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Un premio alla difesa del diritto d'informazione 
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"Reporter senza frontiere" è un'associazione impegnata per la difesa della libertà di informazione e di stampa e per la tutela della vita e dei diritti dei professionisti dell'informazione.

Ogni anno conferisce un premio al giornalista che maggiormente si è impegnato per la causa nel suo paese. Nata 18 anni fa ha sedi in Germania, Austria, Belgio, Spagna, Francia, Italia, Svezia e Svizzera e svariati uffici in ogni continente del mondo. Sulla base della convinzione che imprigionare o uccidere un giornalista significhi eliminare un testimone chiave e minacci il diritto di ogni essere umano ad essere consapevole di quanto succeda nel mondo.

 "Reporter senza frontiere" si muove su diversi fronti. In primis alimenta un network informativo perché l'opinione pubblica sia al corrente delle persecuzioni in atto contro i giornalisti. In particolare il sito web, visitato da circa 200.00 utenti al mese, ospita articoli e fotografie sottoposte a censura nei paesi d'origine, alimenta un forum aperto a ogni contributo e mantiene aggiornato il "barometro" della libertà di stampa, che riporta il numero attuale di giornalisti in pericolo. L'associazione inoltre si prende cura delle famiglie degli imprigionati e degli assassinati e offre agli operatori indagati assistenza economica e legale. Sono in corso anche progetti per la lotta alla censura e alle leggi restrittive della libertà d'espressione e di stampa e opera per il miglioramento della sicurezza dei giornalisti, specialmente nelle zone di guerra.

Un'iniziativa che si inserisce nello spirito di "Reporter senza frontiere" è il conferimento di premi al giornalista che maggiormente si è impegnato nel corso dell'anno, a un organo di comunicazione che si è adoperato per la difesa del diritto d'informazione e a un attivista che si è battuto controcorrente. Non a caso la giornata scelta per cerimonia combacia con la Giornata Mondiale dei Diritti Umani.  Per il 2004, anno che ha già registrato l'uccisione di 47 giornalisti e di 14 assistenti media e l'imprigionamento di 117 giornalisti, 3 assistenti media e 69 dissidenti on-line, non sono ancora definiti i nomi dei vincitori. Nel 2003 i "Reporter senza frontiere" e la Fondation de France Prize hanno scelto il giornalista marocchino Ali Lmbaret, il quotidiano dello Zimbaew "The Daily News" e Michèle Montas, già proprietario e direttore di Radio Haiti Inter.
"Reporter senza frontiere" celebrerà la Giornata Mondiale dei Diritti Umani partecipando anche, a Torino,  alla presentazione di un libro basato in parte sui propri rapporti nel continente asiatico. "Il libro nero della Cina" raccoglie numerosi documenti e testimonianze raccolte dalle maggiori organizzazioni internazionali che si occupano di diritti umani. Questo volume, edito dalla Guerini e Associati rappresenta un importante strumento culturale e politico per squarciare il velo dell'ignoranza e dell'opportunismo che avvolge l'immagine della Cina. Un paese oggi visto solo nella luce delle potenzialità economico-commerciali e non anche nell'ombra della mancata modernizzazione della democrazia e della libertà.

Valentina Bergonzi

10.12.2004
 


 


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