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Nella regione che dalla Provenza attraversa le Alpi e si estende nelle valli del cuneese si parla ancora la lingua dei trovadori e di tutti i grandi scrittori che con rinnovato spirito dall'ottocento diedero vita a grandi opere letterarie. In Italia questa eredità è raccolta e sostenuta dal Centro di cultura provenzale Coumboscuro. |
Prof. Arneodo, si parla tanto della disputa tra franco-provenzale e occitano. Da dove nasce questa rivalità?
Il nocciolo della questione è nel fatto che l'Occitania in quanto eredità storica e radice culturale non esiste. Fino a poco tempo fa, diciamo ca. 15 anni fa, non si è mai parlato di una regione dell'Occitania. Tutta la produzione in lingua d'oc, tutta quella cultura compresa tra le Alpi e il Rodano e in tutto il Midi de France era ed è stata sempre definita provenzale. I trovadori del 1200 così come i grandi letterati del 1800 fino al premio nobel Frédéric Mistral, avevano come unico riferimento culturale la cultura provenzale e si autodefinivano provenzali. Badi che parlo di provenzale e non di franco-provenzale.
Ovvero?
Tutta questa zona nel sud delle Alpi occidentali è provenzale; mentre il franco-provenzale è nella zona a nord delle Alpi, dalla Val di Susa alla Val d'Aosta.
E che cosa ha portato alla predominanza dell'occitano?
La legge regionale 482 del 1999 per la tutela delle minoranze ha imbarcato la lingua occitana che prima non esisteva o era sottomasticata. Non era lingua, né denominazione, presente nelle nostre Alpi del sud Piemonte. Per motivazioni politiche, la regione Piemonte ha deciso di dare maggiore risalto all'occitano, vedendo in questo un prodotto propagandistico che faceva più presa. L'Occitania è un prodotto intellettuale, che ha avuto forte successo nella sfera politica e intellettuale più lontana dalla materia etnica e linguistica.
Non c'è nessuna possibilità che la legge inglobi anche il provenzale?
Di fronte alle concessioni fatte dalla ragione Piemonte agli occitani, abbiamo tentato di far sapere che avremmo accettato anche di veder affiancato il provenzale all'occitano. Avremmo certo aspirato ad un migliore riconoscimento del provenzale come lingua inquadrata nell'eredità mistraliana, lingua che aveva dato voce a scrittori di grande espressività e creatività come Lamartine, Aubanel, Roumanille... Ma anche in questo caso nessuno ci ha risposto.
Nemmeno la Francia ha però grande fama di essere una sostenitrice delle lingue minoritarie.
Si, lo stato centrale francese è duro verso i provenzali e verso tutti i gruppi nelle Alpi a occidente: il francese è Parigi. Chi in Provenza e altre regioni vuole battersi per le lingue minoritarie locali, per far imparare queste lingue a scuola, deve seguire lunghe e difficoltose procedure. I provenzali però hanno una consapevolezza molto forte della loro cultura, si sentono provenzali ancor prima che francesi. Parigi ha capito che doveva fare i conti con questa regione che è patria di grandi scrittori.
E come sono i rapporti con i cugini della Provenza?
I rapporti con la Provenza e con tutto il territorio tra Alpi, Rodano e oltre Rodano fino a metà della langue d'oc sono ottimi. Durante tutto l'anno sono numerosi i momenti di incontro e scambio, un esempio sono le famose "Traversados" - traversate.
Vuol dire che ci sono persone che dalla Provenza attraversano le Alpi per giungere a Coumboscuro?
Esattamente. Si immagini intere famiglie che da Avignone, dal Midi, dalla Valle del Rodano partono per attraversare le Alpi e si riuniscono a Coumboscuro.
Lo scopo è quello di mantenere e diffondere l'eredità linguistica e culturale del provenzale.
Questo è fondamentale. Nel Roumiage dell'Addolorata che si tiene sempre la seconda domenica di luglio, la gente giunge fino a qui per seguire un pellegrinaggio che vuol essere evento religioso, ma anche linguistico e artistico.
| Si inizia con una messa celebrata in provenzale e poi si procede nel pellegrinaggio recitando ad ogni fermata le preghiere in lingua provenzale. Ad ogni tappa un volontario tiene un breve commento del mistero che è stato pronunciato parlando nel provenzale della propria valle. |
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Vi sono altre iniziative analoghe?
L'Adoulourado non è che il primo "Roumiage" del calendario di Coumboscuro: Il secondo – noto come Roumiage de Setembre - è appunto ad inizio settembre d'ogni anno, con le Traversados: una settimana di incontri, spettacolo, dibattiti, musiche, produzione di eventi. E con un importante appuntamento culturale: il convegno del sabato pomeriggio sul tema delle minoranze etniche, le Alpi, la cultura europea in generale. Quest'anno sabato 2 settembre pomeriggio.
Esistono quindi diverse varietà di provenzale da valle a valle?
Sì, ma si tratta di piccole "nuances", di sfumature che non impediscono la reciproca comprensione. Se per esempio vado in Valle Stura, sempre in provincia di Cuneo posso sentire per strada qualcuno che dice: Ai rescountrà duos fremos, ovvero "ho incontrato due donne", mentre noi diremmo Ai rescontrà dues fremes. Come vede sono differenze leggerissime.
Quale è la regione italiana in cui si parla il provenzale?
Tutte le valli della piana di Cuneo dalla metà in sù, verso il confine con la Francia, sono provenzali, ma già scendendo di 5-6 km verso sud sentiamo parlare il piemontese.
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Mentre se da Coumboscuro valico il collo della Maddalena e scendo ad Avignone posso parlare liberamente il mio patois ed essere capito. Ogni anno in gennaio si tiene qui la giornata del Provenzale, con rappresentazioni teatrali in lingua e anche chi viene da Avignone e dintorni comprende perfettamente ciò che viene detto. |
Quanti sono i parlanti di provenzale in Italia?
Facendo un calcolo approssimativo direi in tutto circa 3500-4000 persone.
Dunque è importante che anche i bambini continuino ad apprendere e usare la lingua.
Certo, nelle famiglie i bambini parlano con i genitori sempre in provenzale. Nella nostra scuola di Coumboscuro siamo autorizzati a fare un giorno a settimana di lezione in provenzale. Ma i bambini sanno la lingua e l'insegnante che entra nella classe può tranquillamente andare alla lavagna e scrivere qualche frase senza il problema di non essere capita e senza bisogno di passare attraverso il filtro dell'italiano o del francese.
L'alfabetizzazione avviene dunque in provenzale?
Sì, i bambini scrivono in provenzale. Per la scuola abbiamo adottato un libro che si intitola "Le loup e babéto" che viene usato per lo studio del provenzale. Dalla ricca produzione di poesia dei bambini che hanno frequentato in questi anni la scuola è nata anche un'antologia di poesie per scuole di lingua provenzale che abbiamo pubblicato di recente.
Ho letto da qualche parte che dell'esperienza plurilingue della scuola di Coumboscuro è stato fatto un film.
Sì, dovrebbe uscire a novembre. Il film, il cui titolo in italiano è "Dietro l'orizzonte", tratteggia l'avventura di questa scuola pluriclasse ed è stato presentato in anteprima qui a Coumboscuro con un grande successo di pubblico. La gente ha bisogno di un discorso più profondo delle solite diatribe politiche sull'uso o meno di una lingua. È un film che esprime il sapore della nostra lingua vissuta, parlata dai nostri antenati e da noi stessi. È piaciuto.
24.08.06
Intervista di Stefania Campogianni
Sergio Arneodo dirige il Centro di Cultura Provenzale Coumboscuro.