Traducibilitą e processi traduttivi. Un caso: A. Gramsci linguista
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Traducibilitą e processi traduttivi. Un caso: A. Gramsci linguista
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Traducibilitą e processi traduttivi. Un caso: A. Gramsci linguista Derek Boothman
Perugia : Guerra, 2004. - 197 p. ISBN 88-7715-715-1 |
Segnatura EURAC Library: ES 705 B725
Tra il 1929 e il 1931 Antonio Gramsci compone i suoi primi 10 Quaderni del carcere, tre dei quali dedicati agli esercizi di traduzione per lo studio delle lingue, "mezzo terapeutico" contro l'inaridimento dovuto alla sua detenzione. L'atto del tradurre č concepito da Gramsci come mediazione culturale, non solo tra lingue naturali, ma anche tra linguaggi e discorsi paradigmatici diversi. Il volume ricostruisce la sua teoria della traducibilitą e dei processi traduttivi, mostrando un Gramsci precursore della svolta culturale che caratterizza la traduttologia negli anni Ottanta del Novecento.
Dopo una discussione delle principali influenze linguistiche sulle nozioni traduttive di Gramsci, il volume illustra come la natura del suo discorso e il suo approccio alla traducibilitą possano essere meglio compresi alla luce delle nozioni di due pensatori influenti: quelle semiotiche di V.N. Voloinov, contemporaneo di Gramsci ed esponente della scuola di linguistica associata al nome di M.M. Bachtin, sorta nella giovane URSS; e quelle dello studioso americano Thomas S. Kuhn, riguardanti la struttura dei discorsi scientifici e la natura dei paradigmi, pubblicate un quarto di secolo dopo la morte di Gramsci.
Altre pubblicazioni sul tema: http://www.eurac.edu/OPACEAB
Per ulteriori informazioni: EURAC library tel. 0471-055068
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