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India: mucche sacre ma con microchip e codice a barre 
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"Sono sparite le vacche dalle strade di New Delhi." Il tassista reagisce allo stupore dello straniero come se fosse un'ovvietà ('ma certo il governo le ha fatte allontanare da un pezzo'), quasi seccato che gli si ricordi un passato sgradevole.

Eppure le vacche c'erano ancora nel 2003, placide indisturbate si aggiravano tra le file dei taxi nella bolgia dei viaggiatori in arrivo all'aeroporto.Ne ritrovavi accovacciate sulla corsia di sorpasso della superstrada verso la capitale, costringevano le auto a gimcane paurose. Per l'occidentale era quello il primo spaesamento, l'impatto caotico e intenso con un paese diverso da tutti gli altri. Perciò la loro assenza non è un dettaglio folcloristico". Inizia con questo piccolo appartenente insignificante aneddoto l'ultimo libro che Federico Rampini, inviato di Repubblica in Asia, ha dedicato alle due nuove potenze mondiali: Cina e India, ovvero, l'Impero di Cindia. Il fatto che le vacche siano scomparse dalle strade della capitale indiana che significato potrà mai avere? Bé la cosa interessante, in effetti, non è che le vacche siano state allontanate dalle strade, cosa per di più normale per noi occidentali, quanto in che modo questo sia stato reso possibile. Dalla spiegazione di questo piccolo mistero si possono trarre infatti importanti informazioni su quanto sta accadendo nel paese indiano. Da decenni si era cercato invano di risolvere il problema causato dalla presenza invadente delle mucche che, pur essendo animali sacri per gli indú, intralciavano il traffico ed erano causa di malattie a causa degli escrementi disseminati qua e là per le strade. "La soluzione finale – continua Rampini nel sul libro – l'ha inventata un genio informatico di 35 anni, Ahish Anand. Ha brevettato un microchip da far inghiottire alle mucche. Il minuscolo sensore ha una forma tale che si fissa nel secondo stomaco del ruminante e di lì non si sposta più. Consente di attribuire ad ogni mucca di New Delhi un codice d'identità, di registrare la razza e il proprietario. L'informazione finisce in una banca dati con cui le autorità comunali possono risalire al padrone e multarlo se la vacca si sdraia davanti ad un semaforo o al posteggio del taxi dell'aeroporto. […] Da quando le microspie sono finite negli stomaci dei bovini, i proprietari hanno capito l'antifona. Non c'è più un paio di corna che si faccia beccare al posto sbagliato. Benvenuti nella New India".
Che cosa è questa nuova India? E che ne è stato dell'India mistica, l'India delle religioni e delle tradizioni millenarie?

L'India è un paese millenario e allo stesso tempo giovanissimo: su un totale di poco più di 1 miliardo di abitanti, la metà è sotto i 25 anni. Si tratta di cifre pazzesche, soprattutto se paragonate al costante inesorabile invecchiamento della popolazione occidentale. Lanciata verso il futuro, esempio mirabile di convivenza pacifica tra etnie, religioni e lingue diverse, l'India sembra ancora oggi capace di mantenere un legame saldo con il proprio passato e la propria identità. I contrasti, le tensioni e le minacce della globalizzazione e della modernità non mancano certo e non sono in pochi a lamentare la crescente occidentalizzazione dei giovani indiani che sempre più qualificati e istruiti sono attratti dai beni di consumo e dai modelli di vita europei, ma ancor più americani.

31.10.06

Stefania Campogianni


 


 
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