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Il privilegio delle Alpi

Monografia sulle diversità culturali delle Alpi – in particolare di quelle italiane.


Lo scopo del libro

Un nome magico che ritorna continuamente nell'evocazione della grande avventura storica dell'Europa: le Alpi. Cuore d'Europa. Una catena montuosa caratterizzata da un'influenza antropica e da una densità demografica che non conoscono eguali nel mondo. Dalla profonda intimità che lega queste montagne alle loro genti nasce la grande ricchezza di tradizioni, costumi, lingue e identità dell'arco alpino, una ricchezza che si è evoluta nel corso dei secoli, trasmettendosi di generazione in generazione e conservando intatta la originalità fino ai giorni nostri. Una ricchezza e una vivacità culturale che interessa soprattutto il versante meridionale delle Alpi, quello che ricade nel territorio italiano. Qui, infatti, le particolari condizioni ambientali e storico-sociali hanno favorito l'insediamento di piccole comunità anche ad alta quota, la nascita di gruppi sociali che vengono definiti "comunità culturali storiche". L'Italia, il Paese che con l'Austria conta la maggiore estensione geografica sulle Alpi, è dunque il Paese che ha potuto contribuire in modo rilevante allo sviluppo culturale dell'arco alpino.
Presentare tale profonda ricchezza è l'obiettivo de "Il Privilegio delle Alpi", monografia pubblicata dall'EURAC in collaborazione con la Fondazione "G. Angelini" di Belluno e con il sostegno della Consulta Stato Regioni dell'Arco Alpino e del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio.


I contenuti

Il libro si apre dando voce a due dei "padri viventi" della geografia alpina: Paul Guichonnet e Pierre Gorge. Dal loro racconto, che ripercorre in sintesi decenni di studi dedicati alla complessità di questa catena montuosa, le Alpi emergono con grande forza non già come realtà al margine dei grandi Stati europei ma al contrario come le "radici" stesse dell'Europa. Come importante crocevia linguistico, tanto nel passato quanto nel presente, come luogo di vita e di passaggio delle numerose comunità storiche che hanno abitato soprattutto il versante meridionale delle Alpi, dei loro discendenti che ancora oggi risiedono in quest'area. Il libro offre un quadro generale delle diverse lingue parlate dalle comunità locali, mettendo in evidenza la ricca varietà linguistica e la vivace realtà di plurilinguismo dell'arco alpino.
Tra i diversi temi affrontati dal libro, anche quello della montagna antropizzata, ossia di una montagna intesa come spazio in cui l'uomo è stato a lungo protagonista, creando aree agricole, boschi, pascoli ma anche centri di insediamento. Di una montagna che attualmente sta vivendo due sviluppi in apparenza diametralmente opposti: da un alto lo spopolamento delle sue zone più periferiche e dall'altro la concentrazione della popolazione nei centri urbani dei fondovalle.


Pubblicato nell'ambito delle attività del Gruppo di Lavoro "Popolazione e Cultura" della Convenzione delle Alpi

Lo stesso tema rappresenta anche uno dei principali interessi della Convenzione delle Alpi: dove dal 2001 è attivo il Gruppo di Lavoro "Popolazione e cultura". Sotto la presidenza italiana, coordinato dal dottor Federico Lottersberger, il gruppo si è occupato di individuare i contenuti per inserire un Protocollo dedicato appositamente a questo tema all'interno delle attività della Convenzione. E anche alla luce di queste iniziative, il libro vuole offrire il suo contributo per promuovere ulteriormente la sensibilità e la consapevolezza verso la particolare situazione socio-culturale dell'arco alpino.

Il privilegio delle Alpi
Edito da:
Ester Angelini, Silvia Giulietti e Flavio V. Ruffini


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 Flavio V. Ruffini

 
 
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