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ARCH. GIUSEPPE DONATO, Bozen – I  Il progetto punta con grande semplicità all'accostamento calibrato tra la struttura esistente e il nuovo edificio.
Le scelte progettuali sono dettate dal desiderio di ritrovare tutto il valore dell'architettura esistente, considerandone l'elevato pregio compositivo e la chiarezza formale.
Eliminate le superfettazioni, questa architettura si può ripresentare, proprio grazie al suo valore formale, ad un nuovo utilizzo funzionale che la libera dai precedenti contenuti ideologici.
L'intervento sull'esistente è pertanto di tipo prettamente conservativo; nel progettare la parte nuova si è voluto rispettare il principio compositivo originale che assembla in un tutto organico singoli volumi dotati di propria fisionomia e funzione.
ASPETTI URBANISTICI
Il criterio insediativo originario caratterizzato da un insieme di elementi formalmente funzionalmente autonomi viene confermato dall'addizione di un nuovo corpo di fabbrica alla composizione. La collocazione di questo, al margine sud-ovest dell'area, ad argine dell'edificazione residenziale, esistente, disegna il nuovo cortile interno che diviene luogo centrale dell'intero complesso.
 Posto a crocevia delle due assi pedociclabili, in prossimità della confluenza del Talvera con l'Isarco ed elemento di passaggio tra la vecchia e la nuova città, il complesso funge da cerniera a più livelli; il progetto valorizza questo aspetto attraverso la creazione di un belvedere come terminale della passeggiata Lungotalvera e la collocazione di un accesso fondamentale alla quota della pista pedociclabile sul fronte sud del complesso.
ASPETTI ARCHITETTONICI
Il 'Campus' dell'Accademia: in aderenza con i principi programmatici dell'Accademia, l'ampliamento edilizio richiesto si integra al complesso architettonico esistente assumendo il ruolo di 'elemento' di completamento dell'intera composizione.

Il nuovo intervento istituisce così nuove gerarchie e significati tra le parti architettoniche e ridefinisce il complesso come vero e proprio 'Campus'.
ARCH. OLLI PEKKA JOKELA, Helsinki - SF
PRINCIPI URBANI
La nostra proposta per il concorso di Bolzano vuole essere un progetto semplice e deciso in grado di rispondere ai problemi culturali e architettonici in questione.
L'intenzione progettuale è un concetto aperto: assicurare l'accesso al sito da tutte le direzione e, una volta nell'Accademia, consentire una libera circolazione. A questo scopo è stata creata una nuova sequenza, chiaramente definita, di spazi pubblici e semi-pubblici. All'edificio nuovo è stata data una forma compatta che si adatta attentamente alla morfoogia del sito.
L'ampia gradinata integra le diverse quote del sito creando un auditorium all'aperto accanto all'originario. In più conferisce una nuova funzione alla pergola che collega le due parti dell'edificio Ex-Gil.
PRINCIPI ARCHITETTONICI
Il progetto vuole chiaramente differenziare gli elementi architettonici presenti nell'area: l'edificio Ex-Gil degli anni '30, gli edifici di abitazione su Viale Trieste di inizio secolo, il nuovo edificio di abitazione triangolare, e l'edificio in progetto.
L'edificio in progetto vuole trasmettere una generale atmosfera di apertura e trasparenza. Questo carattere è in contrasto dinamico con l'edificio Ex-Gil esistente.
Particolare attenzione è stata posta nel preservare gli spazi interni di maggior valore di quest'ultimo: l'auditorium e la palestra (trasformata in biblioteca). Il vano scala che dà origine alla torre conduce alla sala ricreazione nell'attico.
Un'attenzione particolare è stata posta su due problemi: primo, la valorizzazione della vista delle montagne circostanti; secondo, l'eliminazione dello spigolo invadente dell'edificio di abitazione triangolare.
PROF. MICHAEL GAENSSLER, Monaco - D
PROJEKTBESCHREIBUNG
Die Gruppierung der Gebäude am Brückenkopf, wie sie Piacentini 1935 vorgesehen hat, ist ein wesentlicher und markanter Bestandteil der Uferbebauung an der Talfer und bestimmt mit ihrer platzartigen Erweiterung den Auftakt zur "Neustadt".
Die Baumasse des ehemaligen GIL Gebäudes bestimmt mit seiner Silhouette und seinem Volumen die Südwestseite dieser Torsituation und muß deshalb möglichst unverändert bleiben. Dies betrifft auch die ursprüngliche terrassenartige Plattform im Osten, die die Kante zum natürlichen Ufer der Talfer markiert und nördlich der Drususstrasse fortgeführt wird: sie erfährt im vorgeschlagenen Projekt durch den Lichthof vor dem Seminarbereich eine geometrische Interpretation. Die heterogene räumliche Situation im Westen dagegen wird nunmehr durch den gläsernen Riegel der Fachbereiche präzise definiert.
Es entsteht so ein dreiseitig geschlossener Außenraum als Rahmen für den Solitär des alten Hörsaalgebäudes, der sich im Süden zum Grün der ehemaligen Bahntrasse öffnet. |