetto, le singole proposte. Un trattamento differenziato dei progetti, sostenuto da difesa e critica in relazione ai più rilevanti criteri previsti dal bando di concorso ed ai nuovi spunti ottenuti dal ricco e competente adempimento ai diversi quesiti da parte dei partecipanti in questo sito talmente complesso, hanno infine portato alla scelta dei seguenti 10 progetti:
7, 11, 13, 21, 25, 36, 45, 48, 53, 55.
3. Ispezione di valutazione:
Durante questa 3. ispezione i progetti rimasti sono stati ulteriormente visionati nel dettaglio e confrontati a quelli eliminati nel corso della seconda valutazione in modo da poterli riesaminare in base ad eventuali nuovi argomenti. Sono quindi stati riammessi nella cerchia della selezione i progetti numero nr. 8, 31 e 46. Il progetto 11 è invece stato eliminato.
4. Ispezione di valutazione:
In occasione di un quarto giro d'ispezione i 12 progetti rimasti sono stati sottoposti ad un ulteriore controllo dettagliato riguardo alle singole parti dei quesiti a cui adempiere e sono stati proposti i candidati della categoria dei premiati, quelli per i rimborsi spese e quelli per una segnalazione particolare.
Candidati per una segnalazione particolare:
7, 8, 21, 46
Progetto 007
Questo progetto propone in modo compiuto ed equilibrato una delle soluzioni più diffuse in questo concorso: la contemporanea costruzione sotto il terrapieno dell'argine, per creare un nuovo fronte urbano, e sul fondo del cortile, per ridisegnare la corte interna. Il tutto si configura in un quadro di rispetto 'passivo' della preesistenza storica, urbanistica e paesaggistica. In entrambe le parti di nuova edificazione il progetto presenta equilibrio e misura, ma mostra al contempo i limiti funzionali di connessione e di accessibilità, assieme alle debolezze di ordine simbolico e architettonico. Resta comunque degno di essere segnalato come miglior esemplare della modalità più diffusa di approccio progettuale 'moderato' al tema.
Progetto 008
Questo progetto propone una soluzione interamente giacente al di sotto della quota dell'attuale piazzale d'ingresso. Ciò viene ottenuto attraverso un lavoro di scavo e di edificazione secondo una trama rigorosamente geometrica e lineare di pieni e di vuoti. Si realizza con ciò una sorta di piccolo brano di città orizzontale da cui emergono, come da una 'piattaforma archeologica', intatti ma estraniati, gli edifici dell'Ex-Gil. Una provocazione culturale assai radicale, assai lontana dalla fattibilità, ma meritevole di essere segnalata per la sua rigorosa lucidità.
Progetto 021
Il plastico illustra in modo esemplare il tipo di intervento proposto. Nulla viene rappresentato se non un piccolissimo padiglione. Il resto è tutto 'sottoterra' e completamente invisibile. L'Ex-Gil sopravvive intatta. Pare la soluzione estrema di chi non vuole mutare nulla dell'esistente e trova una soluzione totalmente ipogea, peraltro funzionalmente brillante nelle soluzioni tipologiche e distributive. L'estremismo logico e la brillante soluzione funzionale propongono ad una segnalazione questo progetto che con l'eccessiva piantumazione dei cavedi si priva anche degli unici segni esterni della sua architettura
Progetto 046
Il progetto è ricco di proposte e di grandi ambizioni. Prospetta una soluzione urbanistica di grande scala in cui la sede dell'Accademia è al centro di un complesso sistema universitario che si snoda lungo e sopra il fiume. Prospetta inoltre soluzioni architettoniche assai complesse ed invasive, sia nei confronti dell'argine fluviale (che viene completamente frantumato per creare i caposaldi delle future costruzioni universitarie), sia nei confronti dell' EX-Gil i cui edifici vengono avvolti su tutto il fronte SUD da grandi architetture vetrate. Sia sul piano urbanistico che architettonico appare un progetto eccessivo, disordinato e difficilmente realizzabile. Il complessivo carattere di fantasiosa genialità e di stimolazione culturale candida questo progetto ad una segnalazione.
Candidati per i rimborsi spese:
13, 36, 45, 48.
