contatto | site map | colophon           deutsch 28.8.2008
Logo EURAC  
  ARCHIVIO NEWS    
      Eventi    
      Corsi di formazione    
      Sulla ricerca    
      Novità editoriali    
      Offerte di lavoro    
RICERCA NEL SITO  
 

  
Home  |  L' istituto  |  L'edificio  |  Concorso  |  2./3. Premio  

2. Preis - PROGETTO PROF. ARCH. AURELIO GALFETTI, CH - LUGANO


CONCETTO URBANISTICO

Il Lungotalvera è diventato un'ampio spazio verde, un parco che funge da polmone, ponendosi come elemento di collegamento delle due parti della città.



Il corpo amministrativo (a forma di "L") dell"'EX-GIL" e la simbolica torre saranno mantenuti integralmente. Si conserve così la relazione spaziale con il ponte Druso, un'asse est-ovest, che collega le due parti della città. Il tema del progetto è di definire il limite tra città e parco, di creare il passaggio tra lo spazio del Lungotalvera ed il parco delle infrastrutture pubbliche, quali la futura Accademia, lo stadio 'Druso' ed il Lido.L'auditorio esistente si unisce al nuovo auditorio, ed assieme formano un oggetto autonomo nel parco.

ORGANIZZAZIONE FUNZIONALE

L'organizzazione funzionale riprende il concetto esistente del "EX-GIL", che è quello di una suddivisione rigorosa degli spazi e delle funzioni

LE FUNZIONI PUBBLICHE

L'ingresso al piazzale antistante al "EX-GIL" è costituito dal portico dove si trova l'ufficio informazioni.Gli uffici dell'area amministrativa, della direzione e il centro elaborazione dati sono inseriti nel corpo amministrativo a forma di "L" dell'esistente edificio "EX-GIL". La struttura non viene modificata; Questo corpo, con la torre, sarà integralmente riportato all'espressione originale. La nuova biblioteca dell'accademia si inserisce nel volume della palestra dell'edificio esistente. Lo spazio interno della biblioteca è concepito, in sezione, a forma di "V": In questo modo si mantiene l'unità spaziale e di luce della palestra nonostante si inserisca una nuova struttura L'auditorio esistente costituisce assieme all'aula di 180 persone una nuova unità: un'oggetto nel parco. L'edificio dell'auditorio esistente sarà riattato integramente e riportato all'immagine originale.La nuova sala può essere suddivisa, sia con la gradinata che senza. Gli auditori sono accessibili direttamente dall'esterno, dal piazzale o dal parco, oppure dal livello interno.

LE FUNZIONI SEMIPUBBLICHE

La caffetteria e il "club" sono previste a livello del parco e si aprono sull'ampio portico, sotto il nuovo corpo dell'area scientifica. Alla caffetteria si può accedere dall' esterno, direttamente dal parco o scendendo la grande scala sotto il portico. Le sale di conferenza sono situate nello "zoccolo" tra li portico ed i locali tecnici del "EX-GIL" e si affacciano sul corridoio tra caffetteria e auditori.

LE FUNZIONI PRIVATE

L'area scientifica è disposta in un corpo di due piani,staccato dal suolo. La struttura si basa su una maglia regolare dal ritmo di 4 x 2.40 m. = 9.60, permettendo un'ampia flessibilità nella disposizione di piccoli uffici da una o due. Il principio di disposizione lineare degli uffici è razionale sia nell'uso della superficie sia nel rapporto tra i singoli elementi: Tutti locali sono orientati verso sud, verso il parco, mentre il corridoio si orienta verso il piazzale e la città. Due nuclei che contengono le infrastrutture verticali collegano l'area scientifica agli altri corpi funzionali e all'esterno. Il posteggio sotterraneo è disposto con la stessa logica del corpo dell'area scientifica, al quale e direttamente collegato.

LA CIRCOLAZIONE

Tutti i vari corpi funzionali sono collegati attraverso un sistema di circolazione interno. ma sono anche accessibili direttamente dall' esterno

ASPETTI COSTRUTTIVI

Le parti nuove sono previste in calcestruzzo e vetro. Il corpo dell'area scientifica è sostenuto da un sistema di setti portanti in c.a., disposti ogni 9.60 m.

 

3. Preis

PROGETTO PROF. ARCH. HANS KOLLHOFF,
KOLLHOFF & TIMMERMANN,
D - BERLINO

PROJEKTBESCHREIBUNG

Dem denkmalgeschützten Ensemble, dessen ursprüngliches Erscheinungsbild wiederhergestellt werden soll, wird ein prägnanter Kubus so gegenübergestellt, daß eine Balance zwischen dem weitläufigen Altbaukomplex und dem neuen kompakten Gebäude entsteht. Dieser "Brückenkopf" fängt die Bewegung der Drususbrücke auf, vermittelt zwischen den hier aufeinandertreffenden Achsen Drususallee und Talfer durch eine leichte Drehung. In Fortführung der städtebaulichen Figuralität des Bestandes wird einerseits gemeinsam mit den Wohnbauten an der Triester Straße ein kleiner Park ausgebildet, zum anderen entsteht an der Drususallee ein öffentlicher Raum von dem aus sich alle Gebäudeteile erschließen. Die vier Gebäude sind intern durch ein Untergeschoß verbunden, über dessen Tiefgarage auch die Anlieferung erfolgt. Durch das Abrücken von der Straßenfront wird die Hauptansicht des Altbaus nicht verdeckt, sondern in ein symbiotisches Verhältnis gebracht, wobei die Dominanz der neuen Baumasse nicht nur der überregionalen Institution angemessen erscheint, sondern auch die ideologische Altlast der bestehenden Gebäude relativiert.

Den klar thematisierten Teilen des Gebäudebestandes - dem Auditorium, das als Hörsaal rekonstruiert wird; der Turnhalle, die zur Bibliothek umgebaut wird, dem Bürowinkel, in dem die Verwaltung Platz findet, - wird ein weiterer Solitär hinzugefügt, der sich im Erdgeschoß als großzügiges offenes Haus zu verstehen gibt. Hier werden Ausstellungen präsentiert in Verbindung mit einem Café, das an der Ecke Talfer/Drususallee die funktionale Verknüpfung mit der Stadt herstellt. Im ersten Obergeschoß des Neubaus sind Seminar- und Vortragsräume vorgesehen, darüber stapeln sich die sechs Fachbereiche, welche jeweils als eigene Büroeinheit funktionieren und in ihrer räumlichen Disposition flexibel um den zentralen Kern organisiert sind. Sämtliche Arbeitsräume werden natürlich belichtet und belüftet. Der achtgeschossige Kubus gliedert sich in einen zweigeschossigen, die Höhe des Altbaues aufnehmenden Sockel, der mit einem graugelben Granit verkleidet ist und in den sechsgeschossigen, bronzeblechverkleideten Aufbau.


 
Copyright © EURAC 2008 Invia pagina Stampa pagina Inizio pagina