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Vogliamo "misurare" lo sviluppo sostenibile dei comuni altoatesini. 
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Intervista a Stefano Perini dell'Istituto di ricerca economica della Camera di Commercio di Bolzano che ha collaborato con l'Istituto per l'Ambiente Alpino dell'EURAC nella realizzazione del progetto: "Indikatorensystem zur Nachhaltigkeit".


Sig. Perini, da dove nasce la necessità di elaborare un sistema di indicatori per lo sviluppo sostenibile?

Il progetto a cui stiamo lavorando ha preso avvio nel 2000, quando dall'Agenzia Provinciale per l'Ambiente è giunta la richiesta di individuare come si stanno muovendo i comuni altoatesini in termini di crescita economica e sociale e di impatto ambientale. In una parola: sviluppo sostenibile. 

Che cosa si intende per sviluppo sostenibile?
Il concetto di sviluppo sostenibile si basa sull'idea condivisa che la qualità di vita di una società può essere migliorata solamente attraverso uno sviluppo coerente e congiunto delle condizioni ambientali, economiche e sociali. In base all'Agenda 21, (programma di riferimento internazionale per lo sviluppo sostenibile) "sustainable development" significa soddisfare i bisogni della popolazione oggi esistente, sempre però nel rispetto dei bisogni e delle aspettative delle generazioni future.

Come si può garantire lo sviluppo sostenibile?
Una volta definito il concetto di sviluppo sostenibile, occorre individuare i criteri e i parametri con cui poter "misurare" lo sviluppo sostenibile. Qual'è lo stato attuale di sviluppo ambientale e socio-economico di una realtà? Fino a che punto ad esempio il settore del turismo può essere sviluppato senza danneggiare l'ambiente? Gli indicatori permettono di "misurare" questi fenomeni.

Voi avete individuato gli indicatori per i comuni dell'Alto Adige?
Sì, l'istituto di ricerca economica della Camera di Commercio è stato incaricato di sviluppare gli indicatori socio-economici, mentre l'EURAC ha elaborato gli indicatori ambientali. L'unicità del progetto consiste nel fatto che si tratta di indicatori a livello comunale, e non, come generalmente avviene, di indicatori su scala provinciale o nazionale.

Qual'è la difficoltà nel definire indicatori a livello comunale?
La questione è legata in gran parte alla disponibilità dei dati. Gli indicatori standard sviluppati dalle istituzioni più conosciute (EUROSTAT, OECD, ISTAT) e condivisi dal mondo scientifico, come ad esempio il tasso di natalità o di disoccupazione spesso non sono disponibili a livello comunale. Il reddito pro capite è ad esempio un dato non calcolabile a livello comunale. Accanto a questi indicatori ufficiali, abbiamo deciso di individuare anche indicatori ad hoc per la realtà altoatesina. La quota dei masi di montagna è ad esempio un indicatore non comunemente utilizzato a livello europeo, ma sicuramente significativo per una realtà agricola come la nostra. Gli indicatori elaborati sono stati poi valutati da una commissione interdisciplinare, con esperti in ambito ambientale, economico e sociale. Il risultato di questa valutazione è stato la definizione di un gruppo di 88 indicatori.

Qual è l'obiettivo di un indicatore?
Gli indicatori, se analizzati nel loro andamento (al ribasso o al rialzo) e nella loro reciproca influenza sono espressione di un qualche fenomeno in atto.


Ci faccia un esempio concreto?
Il fenomeno turismo si ripercuote ad esempio su indicatori quali il numero di pernottamenti, sull'inquinamento dell'aria dovuto al traffico, o ancora, nel caso del turismo invernale, sul consumo di acqua usata per l'innevamento. Dati questi fenomeni, il passo successivo sarà quello di definire dei cluster, ovvero delle tipologie comunali. Avremo perciò la tipologia: comune montano con poco turismo e economia di tipo rurale. Oppure la tipologia: comune montano, tanto turismo e agricoltura in calo. Questo è uno degli obiettivi del progetto: definire varie tipologie comunali e per ognuna individuare linee di sviluppo ambientale e socio-economiche.

Quali sono gli altri obiettivi del progetto?
Un altro obiettivo è quello di costruire un ranking, ovvero una classifica dei migliori comuni in termini ambientali, sociali ed economici e identificare poi alla fine quale'è il comune che garantisce la maggiore qualità della vita.

Sono già emersi alcuni dati interessanti?
Dai dati relativi all'inquinamento dell'aria e della densità del traffico, ad esempio, risulta chiaramente che i comuni che hanno le condizioni di inquinamento dell'aria peggiore sono proprio quei comuni che si trovano lungo l'asse dell'autostrada del Brennero. Confrontando questi dati nel tempo, possiamo anche monitorare l'andamento del fenomeno, vedere cioè se questi valori si sono mantenuti stabili nel tempo, se sono peggiorati o se invece sono migliorati grazie a provvedimenti adottati dalla Provincia o dai singoli comuni interessati. Questo ci permette di controllare quindi se un comune si allontana o va verso uno sviluppo sostenibile.

I comuni con i voti migliori, per così dire, potranno diventare quindi un punto di riferimento per quelli meno avanzati.
Esattamente. L'obiettivo è proprio quello di sviluppare un sistema di monitoraggio e di dare ai comuni delle linee guida per uno sviluppo sostenibile. Se ad esempio Bressanone risultasse il comune migliore, potremmo andare a verificare quali sono state le strategie in ambito ambientale, di sviluppo economico e sociale messe in atto a Bressanone per ottenere questi risultati e far sì che anche altri comuni adottino strategie analoghe. Comuni con situazioni simili potranno ad esempio attuare strategie unitarie che permettano di risolvere in maniera più efficace problematiche comuni e raggiungere una qualità della vita complessivamente più alta.

Intervista di Stefania Campogianni


 


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