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Sofia: il centro e la periferia - parte II 
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Un settore che sta vivendo un vero boom e che testimonia l'interesse crescente per la Bulgaria è il turismo. Oltre ai centri sul Mar Nero (Varna, Burgas, Nesebar) e sulle catene montuose (Bansko, Borovetz), che attirano sempre più turisti -e investitori- da tutta Europa, anche Sofia è meta, o città di passaggio, di chi visita la "nuova Europa".

In centro non è difficile vedere gruppi di turisti stranieri fotografare le cupole dorate della cattedrale di Alexander Nevski, curiosare nell'antistante mercato delle pulci, tra icone di legno, oggetti d'antiquariato, memorabilia del periodo comunista e paccottiglia "made in China", oppure filmare il "cambio della guardia" davanti al Palazzo della Presidenza della Repubblica. Città ricca di cultura e testimonianze delle passate dominazioni, Sofia offre anche molti interessanti musei, antiche chiese ortodosse, cattoliche e moschee. Un problema che frena l'ulteriore sviluppo del turismo è la bassa qualità delle infrastrutture; i fondi europei, insieme ad investimenti privati, dovrebbero però nei prossimi anni migliorarne gli standard.

Per avere una visione d'insieme dello sviluppo di Sofia e della Bulgaria, scendere alla fermata della metropolitana in Piazza "Sveta Nedelia" non è però la cosa migliore. In fin dei conti il centro di Sofia non è poi molto diverso da quello di molte città italiane ed europee, dove a pochi metri dai negozi di lusso è possibile vedere mendicanti e senzatetto che bivaccano.

Per vedere con i propri occhi cosa significhi "sviluppo diseguale" in una economia che cresce al 5-6% all'anno, basta salire sulla metropolitana a "Serdika" e scendere circa mezz'ora dopo a "Obelia", l'ultima fermata. In questa periferia di grigi palazzoni, strade spesso rotte e insediamenti di rom, arriva la strada che unisce Sofia alla vicina Serbia.

I turisti e la frenesia del centro sono lontani: vecchi autobus avanzano lentamente tra lavori in corso, buche sull'asfalto e qualche auto abbandonata. A destra si sorpassa un carretto trainato da un cavallo su cui dei rom caricano mille cianfrusaglie, a sinistra si viene sorpassati da veloci Mercedes con vetri scuri e targa tedesca, serba o bulgara, a volte anch'esse guidate da rom. La campagna incolta fa da sfondo a quest'altra Bulgaria.

Lo sviluppo bulgaro è anche questo: dicotomia centro-periferia a livello di città, dicotomia città-campagna a livello di paese. In Bulgaria più della metà dei 7,5 milioni di abitanti è concentrata in 5 città (più di un milione solo a Sofia) e, accanto alle priorità individuate dalla Commissione Europea (tra cui la riforma del sistema giudiziario e la lotta alla corruzione, al riciclaggio di denaro e alla criminalità organizzata), uno sviluppo equilibrato anche fuori dai centri principali, che coinvolga il maggior numero possibile di cittadini, dev'essere messo all'ordine del giorno. Sebbene l'obiettivo dell'ingresso nell'UE sia stato raggiunto, nuove sfide attendono la Bulgaria.

Marco Ranieri
Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Paesi Emergenti e in Transizione – Università di Torino
www.cirpet.unito.it


 
   


Sofia: il centro e la periferia - parte I

 
 
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