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"Facciamo il freddo con il caldo" (I parte) 
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Mario Motta del Politecnico di Milano è uno dei maggiori esperti di solar cooling in Italia. Oltre che per la produzione di acqua calda sanitaria e per il riscaldamento, l'energia solare termica può essere infatti usata anche per gli impianti di condizionamento dell'aria. Vediamo come…

"Solar cooling", una combinazione a prima vista un po' bizzarra, ma quali sono i vantaggi nell'usare energia solare termica per il raffreddamento?
In effetti, quando qualcuno mi chiede cosa faccio di mestiere, dico che "faccio il freddo con il caldo". È una contraddizione in termini che però nasconde vantaggi eccezionali: la produzione di energia attraverso l'uso di impianti solari termici ha un carattere periodico, ovvero è più alta nel periodo estivo, così come più alti sono nel periodo estivo anche i carichi di climatizzazione coperti con utilizzo di energia elettrica. La coincidenza su base annuale di queste due cose rende il solar cooling particolarmente interessante.

In che modo viene generalmente usata l'energia prodotta attraverso impianti solari termici?
Gli impianti solari termici sono usati in gran parte per la produzione di acqua calda sanitaria e negli ultimi 5-6 anni sempre di più per il riscaldamento invernale. Questo fa sì che però tutta l'energia prodotta in estate non possa essere usata. Conservare l'energia prodotta in estate per il consumo invernale ha d'altra parte costi molto alti, perché gli impianti di "large seasonal storage" sono impianti di difficile applicazione che necessitano di grandi serbatoi per conservare l'energia. Gli impianti di solar cooling permetterebbero quindi di utilizzare direttamente tutta l'energia solare termica durante la stagione estiva. La loro diffusione su larga scala,ancora in fase sperimentale, porterebbe inoltre in breve tempo anche ad un abbassamento dei prezzi.

Che peso hanno i normali apparecchi di condizionamento sulla rete energetica?
Il mercato del condizionamento dell'aria ha conosciuto negli ultimi 10 anni una grande crescita in tutto il mondo, e l'Italia è  il maggiore mercato in Europa. Pensi che nel 1996 c'erano in Italia ca. 2 milioni di condizionatori, mentre oggi ce ne sono più di 8,5 milioni. Solo l'anno scorso ne sono stati installati ben 2,5 milioni. I condizionatori di piccola taglia, quelli che compriamo anche al supermercato, hanno conosciuto una crescita spaventosa, con conseguente crescita anche del fabbisogno di energia. Un semplice condizionatore da casa ha un consumo di energia pari a quello di una lavatrice. Per cui, quando in tutto il paese arriva il caldo e tutti, più o meno nello stesso orario, accendono il loro condizionatore, è come se milioni di lavatrici funzionassero contemporaneamente per ore. Questo genera problemi enormi alle reti di distribuzione e di produzione che non hanno una capacità infinita. Il black out del 2003 in Italia è stato proprio causato da un eccessivo assorbimento nella rete.

Si potranno avere sistemi ad energia solare più competitivi?
Il difetto dei costi c'è e probabilmente ci sarà sempre. Sembra difficile pensare che la facilità di diffusione dei condizionatori tradizionali possa essere raggiunta da quelli ad energia solare. Allo stato attuale dell'arte è possibile usare questi impianti per grandi edifici pubblici, mentre per l'utenza residenziale le cose sono ancora molto difficili. 

Che cosa compensa però i costi elevati?
Globalmente queste macchine non saranno mai competitive, ma usano energia gratuita, e politicamente hanno un significato interessante: danno ad ognuno la possibilità di accedere ad energia che si autoproduce. Questo significa anche sganciarci in parte da logiche di distribuzione e dalla dipendenza da fonti di energia che noi in Italia non produciamo e che per forza importiamo. Produrre servizi di condizionamento e riscaldamento significa far sì che lo stesso servizio sia fatto evitando di usare un'energia privilegiata come l'energia elettrica. Il calore è meno pregiato dell'energia elettrica: un Kw/h di energia elettrica vale circa 3 volte il kw/h di energia termica. È necessaria una migliore razionalizzazione dell'energia elettrica: l'energia elettrica va limitata alle utenze per cui è strettamente necessaria, come l' illuminamento. Per tutto il resto dobbiamo sfruttare l'energia termica.

Intervista di Stefania Campogianni


 
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