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Una legge a tutto sole 
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Basta sovvenzioni pubbliche a pioggia per installare impianti fotovoltaici. Per incentivare la produzione di energia solare il governo tedesco ha elaborato nel 2000 una legge innovativa. Oggi se ne raccolgono i risultati: risparmi notevoli, dinamismo del mercato e nuovi posti di lavoro.

La storia finisce con un primato. Nel 2004 la Germania è diventata leader mondiale per la quantità di potenza installata con impianti fotovoltaici, per un totale di oltre 700 Megawatt (MW), quasi 50 volte quella installata in Italia (18,1 MW).
Ma forse sarebbe meglio ricordare che la storia è cominciata con una legge entrata in vigore il 1° aprile 2000 e ritoccata nuovamente nel 2004. Con l'Erneuerbare-Energien-Gesetz- EEG (Legge sulle energie rinnovabili) il governo tedesco ha messo a punto un sistema lungimirante che tiene conto sia degli obiettivi comunitari legati all'attuazione del protocollo di Kyoto, cioè l'aumento di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2010, sia delle necessità di risparmio delle casse pubbliche.

La principale novità della legge è il taglio dei finanziamenti pubblici a fondo perduto per l'installazione di impianti fotovoltaici e il conseguente ricorso a un meccanismo commerciale basato sulla concorrenza. Da cinque anni a questa parte aziende e privati tedeschi non possono più contare su contributo statale per l'acquisto dei moduli solari: impianto e allacciamento alla rete sono a carico del cliente. Ma dove sta allora il vantaggio?

I produttori cedono l'energia solare realizzata con i loro impianti ai gestori di rete ad un prezzo estremamente vantaggioso, che varia da un minimo di 45,7 a un massimo di 62,4 centesimi al kilowattora (kWh), a seconda del posizionamento dei pannelli e della potenza dell'impianto. Per avere un'unità di misura di riferimento basti pensare che l'energia prodotta da fonti tradizionali costa ai gestori di rete una media di 5 - 7 centesimi al kWh. La tariffa fissa per l'energia solare viene garantita ai rivenditori per venti anni, anche se, in previsione di un aumento costante dell'impiego delle rinnovabili e di un ulteriore abbassamento dei costi di produzione, il governo ha stabilito di diminuire ogni anno del 5% le tariffe da offrire ai nuovi produttori, ipotizzando che tra vent'anni l'energia solare potrà essere pagata tanto quanto l'energia prodotta da fonti tradizionali.
I gestori di rete immettono in circolo l'energia acquistata e diluiscono le spese più elevate di acquisto nelle bollette di tutti gli utenti, che finiscono con lo sfruttare le energie alternative percependo una lievitazione irrisoria sul costo finale. Greenpeace ha stimato che una famiglia media potrebbe vedere aumentata la propria bolletta di circa 1 euro al mese.

La sicurezza di remunerazioni fisse per almeno due decenni stimola la pianificazione di strategie imprenditoriali a lungo termine. Certo, il costo di un investimento iniziale senza sussidi può frenare i singoli privati, ma il compenso vantaggioso innesca un meccanismo di compensazione di costi, ricavi e profitti che alimenta una dinamica di più ampio respiro. Nel 2004 sono stati investiti 1,7 miliardi di euro nel settore, che conta un totale di oltre 20.000 addetti, di cui 500 assunti solo lo scorso anno.
Ad oggi l'energia solare copre lo 0,82% del totale fabbisogno energetico tedesco: una quantità irrisoria, ma sbalorditiva se si pensa che è aumentata di cinque volte rispetto al 2000 (0,16%) e di ben 80 volte rispetto al 1991 (0,01%).In Germania, il mercato delle rinnovabili si avvia ad essere il mercato di imprenditori che del solare fanno il loro business, non solo il mercato di convinti, ma isolati, ecologisti avanguardisti. E l'energia solare si avvia ad essere l'energia utilizzata da tutti, non solo da chi ha pannelli sopra il proprio tetto.

Non solo, l'assenza di sussidi statali fissi contribuisce ad aumentare la concorrenza nell'ambito della vendita e installazione di impianti fotovoltaici. Se si investono soldi di tasca propria, e se l'obiettivo è rincorrere un alto profitto, si cerca con ancor maggiore accuratezza il migliore offerente. A questo va aggiunto il fatto che due tra le dieci maggiori aziende produttrici di celle e moduli fotovoltaici al mondo (Q-Cells e RWE-Schott-Solor) sono tedesche e sfruttano le tecnologie più avanzate. Da non sottovalutare è infine la solida organizzazione che contorna il semplice commercio e l'installazione dell'impianto. La cooperazione tra vari operatori economici consente infatti di accedere con maggiore facilità alla tecnologia fotovoltaica. Ad esempio alcune aziende edili propongono di integrare gli impianti fotovoltaici direttamente nei lavori di costruzione, acquistando il materiale dai produttori in grandi quantitativi e facendosi carico per il cliente delle contrattazioni e delle procedure di installazione.
Anche in questo caso la somma dei tre elementi significa una sola cosa: abbattimento progressivo dei costi e ampliamento del mercato. Già oggi un impianto medio di 3 kW di potenza di picco può arrivare a costare anche un paio di migliaia di euro di meno che in Italia. E nel 2004 sono stati installati impianti per una potenza di circa 300 Megawatt (MW): una crescita di oltre il 100% rispetto all'anno precedente.

14.12.2005

Valentina Bergonzi


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