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È possibile realizzare un ambiente di lavoro che offra le giuste condizioni per la piena realizzazione della persona? Il percorso proposto da Managerzen va proprio in questa direzione. Federica Ghetti ci spiega come attraverso la meditazione zen è possibile raggiungere profitto e innovazione sviluppando spiritualità e creatività. |
Federica, come nasce l'idea di Managerzen?
Managerzen è nato in modo spontaneo dall'incontro di circostanze ed esigenze personali di un gruppo di persone che provengono dal mondo manageriale e aziendale e che sentivano il bisogno di avere un luogo in internet su cui avviare una certa riflessione culturale sul mondo del lavoro, verso una concezione più umana e divertente, ma anche spirituale e autentica. L'obiettivo è quello di superare la cultura dominante caratterizzata dalla totale assenza di determinati valori, capire se questa assenza di valori è intrinseca nella realtà economica o se invece è stata creata e viene tuttora accettata come unica possibile. La domanda di fondo rimane: "È possibile creare un mondo del lavoro che dia profitto recuperando però al tempo stesso i valori fondanti su cui si basa la società?"
Perché proprio il richiamo alla filosofia Zen?
Zen richiama diversi concetti. C'è innanzitutto il richiamo ad una visione alternativa, ovviamente alla spiritualità e alla saggezza orientale che molto ha da insegnare all'occidente in termini di consapevolezza e crescita interiore. Ma Zen è anche meditazione come strumento per accrescere la propria consapevolezza. Infine Zen come filosofia e pratica ZEN che con le sue caratteristiche, più di altre discipline, si adatta all'esigenza del manager occidentale: è una disciplina scevra da misticismi, non ci sono dei o icone da adorare, ed è molto vicina ad una tecnica psicofisica.
| La meditazione Zen è una meditazione vigile, che rilassa la mente, ma rende molto vigili e quindi aumenta anche la capacità di concentrazione. Tutto questo si traduce in termini pratici in un miglioramento della performance lavorativa. |
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Qual'è il disagio del lavoratore di oggi?
Nel mondo del lavoro, le persone soffrono spesso di mancanza di significati, sono continuamente sottoposte a grande stress da lavoro e spesso senza avere la precisa consapevolezza del perché. La persona può dare molto, è disposta ad accettare anche grandi sacrifici, ma solo se ha un'idea chiara di ciò che sta facendo. In molto casi invece si trova all'interno di un'azienda di cui non comprende o non condivide l'obiettivo o il modo in cui determinate situazioni vengono gestite e questo genera il disagio. Pensiamo per esempio ai tagli improvvisi di personale, a come vengono decisi e comunicati nella totale noncuranza del valore della persona. O al fatto che per riuscire negli affari, dobbiamo spesso ingannare il cliente con promesse non mantenute e informazioni nascoste. Tutti quei comportamenti, che generalmente nella società vengono criticati, all'interno del lavoro sono invece spesso promossi e premiati.
In che modo sta cambiando il mondo del lavoro?
Il modello industriale, dominato dal sistema macchina, quindi basato su un sistema di produzione e di organizzazione meccanicistico e ripetitivo ha fatto il suo tempo e ha mostrato tutte le sue lacune. Cartellini da timbrare, orari fissi, concentrazione dei lavoratori in un'unica sede sono ancora presenti nella realtà dell'azienda italiana, ma anche noi ci stiamo a poco a poco incamminando verso un'organizzazione che privilegia le persone, la creatività. C'è il bisogno di recuperare le abilità umane di pensiero, la creatività, ovvero la capacità di agire in maniera differenziata e non ripetitiva come le macchine. L'obiettivo è sempre il modello dell'organismo vivente, che non vuol dire autogestione o anarchia, ma che si muove grazie all'armonia delle singoli parti, all'interno di regole ben definite.
Niente più capi quindi?
Certo, i capi ci sono, ma hanno funzioni nuove. Compito del nuovo leader è quello di valorizzare al massimo le abilità delle persone. I leader devono aiutare le persone a crescere, creando ambienti di lavoro e condizioni che permettano il massimo sviluppo della personalità.
Le aziende italiane ci credono?
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Il tutto avviene ancora in modo molto graduale, sono le persone che, una volta avvicinatesi a questo tipo di approccio cercano di coinvolgere altre persone all'interno delle loro stesse aziende e avviano dei progetti. Esistono già anche in Italia aziende che stanno sperimentando lo zen come pratica di meditazione. |
E siccome intendiamo fornire anche una prova scientifica dei vantaggi della meditazione, stiamo mettendo in campo un progetto di ricerca per monitorare i vantaggi che la meditazione zen apporta a livello di performance professionali in termini di capacità concentrazione, calma ed equilibrio psico-fisico.
L'azienda del futuro punta sulle persone, quindi.
Certo! Innovazione non è solo innovazione tecnologica, bensì nuove idee e creatività. La vera creatività è molto vicina ad un percorso di spiritualità, perché significa accedere alle proprie risorse interiori, al proprio "spirito" creativo. La persona che è più vicina alla propria parte spirituale è la persona che attinge ad una serie di risorse molto più ampie rispetto a quelle che generalmente vengono attivate, ed esprime tutto il proprio potenziale. Questo fa sì che anche nel lavoro e in tutte le azioni quotidiane siamo spronati a cercare strade nuove, risposte diverse, soluzioni creative a vecchi problemi, diverse forme di utilizzo, orientamento ai bisogni "reali" delle persone e delle comunità (e non delle fasce di mercato) piuttosto che continuare ad insistere laddove non c'è più prosperità.
Anche da questo si genera il successo delle imprese del terzo millennio.
03.11.2005
Intervista di Stefania Campogianni