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La logistica è un aspetto che molte aziende non tengono spesso nella debita considerazione. Corrado Larcher, Direttore Vendite Italia di Milkon Alto Adige, spiega come, laddove eventuali tagli dei costi nella produzione e nelle materie si tradurrebbero in calo di qualità, la distribuzione diventa la grande leva del risparmio. |
Sig. Larcher, dal 1957, anno della sua nascita, fino ad oggi, la storia dell'azienda Milkon rimane strettamente legata all'Alto Adige, facendo del contatto col territorio un forte elemento di identificazione. Milkon oggi non è però più una piccola realtà e si trova a dover affrontare i cambiamenti del mercato e la concorrenza di altri grandi produttori. In che modo si muove l'azienda?
In Italia il nostro core business è rappresentato dallo yogurt, un prodotto fresco e a breve scadenza. Negli ultimi 3 anni siamo riusciti a portare la nostra quota sul mercato nazionale al 5% , dietro ai grandi produttori come Danone e Müller, con vendite per oltre 15 mila tonnellate di yogurt Mila. Questo è stato possibile unicamente grazie ad una distribuzione ponderata e omogenea del prodotto che ci permette di essere presenti non solo in Trentino Alto Adige, dove abbiamo una copertura del 100%, ma in tutte le aree del territorio nazionale. Anche in Sicilia la distribuzione dello yogurt a marchio Mila raggiunge il 70% dei clienti. Trattandosi di un prodotto fresco, la logistica è senza dubbio un'opportunità di servizio al cliente, ma ha un peso in termini di costi.
Quali sono i tempi della distribuzione sul territorio?
Attraverso un mix ben studiato di piattaforme e concessionarie, siamo oggi in grado di commissionare in alcune zone anche ogni giorno e di coprire tutti i punti vendita sul territorio nazionale due o anche tre volte a settimana. Una volta a settimana non è sufficiente.
In che modo è possibile combinare qualità del prodotto con riduzione dei costi?
Per un'azienda come Milkon che tratta un prodotto fresco e di alta qualità, la riduzione dei costi non può toccare la produzione o la materia prima. Dobbiamo perciò lavorare in termini di razionalizzazione della rete di distribuzione, riducendo il numero di concessionarie e piattaforme in Italia e concentrando su di esse una maggior massa critica, ovvero una maggior quantità di prodotto da distribuire ad una più vasta rete di clienti.
Non si potrebbe ovviare a questo problema, dislocando la produzione in diverse zone d'Italia così da ridurre anche i tempi e quindi i costi di distribuzione?
Assolutamente no. La filosofia dell'azienda è rimanere legati al territorio in termini di produzione oltre che di materia prima. Oggi il valore di prodotto è dato proprio dalla sua chiara provenienza, tutta la nostra comunicazione si basa su questo. Multinazionali come Danone o Müller producono in Polonia, in Francia o in Germania, ma non parlano mai di provenienza. Trasmettono altri valori, legati ad esempio ad aspetti curativi o medicinali. Noi invece, pur tenendo conto dell'importanza dell'innovazione, dobbiamo trasmettere il nostro legame con il territorio. Possiamo spostare lo stoccaggio del prodotto, ma la produzione deve rimanere nella nostra provincia.
Che cosa si può imparare dall'esempio di Milkon?
L'esperienza di Milkon può servire ad altri se hanno obiettivi simili, ovvero servire in tempi brevi (entro le 48 ore) un territorio così ampio, difficile e diversificato come quello italiano, con isole come la Sicilia e la Sardegna e autostrade come la Salerno - Reggio Calabria. La Germania ha costi distributivi del 6-7% inferiori rispetto all'Italia, grazie ad una rete autostradale più efficiente: andare da Monaco ad Amburgo è senza dubbio più veloce e facile che non da Bolzano a Palermo. Ancora oggi, l'unico tipo di distribuzione attuabile sul suolo italiano è quello su camion, perché è il solo che riesce a garantire consegne in tempi così stretti. Tutto ciò si traduce inevitabilmente in costi che anche aziende grandi a fatica riescono ad assorbire. La logistica è un aspetto che molte aziende non tengono spesso nella debita considerazione, ma è proprio la distribuzione la grande leva del risparmio da trovare e la nascita di collaborazioni tra aziende dello stesso settore potrebbe fare molto in termini di abbattimento dei costi e garanzia di servizio al cliente.
21.06.06
Intervista di Stefania Campogianni