Progetto 013
Affronta il tema con due interventi:
- sul fronte del fiume propone l'edificazione di un piccolo blocco fuori terra (davanti all'auditorium) integrato con una modesta edificazione sotto l'argine, risolta con una piccola corte a gradoni e a cielo libero;
- sul fondo del cortile propone l'edificazione di due blocchi attestati su un fronte lineare che ridisegna il cortile.
Sotto il profilo urbanistico e paesaggistico appare interessante, anche se tenue, il segno sull'argine. L'intervento sul cortile appare invece privo di valenza alla scala urbana. Sotto il profilo architettonico appare incerto il dialogo con la preesistenza storica di cui viene messo in crisi soprattutto lo snodo tra la torre e la palestra. Sotto il profilo funzionale appaiono razionali le soluzioni distributive, anche se resta irrisolto lo snodo di ingresso principale.
Progetto 036
Affronta il tema con la costruzione di un blocco multipiano ad emiciclo sul fondo del cortile di cui ridisegna la spazialità generale. Sotto il profilo urbanistico non affronta problemi alla scala urbana. Sotto il profilo architettonico propone un sommesso e rispettoso dialogo con la preesistenza storica da cui mutua perfino numerosi elementi stilistici e linguistici con evidente attenzione filologica. Sotto il profilo funzionale propone soluzioni di buon livello organizzativo nelle connessioni orizzontali e verticali tra le varie aree e i vari blocchi. Tali soluzioni positive sono affidate alla piastra interna al cortile, che rappresenta però una soluzione architettonica in contrasto con la morfologia generale dell'intervento. Restano problematiche le soluzioni dello snodo d'accesso principale.
Progetto 045
Affronta il tema proponendo un unico blocco multipiano di forma compatta sul fondo del cortile. Sotto il profilo urbanistico il progetto si pone problemi solo alla piccola scala del quartiere, proponendo il ridisegno della corte e la schermatura degli edifici retrostanti. Sotto il profilo architettonico, il progetto si presenta con raffinata ed 'autonoma' eleganza. Esso non modifica la preesistenza dell'Ex-Gil, a cui si affianca senza turbarne gli equilibri ma anche senza dialogare con essa. Sotto il profilo funzionale propone brillanti soluzioni interne al nuovo blocco, ma non affronta e non risolve le necessarie interconnessioni con le attività collocate negli edifici storici. Un limite evidente sta nello spostamento dell'ingresso primario nel cortile, che attraverso un forte richiamo al passaggio pedonale pubblico, sottrae l'intero cortile agli usi propri dell'Accademia.
Progetto 048
Affronta il tema proponendo un unico blocco multipiano di forma compatta romboidale sul fondo del cortile. Sotto il profilo urbanistico affronta solo problemi alla scala dell'intorno urbano. Sotto il profilo architettonico denota una impegnativa ricerca formale (la pianta a losanga) tesa al dialogo più con l'area edificata circostante (casa triangolare) che con gli edifici Ex-Gil a cui contrappone una architettura dichiaratamente 'domestica'. Sotto il profilo funzionale, pur con qualche interessante soluzione di collegamento tra i vari blocchi, mostra limiti di riconoscibilità dei percorsi primari e di funzionalità delle connessioni verticali. Restano problematiche le soluzioni di snodo dell'ingresso principale.
Candidati premiati:
25, 31, 53, 55.
Progetto 025:
Affronta il tema progettuale con due interventi autonomi e distinti che, pur operando ai margini dell'area, riconducono ad unità l'intero complesso e le sue preesistenze architettoniche:
- un ridisegno dell'argine (con un nuovo zoccolo moderatamente edificato sotto il pergolato e l'auditorium) che rispetta ed evidenzia, migliorandolo, il carattere architettonico del prospetto originale dell'Ex-Gil verso il fiume;
- l'edificazione forte, compatta e morfologicamente importante di un blocco in fondo al cortile, a formare una quinta architettonica obliqua al vecchio complesso e capace di escludere il tessuto edilizio circostante disordinato dal nuovo universo formale. Sotto il profilo architettonico il progetto dialoga attivamente con il complesso storico preesistente, esprimendo un interessante mix di rispetto culturale e di intenzionalità dialettiche, rese evidenti dalla morfologia della facciata (lineare, omogenea, liscia con la tessitura a losanghe) totalmente distinguibile dagli stilemi razionalisti della preesistenza.
