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Jeta Arbėresh: la voce del popolo albanese in Italia
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Jeta Arbėresh: la voce del popolo albanese in Italia
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La rivista Jeta Arbėreshe - cartacea e online, mensile e bilingue, organo dell'omonima Associazione Culturale "Jeta Arbėreshe"(Mondo italo-albanese) di Eianina (Cs) - č nata sulla scia della Legge sulla tutela delle minoranze 482/99, con lo scopo precipuo di difendere e valorizzare l'identitą culturale - ma soprattutto la lingua della minoranza Arbėreshe d'Italia. |
Si tratta di un organo di formazione e di informazione destinato soprattutto a quelle 100.000 persone residenti nei 50 paesi albanofoni d'Italia, sparsi in 7 regioni e 10 province d'Italia. Nella rivista, la sola scritta completamente in arbėresh viene affrontato di petto quello che č il primo e vero problema degli Arbėreshė, ovvero la lingua. Per farla sopravvivere, č fondamentale l'alfabetizzazione di tutti gli Arbėreshė, non solo di quelli in etą scolare. La sfida che ci si pone di č appunto questa: entrare nelle famiglie arbėreshe, metterle in contatto con la propria cultura e invogliarle cosģ a leggere e a scrivere la propria lingua. Alfabetizzazione significa avvicinare la gente alla propria lingua e abituarla a leggere e scrivere in questa lingua, oltre che a parlarla. Quello dall'oralitą alla scrittura diventa un passaggio importante per la sopravvivenza di una lingua. Se la legge sulla tutela delle minoranze fosse stata emanata 30 anni fa, oggi questo problema sarebbe molto pił facile. Ma che cosa possiamo fare oggi per salvare la lingua Arbėreshė? L'élite culturale da sola non basta, perché una certa classe intellettuale (o pseudo-tale) arbėreshe dibatte ormai di problemi arbėreshė solo in lingua italiana. Bisogna perciņ pensare alla popolazione, perché sarą questa a salvare la lingua, parlandola e usandola ogni giorno in ogni situazione comunicativa, sia essa scritta che orale. Con un movimento dal basso e non dall'alto, che coinvolga direttamente le persone. Mi riferisco a quei docenti delle elementari e delle medie che da anni vanno insegnando l'arbėresh ai propri alunni; mi riferisco ai tanti laureati (e laureandi) in lingua e letteratura arbėreshe; mi riferisco agli operatori degli sportelli linguistici, a quanti hanno seguito corsi popolari di lingua arbėreshe, ai cultori che operano in ciascuna comunitą. Qualcosa in questo senso si sta gią facendo. Dal 1999, nella maggioranza delle scuole dell'obbligo dei paesi albanofoni č stato attivato l'insegnamento della Lingua e della Cultura arbėreshe. E Jeta Arbėreshe č un organo di stampa di supporto a queste scuole: dedica spazio ai loro problemi, offre testi bilingui utili ai docenti per la formazione linguistica dei loro alunni alloglotti. Sulla rivista č continuo il richiamo alle madri perchč parlino l'arbėresh, e non l'italiano, ai loro figli. Le madri hanno il dovere di farlo, mentre i figli hanno il diritto di ereditare dalle madri il loro bagaglio culturale e linguistico. Non insegnare la propria lingua ai figli č un atto di barbarie. Jeta Arbėreshe vuole essere uno strumento di crescita linguistica e culturale, di riflessione sui problemi reali degli albanesi d'Italia, di crescita sociale ed economica, oltre che di reale valorizzazione della propria identitą minoritaria. Uno specchio in cui ogni Arbėresh possa specchiarsi e riconoscersi. La sfida del nostro giornale č quella di scrivere il maggior numero possibile di articoli in lingua Arbėreshė, con la convinzione che solo attraverso la lingua si puņ salvare la cultura. Vanno recuperati i ragazzi che, fuori casa, si esprimono sempre pił in italiano. Ma vanno recuperati anche gli Arbėreshė che vivono fuori dai loro paesi d'origine: dentro e fuori Italia. Anche se spesso, sono proprio gli"emigrati" quelli che, pił degli "indigeni", restano affezionati, alla propria lingua e cultura. Dobbiamo far riscoprire agli Arbėreshe il senso delle loro radici, farli innamorare del loro mondo, fargli prendere coscienza della loro ricchezza culturale. E tutto questo per escludere ogni possibilitą di sentirsi ghettizzati o emarginati.
Agostino Giordano Direttore Responsabile della Rivista Jeta Arbėreshe
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