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Nel marchio il Made in Italy con un tocco di internazionalità 
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Un marchio che sappia di Made in Italy, arricchito dal gusto dell'internazionalità: questa la ricetta del gruppo Selva, azienda altoatesina che ha saputo affermarsi sul mercato mondiale dell'arredamento. Il responsabile Philipp Selva spiega la strategia di un marchio vincente.

Sig. Selva, che cosa significa per lei "branding"?
Branding è essenzialmente un atteggiamento, una filosofia aziendale. Oggi qualunque azienda, piccola o grande che sia, è un brand. Per una ditta come la nostra che opera nel settore mobili, uno degli aspetti fondamentali è puntare sul Made in Italy e sul valore di qualità ad esso connesso.

Quali sono i valori associati al marchio Selva?
L'azienda, nata come impresa familiare, ha raggiunto in questi anni un solido profilo internazionale. Ma i valori che fanno parte del nostro marchio sono immutati e riguardano sempre il forte legame con i clienti, con le loro specifiche esigenze  e richieste e la creazione di una società basata sul concetto di squadra, di team e di management.

Quali sono gli aspetti di cui tener conto per creare un marchio forte?
L'internazionalità è sicuramente uno dei punti di forza del nostro marchio. La costante attenzione verso ciò che succede all'esterno, i continui contatti con i nostri partner provenienti da tutto il mondo, ma anche l'internazionalità del nostro team rappresentano una grande risorsa. Nella nostra azienda abbiamo collaboratori che vengono da tutta Italia, ma anche dal resto d'Europa e questo crea un team valido, forte e internazionalizzato.

Come siete riusciti ad assicurare al vostro marchio un gusto internazionale?
Viaggiando molto, adattando la nostra produzione alle richieste del singole mercato, lavorando su diversi fronti, come quello albergo di fondamentale importanza la collaborazione con i migliori professionisti del settore. Da due anni lavoriamo con l'architetto italiano Lorenzo Bellini di Roma che ha ideato per noi collezioni di sapore internazionale.

Ci dia qualche cifra del gruppo.
Il gruppo Selva conta 300 dipendenti e ha la sua sede amministrativa a Bolzano, mentre il sito produttivo si trova a 20 km da Verona. A questo si aggiunge una rete di consociate, una delle quali in Germania, "Selva Project GmbH". Un terzo del nostro fatturato deriva dal mondo alberghiero, e per i restanti due terzi dai nostri rivenditori specializzati.

Il mercato a cui vi rivolgete è principalmente quello estero?
La quota export è circa il 93% della nostra attività. Esportiamo in ben 65 paesi in tutto il mondo, soprattutto verso i paesi mitteleuropei, Germania in testa, ma negli ultimi anni anche il mercato dell'est Europa ha conosciuto una grande crescita. Da 7 anni operiamo con una consociata nel North-Caroline e da due anni siamo presenti anche a Dubai negli Emigrati Arabi. Il 2006 si è chiuso con un fatturato di 73 milioni di euro.
La vostra è una sorta dell'alta moda dell'arredamento.
Gli Emirati Arabi, ma anche l'Est Europa sono mercati di grande interesse.La chiave del successo consiste nel mix tra Made in Italy e gusto internazionale dei prodotti.

Cosa resta di altoatesino nel marchio Selva?
Domanda difficile, direi tanto e poco al contempo. Il gruppo oggi è internazionale, la lingua veicolare è sempre più spesso l'inglese ma restano comunque alcuni fattori locali molto importanti. Di altoatesino vi è il connubio tra la parte tedesca della provincia di Bolzano che ha un approccio più prussiano verso la clientela e la parte italiana di Verona.

Lei sarà presente alla serata di "Imparare da altri settori": che cosa può insegnare il marchio Selva in tema di Branding?
Attraverso il suo Branding, Selva mostra il superamento del provincialismo, il respiro internazionale, l'apertura totale verso il mondo senza perdere il gusto unico ed inimitabile del Made in Italy. Selva ha la capacità di produrre prodotti di nicchia, più difficili da vendere ma che sono sintesi perfetta di "internazionalità e italianità". Il gioco era rischioso ma con questa strategia siamo riusciti ad emergere. D'altronde, come dice Montezemolo, le colonne portanti del sistema produttivo sono le tre A: Arredamento, Abbigliamento e Alimentari.

23.05.07

Intervista di Stefania Campogianni e Mariaelena Grieco


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24 maggio 2007
Imparare da altri settori: branding

 
 
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