Sotto il profilo funzionale, il progetto rinuncia ad ogni connessione fisica e distributiva tra i vari organismi, attribuendo al cortile la funzione di spazio di distribuzione, connessione e socializzazione. Ciò rappresenta un limite funzionale che si somma a limiti di articolazione spaziale e distributiva interna alle parti di nuova costruzione. Resta nell'insieme una significativa proposta di soluzione architettonicamente qualificata ed originale ai problemi posti dal sito.
Progetto 031
Affronta il tema progettuale con una soluzione caratterizzata dalla formazione di un poderoso volume architettonico ad andamento lineare che si inserisce longitudinalmente tra gli edifici preesistenti. Con ciò propone la realizzazione di un 'fronte costruito' come limite tra la città, cui appartengono le nuove funzioni scientifiche dell'Accademia (sia del nuovo edificio che di quelli esistenti), e la natura del fiume e del parco, cui appartiene l'architettura dell'auditorium. Sotto il profilo urbanistico e paesaggistico offre un contributo di ridisegno alla scala urbana di un'area assai vasta, proponendo una grande piastra ancorata al tessuto edilizio circostante ('zoccolo urbano') su cui si imposta un edificio la cui sopraelevazione garantisce la trasparenza verso il parco. Sotto il profilo architettonico ridefinisce in modo completamente nuovo la preesistenza storica e dimostra una forte intenzionalità di affermazione della nuova presenza dell'Accademia, anche attraverso una dialettica morfologica fortemente accentuata con l'Ex-Gil. Sotto il profilo funzionale la soluzione appare rigida, sia nelle articolazioni tra i vari nuclei funzionali, sia nelle articolazioni spaziali interne (vedi laboratori di ricerca lunghi e stretti su un lunghissimo corridoio). L'ampio squarcio aperto nell'argine fluviale solleva importanti problemi di fattibilità e di rischio idro-geologico. Sotto il profilo economico pare comportare costi anche notevoli negli interventi strutturali (argine) e qualche diseconomia di scala per la configurazione molto allungata di un unico corpo su due piani. Resta dunque un progetto di grande valore evocativo ed espressivo in cui le valenze urbanistiche, paesaggistiche ed architettoniche emergono con forza anche in un quadro di rigida funzionalità e di difficile fattibilità.
Progetto 053
Affronta il tema progettuale con una soluzione a più volumi armonicamente dislocati sia sul fronte del fiume che nella corte, ricomponendo unitariamente all'interno di un organismo complesso gli edifici preesistenti. Ne deriva una immagine complessiva di organismo urbano che allude, anche simbolicamente, alla formazione di una 'cittadella scientifica' come 'piccola città nella città'. Sotto il profilo urbanisitico e del paesaggio urbano, offre un contributo al riordino morfologico, in rapporto con il ponte, di un'area vasta e destrutturata e di un significativo brano del fiume alla confluenza del Talvera con l'Isarco. Sotto il profilo architettonico le nuove costruzioni affiancano ed avvolgono armonicamente il complesso Ex-Gil, integrandolo formalmente e funzionalmente nel nuovo organismo che acquista una generale unitarietà. I rapporti posizionali, dimensionali, volumetrici e morfologici tra il nuovo e l'esistente sono equilibrati, rispettosi e, al tempo stesso, fortemente innovativi. Sotto il profilo funzionale il progetto risponde efficacemente al programma planivolumetrico del bando, trovando soluzioni ottimali al nuovo ingresso ed al collegamento distributivo tra le varie funzioni, sia dei nuovi corpi che dei vecchi, tutti razionalmente attestati sul nuovo asse longitudinale formato dal percorso interno. Sotto il profilo economico l'intervento proposto, eseguibile anche per lotti successivi, pare misurato e razionale al punto da garantire un buon rapporto tra costi e benefici dell'investimento. Nell'insieme si presenta dunque come una soluzione di riconoscibile profilo culturale, capace di portare ad una sintesi equilibrata ed armonica la complessità urbanistica, morfologica e funzionale del sito e delle sue esigenze di nuovo utilizzo.
