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A bordo di un quaderno volante, direzione Himalaya  
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Luciano Casagrande, maestro elementare da una vita, ha trovato un modo originale per far conoscere ai suoi ragazzi la cultura tibetana. Classi di una scuola di Bolzano e classi di piccoli esuli in India si raccontano le loro storie su quaderni che "volano" da un continente all'altro.

Il fascino del Tibet, la passione per l'insegnamento e la voglia di pace. Da null'altro nasce il progetto "Quaderno Volante" che vede la scuola elementare "Manzoni" di Bolzano e la Sekong Primary School del villaggio tibetano di Tabo coinvolte in un curioso scambio. Dal 2000 Luciano Casagrande, ideatore del progetto (scheda), fa la spola tra l'Italia e il Sud Asia, portando con sé piccoli quaderni che i bambini si indirizzano a vicenda. Sui fogli scuri della carta riciclata sono appiccicati momenti della vita dei bambini: fotografie, disegni, brevi frasi in un inglese incerto. Dopo essere stati colorati dalle classi bolzanine, i quaderni raggiungono la scuola di Tabo ai piedi dell'Himalaya. Lì le vite dei compagni italiani diventano parte del bagaglio delle esperienze dei piccoli tibetani e le pagine dei quaderni sono arricchite di nuovi racconti. Nuove fotografie, nuovi disegni e nuove frasi in un inglese incerto. E lo scambio prosegue, in un intreccio di scarabocchi e di parole che formano un'unica storia di conoscenza e comprensione.

In 18 anni Luciano Casagrande ha provato sulla sua pelle di maestro elementare che lo sperimentare è la forma più efficace di apprendimento. Così, per insegnare la cultura del Tibet, con il suo profondo senso del rispetto per gli altri e la sua consapevolezza dell'uguaglianza di tutti gli esseri viventi, il maestro ha scelto di far entrare i suoi ragazzi in diretto contatto con la realtà tibetana. «Le vie per farlo sono tante», fantastica Casagrande: «Quello dei "quaderni volanti" è solo l'inizio, poi verranno il teatro e i documentari. L'idea è quella di "usare" i mezzi di comunicazione per accorciare le distanze geografiche e costruire un'autentica cultura della pace. Piuttosto che "essere usati" da loro per fomentare pregiudizi e diffidenze».
Ad oggi, oltre ai risvolti pedagogici, il progetto ha consentito, grazie al sostegno dell'Ufficio Gabinetto della Provincia di Bolzano, di aiutare economicamente la scuola di Tabo. Negli scorsi tre anni è potuto sorgere un nuovo edificio residenziale per gli alunni e si è acquistata una cucina che permette di preparare 130 pasti.
Per testimoniare il progetto e per sensibilizzare l'opinione pubblica al dramma degli esuli tibetani in India, Lorenzo Paccagnella, scuola di cinema ZeLIG,  ha girato il documentario Tashi Delek – Flying Notebooks", in collaborazione con RAI Sender Bozen. 

Riportiamo un collage di impressioni raccolte da Luciano Casagrande durante il suo viaggio sul tetto del mondo nell'autunno del 2003, quando portò i quaderni ai bambini di Tabo.

Dove si trova Tabo?


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Tabo è un piccolo paese con un importante monastero a 3.300 metri di quota, tra le montagne himalayane, nella valle dello Spiti, nel nord dell'India. In questa remota regione indiana hanno sempre vissuto popolazioni tibetane che, dopo la divisione tra Cina, Tibet e India si sono trovate al di là di un confine che i nomadi e i pastori tuttora non riconoscono.

A loro si sono aggiunte, dopo il 1950, popolazioni tibetane in esilio, fuggite in India dal Tibet occupato.

Valentina Bergonzi

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21.10.2004


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Collage di impressioni raccolte durante un viaggio a Tabo

Chi è Luciano Casagrande

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I mille significati della bandiera tibetana

 
 
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