di Moises Villafañe Izquierdo
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Moises Villafañe Izquierdo è nato a Nabusimake, un villaggio indigeno della Sierra Nevada de Santa Marta in Colombia, e appartiene all'etnia degli Arhuaco. Fin dalla tarda adolescenza si dedica alla politica, focalizzando il suo impegno sulla protezione dei popoli indigeni colombiani. |
Professore diplomato in Etnoeducación, ricopre per anni cariche di rappresentanza in vari settori dell'Organizzazione indigena Gonawindua Tayrona.
È stato funzionario dell'Ambasciata Colombiana a Madrid, dove si è fatto portavoce delle istanze degli indigeni colombiani. Attualmente, vive e lavora a Bogotà. Oltre a proseguire la sua carriera politica, si dedica ad attività imprenditoriali legate a un uso sostenibile del territorio.
"Il messaggio che dalla Sierra Nevada di Santa Marta vorremmo trasmettervi è che la pace non è solo una teoria, ma un fatto tangibile. I nostri popoli aborigeni Arhuaco, Kogi, Arzario e Kankwamo, tutti discendenti della cultura pre-ispanica Tayrona, hanno utilizzato a questo fine il sapere trasmesso dai nostri antenati, curando da secoli il territorio e l'ambiente in maniera armonica.
Dalla natura la pace spirituale
Alla base del nostro vivere è un senso di pace e di spiritualità, che abbiamo appreso attraverso il contatto con la natura, e il rispetto della diversità della flora, fauna e dei minerali. I nostri laghi, i fiumi, le colline e le montagne sono incarnazioni dei nostri Dei e dei nostri creatori. Per questo il senso di fraternità trascende ciò che è meramente umano e si fonde nella natura, in un tutto apparentemente semplice. La natura viene vissuta e interpretata come parte del nostro corpo. Qualsiasi danno che le venga provocato, influenza la nostra cultura, e il nostro mondo intero. Il nostro senso di spiritualità può definirsi solo nella convivenza con essa e abbiamo precisa consapevolezza delle conseguenze che il mancato rispetto della terra e delle leggi di natura possono avere causando malattie fisiche, mentali e spirituali. Solo quando il pianeta Terra sarà in armonia con la natura, smettendo di andare contro le sue leggi, si avrà la grande cura o il depuramento spirituale.
Nella Sierra Nevada palpita il "cuore del mondo"
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Nella Sierra Nevada di Santa Marta, un massiccio isolato dalla catena delle Ande, si possono incontrare mille specie endemiche, grazie alla varietà di clima che esso presenta. A soli 42 km dalla costa del Mare dei Caraibi, a un'altezza di 5.800 metri si trovano le nevi perenni. |
Questa montagna è considerata come un corpo vivente per la nostra nazione indigena, un territorio di pace e per la pace, che ci permette di mantenere l'armonia e l'equilibrio sia con la natura esterna, sia con quella interna. Noi la chiamiamo "Umunukunu" o "Cuore del Mondo" e l'UNESCO l'ha riconosciuta come Patrimonio Universale per l'Umanità e la Biosfera.
Il diritto si basa su una legge dell'origine
Le nostre etnie, inoltre, presentano un'organizzazione sociale, politica e spirituale basata su una "legge dell'origine" che consiste nel lasciare che il leader spirituale indigeno (máma) consigli, in base al suo sapere, cosa si deve fare in ogni occasione. Appartiene, quindi, ad una forma di diritto in cui non c'è un codice civile, ma dove vi sono autentici saggi-governanti, gli unici in grado di guidare il nostro popolo indigeno, grazie alla loro prudenza e attraverso il sapere e la disciplina di molti anni. Essi ci offrono una visione totale, pacifica e rispettosa di ogni essere vivente, sempre a favore di una cultura di pace, anche nei momenti difficili che abbiamo dovuto subire nei secoli passati.
Alla base di ciò sta l'idea che l'unica politica possibile per la pace e la non-violenza sia quella del recupero immediato da parte di tutta l'umanità dei valori naturali e umani perduti.
I diritti riconosciuti nella costituzione colombiana
Lo Stato colombiano ha riconosciuto nel tempo i nostri diritti [1] conservando la nostra "politica" della non-violenza, basata sul buon uso della ragione e del cuore. La Costituzione colombiana del 1991 riconosce diversi diritti alle nostre comunità, alcuni di grande importanza:
1. Il diritto delle autorità indigene ad esercitare la propria giurisdizione nei propri territori secondo le proprie norme e procedimenti (art. 246 della Costituzione), basato sul diritto consuetudinario di queste comunità
2. Il diritto a trasformare i propri territori in entità territoriali della Repubblica (art. 286 della Costituzione), che si occuperanno non solo di autonomia politico-amministrativa, ma anche di autonomia culturale, per l'applicazione dell'articolo 7 della Costituzione, che riconosce e garantisce la diversità etnica e culturale della nazione colombiana.
