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India: una pluralità di etnie, lingue e religioni
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India: tradizione e modernità |
India: una pluralità di etnie, lingue e religioni
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Bastano poche significative cifre a dare il conto delle enormi potenzialità che l'India ha in sé. Con 3.287.263 km2 di superficie, è il settimo stato del mondo per dimensione, mentre per numero di abitanti, con una stima attuale di miliardo e 100 mila abitanti, è il secondo paese più popoloso al mondo, dopo la Cina.
| La popolazione indiana Dal 1980, la popolazione è cresciuta dell'1,9% all'anno, e ad oggi il 33% degli indiani ha un'età inferiore ai 15 anni, mentre solo il 5% è oltre i 60 anni. Il momento di svolta nello sviluppo della popolazione indiana risale al primo dopoguerra, quando una serie di grandi campagne sanitarie provocarono una forte diminuzione della mortalità: la durata media della vita passò dai 20 anni del 1921 ai 32 del 1941 ai 62 del1999. Povertà e denutrizione interessano ancora buona partesi questa enorme popolazione, in particolar modo i bambini. La mortalità infantile rimane è ancora oggi attestata intorno al 70%, con punte massime nella zona sud del Tamil Nadu. Nel 2000 il 42,8% della popolazione risulta ancora analfabeta.
Una pluralità di etnie, lingue e religioni La variegata composizione etnica della popolazione indiana è il frutto di millenni di spostamenti e migrazioni di genti, soprattutto attraverso il Turkestan e l'Afghanistan, mentre più limitata è stata la penetrazione di popoli di origine cinese attraverso l'Himalaya. Più significative invece le migrazioni per via marittima di popoli di origine araba che si insediarono lungo la costa sudoccidentale della penisola. Il risultato è una variegata società multietnica e multiculturale in cui convivono ariani, arabi, turchi, afgani, inglesi e decine di altri gruppi. Oltre alle etnie principali, vi sono numerosi popoli minori, chiamati "gruppi tribali". Altrettanto variegata la composizione linguistica: da un censimento del 1991 risultano centinaia di "lingue madri", di cui un'ottantina parlate da almeno 100.000 persone. Le lingue riconosciute dalla Costituzione sono 17, oltre il sanscrito che trova però uso unicamente nella pratica religiosa. Le lingue indiane sono raggruppate in quattro ceppi: - ceppo austro-asiatico: il ceppo più antico, parlato da vari gruppi tribali nel nordest e nel centro della penisola, oltre che nelle isole Nicobare. - ceppo sino-tibetano: usato da gruppi tribali, caratteristico della stirpe mongola dell'Himalaya e dei rilievi del Nordest. - ceppo dravidico: più diffuso, parlato da circa un quarto della popolazione indiana - ceppo indoario: di derivazione indoeuropea, parlato da circa i ¾ della popolazione, copre la maggior parte delle lingue dell'India settentrionale, tra cui l'hindi che è la lingua più diffusa. Oltre all'hindi, lingua ufficiale insieme all'inglese, merita particolare attenzione l'urdu, lingua ufficiale nello Jammu-Kashmir.
| Il fattore religioso, oltre ad essere stato uno dei motivi principali della spartizione postcoloniale del subcontinente indiano, è insieme al sistema delle caste l'aspetto che ha determinato la società indiana.La religione dominante è l'induismo, con ca. 800 milioni di persone (80% della popolazione), affiancata da una serie di minoranze religiose. |
 | La religione dominante è l'induismo, con ca. 800 milioni di persone (80% della popolazione), affiancata da una serie di minoranze religiose. La minoranza più consistente è quella musulmana (circa il 12%), seguita poi da cristiani (2,3%), sikh (1,8%), buddisti (0,8%) e una piccola minoranza di parsi, seguaci di Zoroastro. L'induismo ha un forte ruolo sulla struttura della società indiana, dominata ancora dalla divisione in caste. Ufficialmente abolita nel 1965, la divisione in caste è ancora profondamente radicata nel costume indù. Gli intoccabili, i cosiddetti paria, discriminati nel lavoro e in ogni altro ambito della vita sociale, sono ancora circa 1/6 della popolazione indiana. La loro graduale trasformazione in ceto proletario, secondo il modello occidentale, non ha di fatto mutato la condizione di esclusione sociale in cui tuttora vivono.
L'India delle tradizioni
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Nel grande territorio dell'Unione Indiana, popolazioni così diverse tra loro per religione, lingua e cultura sono riuscite a conservare pressoché intatto il loro patrimonio culturale.Nonostante il crescente influsso dei costumi e delle abitudini occidentali, la cultura popolare resiste all'interno delle grandi masse indù, con manifestazioni spiccatamente religiose. | Le tappe più importanti della vita umana hanno il carattere di riti religiosi, con elementi fondamentali come il fuoco sacro, preghiere e formule magiche, sacrifici, bagni e purificazioni, atti di magia e di divinazione. Uno dei dati caratteristici della cultura popolare indiana è il rispetto per ogni forma di vita, soprattutto animale, da cui derivano anche le abitudini alimentari degli indiani, prevalentemente legati ad una dieta vegetariana. Molto vario è anche l'abbigliamento, anche se l'abito nazionale indiano è costituito per la donna dalla sārī, mentre gli uomini indossano prevalentemente un paio di pantaloni di tela o cotone (pāyajmā) e un'ampia camicia lunga (kurtā). Il colore degli abiti maschili è il bianco, mentre le donne indossano abiti di colori sgargianti e usano adornare i capelli con fiori recisi. La musica e la danza sono aspetti importanti della cultura popolare per esprimere la loro visione della gioia della vita.
La spiritualità indiana Anche la vita della gente comune in India è permeata da un profondo senso religioso: ogni gesto, ogni momento della giornata viene interpretato come un rito. L'Indù scandisce la propria giornata eseguendo con grande scrupolo, all'alba e al tramonto, il rito della sandhyā, compiendo le prescritte abluzioni e rispettando la regola dei cinque sacrifici: il sacrificio ai deva con la libagione nel fuoco, quello ai pitr (antenati) che si attua con l'offerta di cibo, quello ai brahaman (parola sacra) con lo studio dei testi sacri e la preghiera, quello agli uomini con la venerazione degli ospiti e infine il sacrificio agli spiriti con offerte versate al suolo. Molti inoltre i pellegrinaggi e le feste religiose che scandiscono la vita dell'indù, legati soprattutto alla glorificazione di momenti e mesi dell'anno ritenuti particolarmente "santi". La tradizione individua tempi precisi per il compimento dei sacramenti e prevede pertanto un calendario molto dettagliato.
31.10.06
Stefania Campogianni I dati per questo contributo sono tratti dall'Enciclopedia Garzanti, 2003.
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