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Le premesse storiche 
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Tra i criteri di Copenhagen formulati nel 1993 dal Consiglio d'Europa per regolare le modalitą d'accesso alla Ue dei paesi candidati, figura, tra le altre, una voce molto esplicita relativa alle minoranze: gli aspiranti stati membri devono aver raggiunto la stabilitą delle istituzioni che garantiscono la democrazia, l'esercizio della giustizia, il rispetto dei diritti umani e appunto la protezione delle minoranze. I criteri erano criteri di natura politica, tuttavia la concessione di "premi" per il rispetto dei vari punti, li ha comunque trasformati in uno strumento efficace e in una via obbligata per accedere all'Unione. Nel 1995 il Consiglio d'Europa ha costituito anche una Framework Convention for the Protection of National Minorities e in seguito una Language Charter. In contrasto con il Consiglio d'Europa nessun trattato ufficiale della Ue ha mai tenuto in considerazione le clausole relative alle comunitą etnicamente e linguisticamente minoritarie sul territorio dell'UE, diversificando in questo modo la condizione dei paesi candidati rispetto a quelli gią membri. Persino il Trattato di Amsterdam, stipulato nel 1997 sulla base proprio dei criteri di Copenhagen, ha tralasciato la questione calda. In questo modo dal 1° maggio di quest'anno si č venuta a creare una effettiva disparitą tra i vecchi membri e i dieci nuovi, tenuti a rispettare normative non valide per gli altri.

Valentina Bergonzi

21.07.2004


 
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