Nonostante tali riconoscimenti, oggi come oggi non vi è alcun piano di attuazione che realizzi tali impegni. Questo a causa anche dei gravi conflitti armati in corso nel paese che minacciano sia le nostre culture pacifiche e i nostri saperi ancestrali aborigeni, sia la bio-diversità della Sierra.
La cultura della pace messa a rischio dalla violenza armata
Ultimamente la mobilità delle comunità indigene rischia di essere ridotta a causa sia della pressione delle forze di auto-difesa nelle zone di pianura e nei versanti della Sierra, sia della presenza della guerrilla nelle zone medie-alte.
Noi indigeni abbiamo dovuto abbandonare le nostre terre e spostarci verso zone più alte, spezzando così il nostro sistema produttivo. Ci è stato inoltre proibito l'accesso ai nostri luoghi sacri che sono vitali per l'esercizio della nostra cultura.
Il progetto di Ka´sankwa
Il progetto di Ka´sankwa è nato a seguito dei nuovi diritti riconosciuti dalla Costituzione del 1991, e dalla possibilità per i leader spirituali (mámas) di assumere autonomamente il controllo dei territori della Sierra. Dopo aver studiato la proposta, essi giunsero alla seguente conclusione: "Per salvaguardare e proteggerci dalle influenze distruttive, si dichiara urgentemente la Sierra Nevada come un Santuario Consacrato alla Pace (Kadukwan-Umuke)".
Ka´sankwa per noi non è un'utopia, ma un "cielo sopra la terra". Il luogo ideale per cooperare con gli esseri umani invece di lottare contro di essi. Siamo ispirati da una visione positiva della vita, più in là di profitti o fallimenti. Essendo, così, guardiani della terra, più che proprietari della stessa. Riducendo i costi così come i consumi. Pensando globalmente e agendo localmente.
Affinché ciò continui ad essere una realtà, abbiamo bisogno dell'appoggio sia a livello nazionale che internazionale. Non per fare la pace, perché abbiamo sempre vissuto vivendo e credendo in essa, ma affinché le persone ci aiutino a perpetuarla e conservarla. In cambio, noi garantiamo la cultura, la conservazione dell'acqua e dei boschi, ossia di una vita con più vite.
Non solo conservare la pace ma anche condividerla
Speriamo che la dichiarazione e il riconoscimento della nostra cultura di pace possa propiziare e ispirare una nuova etica del genere umano, una nuova forma di vita in armonia con la natura, in una società giusta, pacifica e con forti valori umani e etici.
Solo attraverso la realizzazione di meccanismi alternativi nel campo della salute e di un commercio più giusto, la diffusione di un concetto di pace - che non è solo assenza di guerra e disarmo, ma è frutto di una salute fisica, mentale e spirituale che solo un ambiente pacifico e un comportamento saggio alla ricerca del vero significato della vita sono in grado di garantire - potremo non solo conservare la pace, ma anche condividerla.
L'obiettivo di questo scritto non è solo ricordare che la pace in Colombia è possibile, ma anche affermare che la pace è una realtà, che da millenni, attraverso le popolazioni ancestrali, vive in questo paese. Per salvaguardarla dobbiamo unirci in uno sforzo comune che richiede, soprattutto, un cambio nelle coscienze, impegnandoci TUTTI nel cammino da compiere. È così, e solo così, che la pace continuerà a brillare e mai si potrà estinguere!!!
In nome delle popolazioni indigene della Sierra Nevada di Santa Marta, vi mando un saluto di pace."
16.07.08
Moises Villafañe Izquierdo
[1] Nell'articolo 63 della Costituzione si legge anche: "... i beni di uso pubblico, i parchi naturali, le terre comunali dei gruppi etnici, le terre di difesa, il patrimonio archeologico della nazione e tutti i rimanenti beni individuati dalla Legge, sono inalienabili, imprescrittibili e inviolabili".
In particolare, il decreto numero 2164 del 1995, con il quale si attua in parte il Capitolo XIV della legge 160 del 1995, contiene il concetto che lo Stato colombiano ha applicato circa il territorio e le popolazioni indigene: "… [indigene] sono le aree possedute in forma regolare e permanente da una comunità, porzione o gruppo indigeno, e quelle che, pur non ancora possedute in tal forma, ma che costituiscono l'ambito tradizionale delle loro attività sociali, economiche e culturali".
Parimenti, attraverso la Risoluzione numero 837 del 28 agosto 1995, lo Stato riconobbe che: "le popolazioni indigene della Sierra Nevada hanno delimitato i propri territori in modo ancestrale, in modo che la divisione di questi territori garantisca il flusso di forze spirituali tra essi e la Sierra, affinché quest'opera spirituale garantisca l'equilibrio tra la Sierra ed il mondo in generale".