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Un libro paga da 6 miliardi 
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Ridurre la burocrazia in Italia. Suona come una bella sfida, ma potrebbe diventare realtà. Ne abbiamo parlato con Mario Martelli, che insegna Analisi di impatto della regolazione al Politecnico di Milano ed è coordinatore del programma per la misurazione degli oneri amministrativi promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

Prof. Martelli, di che cosa si occupa il gruppo che coordina?
Da un anno e mezzo siamo impegnati nella misurazione, su tutto il territorio nazionale,dei costi derivanti dagli obblighi informativi che norme nei settori più diversi pongono a carico delle piccole e medie imprese. In particolare, cerchiamo di quantificare gli oneri relativi alla raccolta e al trasferimento di informazioni alle autorità pubbliche da parte delle imprese.

Di che tipo di informazioni si tratta?
Nel corso del 2007, con l'aiuto fondamentale delle associazioni imprenditoriali, abbiamo individuato cinque grandi aree di regolazione all'interno delle quali ci sono norme che obbligano le imprese a fornire informazioni alla pubblica amministrazione. Si tratta di: privacy, ambiente, prevenzione incendi, paesaggio e beni culturali, previdenza e lavoro.
Prendiamo l'area ambiente. Gli  obblighi informativi che le aziende devono assolvere in questo ambito riguardano tutte le procedure (e i relativi costi) che le imprese devono compiere per ottenere l'autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali, il trasporto dei rifiuti, l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera …

C´è una di queste aree che comporta un impegno più gravoso per le imprese?
L'area previdenza e lavoro è senz'altro quella più onerosa, con un costo totale annuo che supera i 10 miliardi di Euro. È anche l'area più complessa da analizzare, per questo è stata suddivisa in due sotto-categorie: l'area lavoro e l'area previdenza e assistenza.

All'interno dell'area lavoro, qual è l'obbligo informativo più oneroso?
È senz'altro la tenuta del libro paga, che con i suoi 6 miliardi di Euro, copre da sola l'87% dei costi dell'intera area.

Esistono in Italia regioni più virtuose di altre nella gestione delle pratiche amministrative?
Questo è senz'altro possibile. Al momento la nostra attività prende in considerazione esclusivamente norme di livello nazionale e quindi la misurazione si svolge su imprese che si trovano in tutte le 21 regioni e che adempiono tutte la stessa regolazione.

Dando uno sguardo oltre confine, il processo di integrazione europea crea omogeneizzazione e quindi favorisce lo snellimento burocratico o, al contrario, complica ulteriormente le cose?
In teoria, si tratta di una complicazione, in quanto si aggiunge un ulteriore livello di governo ai tre già esistenti: nazionale, regionale e comunale.  Peraltro, le pratiche burocratiche che riguardano le imprese sono molto spesso regolamentate a un livello più basso, quello comunale, per cui le normative europee si aggiungono a questi livelli. 

26.05.08

Intervista a cura di Daniela Mezzena


  Convegno
   


Riduzione degli oneri amministrativi per imprese e cittadini
29.05.08

 
 
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