Progetto 055:
Affronta il tema progettuale con una soluzione ad un unico volume, posto alla "testa" del Ponte Druso in grande evidenza e in posizione di dominanza rispetto ai vecchi edifici dell'Ex-Gil. Ne deriva una soluzione di radicale riordino gerarchico della spazialità e del senso stesso dell'intero sito, sia in rapporto ai tessuti edilizi circostanti, sia in rapporto con il fiume. Appare evidente e conclamata l'intenzionalità di offrire un nuovo segno del ruolo dell'Accademia riconoscibile per l'intera città. Sotto il profilo architettonico la soluzione proposta è la 'torre' come oggetto formalmente unico, autonomo e assoluto a cui tutto si subordina. Paradossalmente l'Ex Gil risulta tanto intatta fisicamente, quanto decontestualizzata simbolicamente. Perfino nelle esplicite scelte cromatiche, al rosso pompeiano della "vecchia signora" si contrappone il giallo e il metallico del nuovo protagonista della scena urbana. Rispetto a tutte queste intenzionalità, programmaticamente assai forti e radicali, la soluzione morfologica proposta appare "minimalista" e priva di fascinazione simbolica, alludendo forse provocatoriamente ad una "torre per uffici" anzichè ad un "tempio della scienza". Sotto il profilo funzionale la soluzione proposta appare elementare nelle configurazioni e minimale nelle dimensioni, fino al paradosso. Resta nell'insieme una proposta di alto rigore logico ed ideologico, stimolante sul piano culturale e provocatoria sul piano morfologico.
In base ai giudizi ottenuti dall'attento esame dei 12 progetti sopra indicati, la giuria ha approvato i singoli progetti per ciascuna delle tre categorie ed ha quindi stabilito la sequenza definitiva per la premiazione. Il conferimento dei premi viene qui di seguito elencato. Il progetto nr. 053 si è aggiudicato il primo premio all'unanimità quale progetto di grande valore e ottima elaborazione.
Gli ulteriori progetti non corrispondono a queste qualità. Se durante la presa in visione del contenuto della busta sigillata del progetto che ha ottenuto il primo premio si dovesse scoprire una causa di eliminazione, qualsiasi essa sia, i piazzamenti dei progetti resteranno invariati ed il primo premio non verrà assegnato.
Ciò premesso vengono assegnati gli ulteriori premi. La giuria ha deliberato a maggioranza la seguente assegnazione dei premi rimasti:
secondo premio: progetto 031 terzo premio: progetto 055 quarto premio: progetto 025
La giuria ha inoltre deliberato di distribuire la somma a disposizione del valore di Lire 56 milioni come segue:
L'assegnazione di 40 milioni di lire suddivise in 4 parti eque ai progetti nr. 013, 036, 045 e 048 per i rimborsi spese. L'assegnazione di 16 milioni di lire suddivise in 4 parti eque ai progetti nr. 007, 008, 021 e 046 per le segnalazioni.
Si prosegue con l'apertura delle buste sigillate. Si passa alla compilazione della seguente lista con i numeri a tre cifre (codice interno) degli esaminatori preliminari, i numeri a sei cifre (codice del progettista) e con i nomi dei progettisti, in base all'apertura delle buste stesse.
In base alla lista si giunge a quanto segue:
premiati:
1. premio: 111410 Prof. Arch. Klaus Kada, A - Graz 2. premio: 165824 Prof. Arch. Aurelio Galfetti, CH - Lugano 3. premio: 883600 Prof. Arch. Hans Kollhoff, Kollhoff & Timmermann, D - Berlino 4. premio: 594391 Arch. Oswald Zoeggeler, Bolzano
rimborsi spese:
123123 Prof. Arch. Michael Gaenßler, D - Monaco 654962 Arch. Giuseppe Donato, Bolzano 240872 Arch. Olli Pekka Jokela, SF - Helsinki 481123 Prof. Arch. Bruno Reichlin, Arch. Benoit Carrie, Arch. Thierry Roze, F - Parigi
segnalazione particolare:
856087 Arch. Markus Scherer, Arch. Walter Angonese, Bolzano 555667 Arch. Florian Riegler, Arch. Roger Riewe, A - Graz 251171 Arch. Wolfram Pardatscher, Merano 952000 Arch. Ezio Moschen, Arch. Dietmar Dejori, A - Innsbruck
In conclusione la commissione ha espresso un apprezzamento generale sulla qualità dei progetti che in grande numero hanno partecipato a questo concorso così importante e così complesso. Il materiale progettuale di questo concorso costituisce un contributo culturale di alto livello per l'Accademia e per la città di Bolzano. I lavori della giuria terminano alle ore 21.00 del 25.10.1995 con la firma del verbale. Bolzano, 25.10.95 la Giuria |
|
|