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Tanto sole - pochi pannelli 
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Iniziamo il nostro appuntamento con le energie rinnovabili con un'intervista ad Ascanio Vitale. Dopo anni come attivista di Greenpeace Italia e di cui ha condotto la Campagna Clima ed Energia e Stop Esso, da qualche mese è approdato alla sede del WWF Italia a Roma. Diversa la postazione, uguale la missione: questione energetica e cambiamenti climatici.

Dott. Vitale, l'Italia ancora una volta Cenerentola in Europa per quello che riguarda lo sviluppo di energie rinnovabili?
Purtroppo non abbiamo mai smesso di esserlo. L'Italia è del tutto peculiare all'interno del panorama europeo: le sue potenzialità nel campo della generazione da rinnovabili sono enormi (sole, vento, biomasse…), eppure il suo parco installato è uno dei peggiori d'Europa, se escludiamo i grandi impianti idroelettrici, ben lontani dall'essere considerati sostenibili.
Paesi come il Portogallo o la Grecia, notoriamente meno sviluppati dal punto di vista industriale ed infrastrutturale, hanno dimostrato impegni maggiori del nostro e trend di crescita promettenti.
La parte del leone in Europa spetta alla Germania, che da anni è in prima linea non solo per le misure interne, ma anche per l'impegno a livello internazionale.

Perché allora l'UE continua a destinare il 90% dei finanziamenti a ricerca e sviluppo per nucleare e combustibili fossili?
La lobby industriale del petrolio e dell'atomo spinge molto sull'analisi degli investimenti necessari ad un cambio tecnologico radicale, una "nuova rivoluzione industriale" come amiamo chiamarla al WWF, nella direzione della generazione pulita.
Ma perché il pianeta deve soffrire delle scelte di poche aziende che non hanno mai corretto i loro piani industriali e che oggi lamentano un gap incolmabile? Molte delle nuove realtà imprenditoriali che si sono cimentate nella generazione rinnovabile in Europa hanno realizzato grandi profitti in poco tempo. In Italia queste nuove tendenze sono state finora frenate dallo strapotere di poche grandi aziende.
Un esempio recente: l' accordo tra Enel e la compagnia nazionale francese dell'energia EdF, per la costruzione del primo nuovo reattore nucleare da 12 anni in Europa. Lo stesso capitale, investito in energia eolica, avrebbe potuto portare alla produzione di  2.3 volte più energia e 5 volte più occupazione.

Solare termico e fotovoltaico. Non dovrebbe essere un gioco da ragazzi per un paese come l'Italia baciato dal sole?
In Italia si è creato negli anni un enorme divario tra il mondo industriale e la cittadinanza, tra le aziende produttrici ed i consumatori. Incredibile ma vero: indagini dell'Eurobarometro, l'istituto statistico europeo, dimostrano come gli Italiani siano addirittura sopra la media quanto a sensibilità ambientale: quasi l'80% degli italiani, infatti, si è dichiarato favorevole all'espansione delle rinnovabili, in particolare eolico e solare, a fronte di una media europea del 77%.
Mancano, però, due tasselli fondamentali perché tale volontà possa concretizzarsi: una giusta e frequente informazione circa gli impatti delle fonti fossili e nucleari e una classe dirigenziale lungimirante e progressista.
Si parla spesso degli impatti degli impianti eolici, ma nessuno mai cita il danno del ciclo del carbone al nostro paesaggio e alla nostra salute. Allo stesso modo, si parla di cambiamenti climatici come di un fenomeno aleatorio, che si presenta solo in occasione di ondate di caldo come quella del 2003, e allora si invoca lo stato di emergenza, ma non lo si considera come un preoccupante fenomeno in costante crescita da affrontare con politiche serie ed immediate.
La nostra classe dirigenziale, allo stesso modo, orienta le proprie politiche industriali verso la sopravvivenza nel breve termine, al puro scopo di ritardare scelte – a volte a prima vista impopolari - che darebbero però nuova spinta a molti settori in crisi del nostro Paese, creando nuova occupazione e ricchezza, senza "effetti collaterali".

Le energie rinnovabili per salvaguardare l'ambiente e perché no anche il portafoglio. Come è possibile sviluppare una cultura del risparmio e di un uso razionale dell'energia?
Ritorniamo sul discorso dell'informazione. Quanta gente in Italia sa che può risparmiare fino a 120 euro di elettricità solo sostituendo una lampadina a basso consumo con una tradizionale? In quanti sanno che in Italia ci sono ancora 10 milioni di boiler elettrici utilizzati per il riscaldamento dell'acqua per usi sanitari, che potrebbero essere sostituiti da ben più economici (e soprattutto ecologici) impianti solari o a biomassa?
In Germania ogni anno si installano oltre 900 mila metri quadri di collettori solari termici, più o meno 5 volte il parco installato in Italia fino ad oggi. Eppure in Germania l'insolazione media è la metà di quella italiana…il Paese del Sole ne è all'oscuro.

In che modo il WWF Italia intende far sentire la sua voce?
Il WWF è già impegnato da tempo sia a livello nazionale che internazionale per il rispetto di accordi come quello di Kyoto, nonché per un sempre maggiore impegno dei singoli paesi sul fronte della riduzione delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera.
In Italia, al nostro lavoro di promozione delle tecnologie rinnovabili e di opposizione all'espansione dei settori più pericolosi per il riscaldamento globale, carbone in testa, si affianca l'indispensabile campagna sull'efficienza energetica. Un argomento, questo, ancora difficile da affrontare nonostante  in Italia vi sia un parco di elettrodomestici di gran lunga più energivoro della media europea. Il 48% dei consumi residenziali potrebbe essere abbattuto sostituendo apparecchi ormai vetusti con moderni elettrodomestici a basso consumo, capaci anche in stan-by di consumare molto meno rispetto ai precedenti modelli. Installare un diffusore d'acqua ad ogni rubinetto, ci farebbe risparmiare tanta energia quanta quella prodotta da grandi due centrali a carbone. Provare per credere!
Sul sito www.wwf.it abbiamo inoltre attivato la cosiddetta "cyberazione", un'iniziativa attraverso la quale di tutti potranno partecipare in prima linea alle nostre iniziative sul clima e sull'energia. Per il futuro sono stante le novità che stiamo mettendo in campo. Per conoscerle, basta visitare il nostro sito.

Non mancheremo di farlo, Dott. Vitale. Grazie per le informazioni che ci ha fornito e mi raccomando continui nella sua battaglia per la salvaguardia del bene comune più grande che abbiamo, il nostro pianeta!

Intervista di Stefania Campogianni.



 
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