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Turisti responsabili 
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Ludmilla Tüting è una delle maggiori pubbliciste in tema di turismo responsabile. Esperta sul Nepal e autrice di una serie di guide turistiche, Ludmilla Tüting  lavora oggi per Tourism Watch.

Sig.ra Tüting, è d'accordo sul fatto che il turismo possa aiutare i paesi più poveri a migliorare la loro situazione politica?
Per esperienza devo dire che siamo estremamente scettici sul mito del turismo che crea lavoro alla popolazione locale e porta denaro al paese. In confronto agli enormi introiti delle agenzie di viaggio, delle compagnie aeree e delle grandi catene alberghiere, le persone che lavorano in loco hanno guadagni minimi. A questo si aggiungono anche i danni sociali, ecologici e culturali che rimangono che riguardano solo le popolazioni locali. 

Qual'è allora l'alternativa?
Un turismo più responsabile dal punto di vista sociale e ambientale. Frenare i fenomeni di massa e imporre chiare regole di comportamento per tutti i soggetti coinvolti, turisti, organizzatori e popolazione locale.
Per fare questo occorre lavorare in costante collaborazione con le tante comunità e organizzazioni di donne, abitanti locali e abitanti di aree sensibili che sono coinvolti dal turismo. Dobbiamo cercare di puntare l'attenzione sulle conseguenze che il fenomeno del turismo ha e obbligare turisti, organizzatori e forze politiche a cercare delle alternative.
Ma dobbiamo andare a toccare anche le sfere più alte della politica e le organizzazioni del commercio mondiale, perché è anche lì che bisogna instaurare precisi standard sociali ed ambientali.

Ogni anno ci sono in media circa 700 milioni di partenze internazionali. Come può il turismo essere rispettoso dell'ambiente quando una delle sue fonti principalil, ovvero volare a basso costo, causa sempre più danni all'atmosfera?
Io vedrei la cosa in modo diverso. Prima di tutto partirei dal fatto che queste cifre dovrebbero essere calcolate in modo diverso. Innanzitutto il numero dei voli interni è molto più alto dei voli internazionali, in più se una persona nel suo viaggio tocca cinque stati diversi viene calcolata cinque volte. A questo si aggiungono anche i viaggi di lavoro che vengono compresi nel calcolo. Per quel che riguarda il fatto di viaggiare in aereo, io non appartengono alla classe degli ambientalisti dogmatici. Calcolato a persona, volare costa, in termini ambientali, molto meno di fare un viaggio di tre settimane in autobus. Se volessimo limitarci a viaggiare solamente in treno, allora dovremmo escludere dalla nostra mappa una buona parte della superficie terrestre visitabile.

Il turismo di lunga distanza fa parte dello stile dei paesi industrializzati. Ma è di fatto una strada a senso unico da nord verso sud.
No, direi che le cose non stanno più così. Oggi sono circa 200.000 gli indiani che ogni anno vanno in vacanza svizzera. Un terzo dei turisti in Nepal provengono dall'India. Il "bianco occidentale" non è più da tempo il prototipo del turista. In Asia la maggior parte delle persone si spostano da una regione interna all'altra. Lo stesso anche in Sudafrica e in America latina. Nel Nord Africa e nei paesi caraibici esiste forse ancora il mito del "turista di pelle bianca ricco", ma in altre regioni questo non è più vero.

Di che cosa si occupa Tourism Watch?
Il nostro centro informazioni esiste dal 1993 e in questi anni è diventato uno dei nodi più importanti nella rete mondiale degli osservatori turistici. In Germania, siamo l'unico centro che offre questo servizio, mentre nel mondo anglofobo esistono alcune importanti organizzazioni come Tourism Concern.

Come è stato accolto Tourism Watch dagli operatori del turismo?
A tutt'oggi abbiamo una vasta rete di distribuzione e il nostro pubblico di lettori è molto ampio. Le piccole agenzie turistiche leggono con entusiasmo Tousim Watch (TW). Il fatto che poi mettano in pratica quello che leggono è un altro discorso, ma senz'altro non possono più dire di non sapere. Altri importanti operatori turistici come Studiosus reagiscono positivamente al nostro lavoro di chiarificazione: fanno più attenzione alla formazione degli accompagnatori di viaggio, stampano prospetti informativi, etc. Sempre più spesso veniamo invitati a dibattiti in pubblico e stiamo osservando un lento cambiamento di mentalità nell'economia turistica.

14.09.05

Intervista di Thomas Benedikter


  Tourism Watch
   




Il centro servizi sul turismo Tourism Watch fa parte dell'EDD (Evangelischer Entwicklungsdienst). Tourism Watch pubblica ogni tre mesi anche la rivista omonima specializzata in turismo sostenibile. L'EDD collabora insieme ad altri partner ecumenici per un turismo sostenibile e socialmente responsabile. Sotto il motto di "fairer Handeln – auch im Tourism" (agire  correttamente – anche nel turismo), è impegnata a livello anche politico per lo sviluppo di un turismo sostenibile, partecipa a varie campagne internazionali, come ad esempio la campagna contro la prostituzione infantile e sta mettendo in atto una vasta azione di informazione e formazione. Tourism Watch fa inoltre parte di TEN (Tourism European Ecumenical Network), la rete europea che raccoglie numerose organizzazioni impegnate nel settore del turismo responsabile.

 

  Link utili:
   


Tourism Watch: www.tourism-watch.org
Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR): www.aitr.org
Tourism Concern: www.tourismconcern.org.uk
Ecumenical Coalition on Tourism (ECOTON): www.ecotonline.org
World Tourism Organisation: www.world-tourism.org
Antropologia e turismo: www.homoturisticus.com
Tour Operator Iniziative: www.toinitiative.org

 

 
   


 

 
 
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