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Gli impianti fotovoltaici per la trasformazione dell'energia solare in energia elettrica sono piuttosto costosi e prevedono lunghi tempi di ammortamento. Ma ci sono possibilità di valersi di incentivi pubblici, per aziende e per privati.
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Spesso sono proprio le ditte che progettano e vendono gli impianti a fornire un servizio di ricerca di sovvenzioni.
E' il caso di Enerpoint di Muggiò, vicino a Milano, che dal 2001 si occupa di promozione delle tecnologie solari in tutta Italia e che a oggi ha curato la progettazione e l'istallazione di oltre 200 impianti fotovoltaici. Enerpoint, consapevole dei costi delle tecnologie offerte, ha sviluppato un'assistenza a tutto tondo per i propri clienti, offrendo anche un servizio di richiesta di contribuiti agli enti statali e alle regioni.
I costi
La spesa minima per l'istallazione di un impianto fotovoltaico con potenza di 1 kW di picco(*) è di 8.000 euro, con un tempo di ammortamento che si aggira intorno agli otto-dieci anni, conteggiando anche incentivi dell'ordine del 60% a fondo perduto e la detrazione dall'IRPEF del 36% sul costo rimanente dell'impianto . Se si considera che però una piccola villetta o un appartamento di medie dimensioni necessitano di una potenza di almeno 2,5 kW di picco, è matematico calcolare come i prezzi si impennino fino a una media di 15-16.000 euro. «Ci si aggiunga che gli interessati alle tecnologie solari sono prevalentemente privati» chiarisce il titolare di Enerpoint, Paolo Rocco Viscontini; «Può ben capire che una famiglia potrebbe difficilmente permettersi un impianto senza una sovvenzione pubblica. E anche che non si può pensare che un privato si metta a cercare il bando di gara ideale per ottenere un finanziamento». È a questo punto che intervengono gli operatori del settore che, oltre a mantenersi aggiornati sui progressi della ricerca tecnologica, tengono d'occhio le opportunità di risparmio per i loro acquirenti.
I piani nazionali di finanziamento arenati…
Dopo una gestazione lunga almeno cinque anni, nel 2001 è stato varato il programma "10.000 Tetti fotovoltaici", promosso dal Ministero dell'Ambiente e dal Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato in collaborazione con le regioni e definito con il supporto tecnico-scientifico dell'ENEA. Secondo le previsioni più rosee ci si doveva aspettare un investimento complessivo di oltre 250 milioni di euro, che coprisse fino al 75% del costo di acquisto dell'impianto.
Di fatto però le regioni hanno applicato in modo disomogeneo le direttive e la gestione centrale del programma è stata poco efficace. Precisa Viscontini: «Stimiamo che i 10.000 tetti si siano ridotti a un migliaio e che non siano stati sborsati più di 50 milioni di euro. Ma quello che è peggio è che il coefficiente di accettazione delle domande è rimasto a valori bassissimi: è stata infatti accolta in media una richiesta ogni dieci, proprio per la carenza di fondi». Sul sito dell'ENEA non sono disponibili dati ufficiali in merito, mentre il Ministero dell'Ambiente riporta solamente le cifre degli impianti realizzati per enti pubblici, ma non per privati. Di fatto il programma si è lentamente eclissato e non esprime più grandi potenzialità.
…e quelli nei quali sperare.
Con il decreto legislativo 387/03, che tuttavia ancora non è stato seguito da conseguenti decreti attuativi, l'Italia ha cercato di mettere una pezza al proprio ritardo in materia di produzione e consumo di energia rinnovabile, prevedendo incentivi anche per coloro che pensano di passare all'energia solare. Si tratta nello specifico del Conto Energia che prende spunto dal modello tedesco: i produttori di energia derivata da impianti fotovoltaici possono immetterla direttamente nella rete elettrica locale, vendendola alla società che si occupa della distribuzione al prezzo incentivante di 57 centesimi di euro al kW/h. In Italia è oggi in vigore un altro sistema, denominato Net Metering, che però non garantisce gli stessi vantaggi economici: i possessori di impianti fotovoltaici utilizzano direttamente l'energia elettrica generata dall'inverter dell'impianto per il proprio fabbisogno personale e solamente le "eccedenze" vengono immesse nella rete elettrica locale. Grazie a un contatore che misura l'energia in uscita queste "eccedenze" vengono scalate dalla successiva bolletta.
L'associazione italiana di categoria spinge per il passaggio al modello tedesco: i vantaggi economici sarebbero superiori sia per gli interessati all'acquisto, in termine di riduzione dei tempi di ammortamento, sia naturalmente per le ditte che vendono gli impianti. Ma i decreti attuativi per il Conto Energia si fanno desiderare. Attesi
per il 15 agosto, il prossimo appuntamento è in agenda per settembre. Chiosa Viscontini «Il futuro del fotovoltaico e delle giovani imprese che guardano alle rinnovabili dipende da questi decreti. La situazione non è agevole, ma siamo ottimisti».
Incentivi in Alto Adige
Anche nella Provincia Autonoma di Bolzano è oramai scaduto, la scorsa primavera, l'ultimo bando per la richiesta di finanziamenti nell'ambito del programma "10.000 Tetti fotovoltaici" e non è prevista nessuna nuova gara. In attesa delle nuove direttive della legge quadro 387/03 esistono tuttavia altre possibilità che i cittadini possono sfruttare a livello locale. È disponibile infatti un contributo regionale a fondo perduto che arriva a coprire il 30% dell'investimento iniziale, che non deve essere inferiore ai 3.500 euro. I moduli per le richieste sono disponibili presso l'Ufficio Risparmio energetico della Provincia.
Valentina Bergonzi
(*)Per kW di picco si intende la potenza massima che può essere erogata dai moduli fotovoltaici in condizioni ottimali d'irraggiamento solare. Questo significa che avendo un contatore da 3 kW non serve per forza un sistema solare fotovoltaico da 3 kW. I 3 kW del contatore rappresentano infatti la potenza massima che si può assorbire dalla rete, superata la quale "salta" la luce, e sono diversi dai kW del fotovoltaico.
Per capire qual è il sistema fotovoltaico adatto al proprio caso si parte sempre dai consumi energetici, quindi dalle bollette.
30.08.2004