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Si abita una lingua perché si vive in un paese 
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Processi letterari e dimensioni etniche. E' un rapporto che diventa sempre più importante all'interno di una visione nella quale lo studio del linguaggio diventa riferimento. Abitare una lingua, sosteneva Elias Canetti. Ed è su questo presupposto che il discorso sul rapporto etnia-letteratura si pone con delle riflessioni.


Dall'indifferenza alla nostalgia. Tra i segni e le memorie il tracciato è un lungo ricordo. Etnos- popolo. Tra etnie e scrittori.  Ci sono processi culturali che si prestano ad una chiave di lettura in cui il valore antropologico e la "misura" etno-linguistica offrono delle interpretazioni che hanno delle caratteristiche che penetrano il senso mitico simbolico delle civiltà.
La letteratura ha, chiaramente, modelli grazie ai quali è possibile sostenere un rapporto sempre più nevralgico tra la parola (meglio sarebbe dire codice delle parole) e i fattori che riguardano più direttamente il sentimento della tradizione. Infatti l'incastro antropologico che si vive nella letteratura è un vissuto completamente dentro la storia delle comunità, le quali sono comunque espressioni di civiltà. 
Quando si parla di minoranze etnico-linguistiche è necessario ridefinire il senso e il tempo della loro presenza sul territorio ed è proprio la letteratura, grazie a scrittori e viaggiatori che vi hanno sostato o hanno penetrato l'anima del popolo attraverso uno scavo psicologico ed esistenziale del luogo, che ha gli strumenti per indagare nella stratigrafia della coscienza comunitaria. 
L'indifferenza nei confronti della diversità dei popoli è una sovrastruttura che non ci allontana dal problema reale perché in fondo è proprio da questa che il rapporto parola tradizione non assume uno spessore dissolvente ma ci mette a contatto non tanto o non solo con le eredità ma soprattutto con la nostalgia. 
Il passaggio dalla indifferenza alla nostalgia non è soltanto un fenomeno culturale. È piuttosto un attraversamento non solo di valori ma di raggiungimento di quell'ordine sancito dai sentimenti che portano a capire  le matrici dell'appartenenza.
Nella letteratura il tracciato della metafora del viaggio è costantemente legato ad alcuni elementi principali: quello della terra, ovvero del riferimento ad una terra, quello  del sentimento dello straniero, quello del vivere continuamente come se si aspettasse sempre un ritorno. La letteratura, da questo punto di vista, lacera le croste della indifferenza per far approdare l'uomo e le civiltà ad un porto. Gli scrittori e i poeti sono quelli che maggiormente hanno viaggiato, da naufraghi e da pellegrini, nell'etnos di una civiltà. E riferendosi in modo particolare a quelle culture minoritarie e a quegli scrittori che hanno abitato i luoghi che presentano realtà etniche ben contraddistinte, la dimensione del tempo-spazio nel gioco delle immagini metaforiche resta un dato nevralgico per sottolineare una interpretazione che non può essere letta soltanto come dato folcloristico. La funzione puramente letteraria assume una struttura significativa e indelebile. 
Qual è in fondo il dato meditativo di questo confronto? È appunto il trasporto che va da quella che abbiamo chiamato indifferenza alla nostalgia. Nel catturare l'indifferenza nei confronti di una civiltà altra si cerca non solo di indagare il perché ma anche di capire il sentimento stesso dell'indifferenza. Il più delle volte l'indifferenza è dovuta alla non conoscenza e quindi alla  non consapevolezza di una identità storica. 
Quando viene meno la consapevolezza vengono meno i segni dell'appartenenza. Ed ecco perché è necessario insistere su una pedagogia della consapevolezza dei luoghi e del valore etnico. Una volta introdotto un tale discorso nella temperie della consapevolezza il passaggio verso il sentiero della nostalgia diventa intrigante. 
Si ha nostalgia perché ci si rende conto di appartenere ad una cultura che si trasmette tramite la tradizione. Ed allora è qui che il dialogo tra tradizione e identità, nel segno appunto dell'appartenenza, resta di una  notevole importanza. Un altro fattore che gioca in questo passaggio è naturalmente quello della lingua perché la lingua è un veicolo di comunicazione ed essendo tale riesce a partecipare valori di senso grazie ad una griglia di elementi linguistici che ci portano dentro le matrici dell'essere civiltà. Si ritorna dunque al concetto di fondo che è quello del legame tra la lingua e la tradizione. 
Pertanto la letteratura riesce a catturare questo legame nell'immenso scenario dei simboli. In fondo raccontare una terra, un mare o un luogo in termini più generali significa proporre immagini ma le immagini vanno lette e la lettura non è sempre di facile approccio perchè deve sapere imprigionare tali immagini con il sentimento dell'essere e dell'appartenere. 
Il processo al quale si faceva riferimento all'inizio si inserisce perciò in una duplice entratura di leggibilità. Una completamente etnica l'altra profondamente letteraria. È importante metterle insieme in modo particolare con l'opera di quegli scrittori e di quei poeti che non hanno "ragionato" sui luoghi ma li hanno, come si diceva, percepiti e soprattutto sentiti. 
Sentire un luogo  non è soltanto appartenerlo ma anche viverlo con l'intensità di una  nostalgia che riesce ad avere senso solo se la letteratura  ha la forza di porre in essere l'umanesimo dell'appartenenza stessa. Sia in un approccio linguistico sia in un raccordo di sentimenti con quella geografia del luogo che sostanzialmente, per uno scrittore, è geografia dei suoni, dei linguaggi, delle memorie, dei ricordi. 
Quindi è una geografia della nostalgia. In un tale contesto la letteratura può farsi, in questi specifici casi, etno-linguistica, etno-storia in un inserimento di quella estetica che può diventare dissolvenza del reale per restare, nella stessa rappresentazione del reale, estetica della nostalgia. Etnos-popolo-civiltà. Qui l'intreccio diventa una vera e propria metafisica dell'anima. Si ritorna alla antica metafora. Abitare un paese, abitare una lingua. Si abita una lingua perché si vive un paese.

Pierfranco Bruni
Direttore del Comitato Nazionale delle Manifestazioni culturali per la tutela e la valorizzazione della lingua e dei patrimoni culturali delle minoranze etnico-linguistiche in Italia.

 

 


  Minoranze linguistiche in italia
   


Italiani che parlano lingue diverse

Mappa delle isole linguistiche in Italia
(fonte: Geo, n.4 Aprile 2006)

 
 
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