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DIAMONT : Sviluppo sostenibile nell'arco alpino 
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Tutt'attorno solo boschi e nient'altro che boschi. Qua e là vecchi casolari oramai abbandonati. Questo il paesaggio che per chilometri si offre ai nostri occhi. Poi all'improvviso, immensi centri turistici, campi da golf e impianti sciistici. Lo si respira nell'aria: qui il turismo regna sovrano!
Procedendo, al nostro sguardo si offre finalmente un nuovo paesaggio: una natura fiorente, villaggi curati e la vita del villaggio ancora intatta.

Non parliamo di terre sconosciute o lontane, ma di paesaggi realmente presenti in alcune aree dell'arco alpino! Nelle Alpi sudoccidentali è ancora possibile visitare aree ancora vergini, non ancora intaccate dal passaggio dell'uomo, accanto ad aree che invece sono diventate vere e proprie mete turistiche. Ma non mancano nemmeno, soprattutto nelle aree nordoccidentali, zone che rispecchiano quella che è l'immagine comune delle Alpi: un paesaggio variegato, ben curato e pulsante di vita. Questo stato di cose così diversificato è il frutto in primo luogo di alcune politiche messe in atto negli anni passati: da un lato alcune regioni si sono occupate poco della promozione delle aree rurali, e hanno concentrando tutte le loro risorse nei centri urbani. Le conseguenze di una tale politica sono facili da prevedere: la popolazione si è allontanata a poco a poco dalle montagne e dalle campagne, i villaggi, del tutto abbandonati dai giovani , sono destinati ad un  progressivo decadimento e in quello che era prima uno spazio abitato, la natura prende nuovamente il sopravvento riappropriandosi del proprio territorio. Ma per fortuna non tutte le regioni hanno seguito questa pratica. Molte sono infatti le realtà in cui si è puntato su una politica di promozione del turismo e dell'economia rurale, dimostrando che lo sviluppo di una regione può essere diretto in maniera attiva e consapevole. E proprio a questo tema si dedica lo sviluppo regionale.
Uno degli obiettivi fondamentali dello sviluppo regionale è la promozione di quello che in termine tecnico viene definito "sviluppo sostenibile" ("Sustainable Development"), ovvero uno sviluppo che sappia soddisfare le esigenze del presente e sia al tempo stesso capace di assicurare alle generazioni future un ambiente intatto, dal punto di vista naturalistico sociale ed economico. La equa distribuzione delle risorse alle regioni e' uno degli aspetti su cui si concentra maggiormente l'attenzione. Riferendoci all'arco alpino, ad esempio, le autorità competenti dovrebbero assicurare a tutte le regioni alpine pari opportunità di sviluppo, soprattutto nell'ambito del libero mercato. Questo dal punto di vista teorico; ma nella pratica, come sono realmente le cose? Se si vuole trattare il tema "sviluppo sostenibile" in maniera seria, occorre prima di tutto cercare di dare una risposta ad una serie di domande fondamentali: che cosa si intende per sviluppo regionale nelle singole regioni? La pianificazione del territorio deve tener conto delle differenze culturali? Come sono le strutture decisionali delle singole regioni? Quali difficoltà, sfide e concrete possibilità di riuscita possiamo ipotizzare per il loro futuro?  Occorre partire da queste risposte per poter intraprendere l'elaborazione di un più ampio concetto di sviluppo sostenibile esteso all'intero arco alpino.
Nel marzo di quest'anno, ricercatori, esperti e rappresentanti delle regioni interessate provenienti dai sei paesi dell'arco alpino (Austria, Germania, Svizzera, Francia, Italia e Slovenia) si sono incontrati per discutere di questo tema. Frutto di questo primo incontro è stata la nascita del progetto DIAMONT (Data Infrastructure in the Alps: Mountain Orientated Network Technology), finanziato dal programma dell'UE Interreg-IIIB "Ambiente Alpino". Il progetto, della durata di tre anni, dal 2005 al 2008, è coordinato dall'istituto di Geografia dell'Università di Innsbruck, mentre la direzione scientifica è affidata all'Istituto per l'Ambiente Alpino dell'EURAC. Obiettivo primario di DIAMONT è individuare scientificamente quali sono i problemi dello sviluppo regionale sostenibile nell'arco alpino e avanzare concrete proposte di soluzione. I ricercatori dovranno inoltre elaborare una proposta per poter misurare e monitorare a lungo termine lo sviluppo sostenibile dell'intera area alpina.
Durante questo primo anno, tutti i partner saranno impegnati a raccogliere e comparare le informazioni sullo sviluppo regionale riferito a tutta l'area alpina. Sulla base di questi dati  l'arco alpino verrà suddiviso in singole aree di sviluppo, che terranno conto anche delle differenze culturali tra le singole regioni alpine. Partendo da questi risultati, si passerà a individuare e analizzare nel dettaglio un settore di particolare rilevanza, sia esso l'economia rurale, il traffico o il turismo. Per questo particolare settore verranno raccolti ulteriori dati che saranno poi adattati ed elaborati in base al sistema GIS. Questo permetterà di valutare i recenti sviluppi di questo particolare settore in base alla sua sostenibilità e di individuare i fattori principali di natura ambientale, economica, sociale o politica. Da questa valutazione, gli studiosi si aspettano un altro importante risultato, ovvero l'individuazione di un set di indicatori per il monitoraggio dell'intero paesaggio alpino. Il passo successivo, ben più difficile, consisterà nell'elaborazione di un modello per lo sviluppo regionale sostenibile, al di là quindi di tutte le frontiere e le differenze culturali.
Al fine di testare la reale applicabilità pratica di questo modello, verranno selezionate 10 località pilota nelle diverse regioni di sviluppo. Qui, attraverso il diretto coinvolgimento dei rappresentanti locali, gli strumenti di pianificazione saranno testati, valutando se siano adatti alla prassi, corrispondenti ai bisogni specifici e applicabili a tutto l'arco alpino.
DIAMONT fornirà, quindi, indicazioni su come, al di là delle condizioni specifiche, le autorità responsabili dell'intero arco alpino possano giungere ad una base comune e ad una efficiente collaborazione per lo sviluppo di queste aree. Un aspetto questo, che, come è facile immaginare, non incontra solamente l'interesse dell'UE o della Convenzione delle Alpi, ma potrà portare vantaggi a lungo termine anche per tutti gli abitanti delle Alpi.


Da parte italiana, saranno due le Istituzioni compartecipi a questo Progetto: l'UNCEM (Unione Nazionale Comuni, Comunità ed Enti Montani) e l'Accademia Europea di Bolzano (EURAC.research) (scientific director of DIAMONT). Nell'ordine, per assicurare un'utilizzazione pratica e l'approvazione generale, la più ampia struttura di DIAMONT include anche una commissione consultiva costituita dal Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi, 5 enti pubblici e governativi (fra cui ANPA BZ – Agenzia Provinciale per la Protezione dell'Ambiente), 1 istituto universitario e 5 organizzazioni di rappresentanza delle Alpi o associazioni che ne faciliteranno così la divulgazione (fra cui ASCOMALP – Associazione Commercianti Alpini).


Per ulteriori informazioni, potete consultare:
/Org/AlpineEnvironment/AlpineEnvironment/Projects/DIAMONT/index
http://diamont.uibk.ac.at.


12.08.05

Erich Tasser


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