"Regione europea" e "Riforma della Costituzione"
L'area scientifica "Minoranze ed autonomie regionali" presenta, con due nuove pubblicazioni, i risultati di un'analisi sulle possibili conseguenze che le nuove tendenze del regionalismo europeo in generale ed italiano in particolare potranno avere anche per la realtà altoatesina, specie sotto il profilo istituzionale.
Il 22 novembre 1996 l'area scientifica "Minoranze ed autonomie regionali" ha organizzato una giornata di studio su questo tema, curata dai professori Pernthaler ed Ortino e patrocinata dalla Regione Autonoma Trentino-Alto Adige.
Il dibattito si è incentrato sulla proposta di statuto per una "Regione europea del Tirolo", elaborata dal prof. Toniatti ed approvata dalla tavola rotonda degli esperti dei tre enti interessati, e sulle relative obiezioni di natura giuridica sollevate dal servizio studi costituzionali presso la Cancelleria federale austriaca e dall'ufficio questioni internazionali del Ministero degli esteri di Vienna. Per questo alla giornata di studio hanno preso parte, oltre al prof. Toniatti ed ai rappresentanti della Cancelleria e del Ministero degli esteri austriaci, internazionalisti e costituzionalisti prevalentemente austriaci ed il responsabile della questione euroregionale per conto del Governo tirolese. La prospettiva giuridica italiana è stata illustrata dai professori Conetti ed Ortino.
I diversi contributi hanno evidenziato le difficoltà di carattere giuridico che si frappongono alla creazione di forme istituzionali di collaborazione transfrontaliera tra enti territoriali, relativi soprattutto all'inquadramento giuridico (diritto pubblico interno o diritto internazionale) dei relativi accordi istitutivi e degli atti eventualmente emanati dall'ente di cooperazione.
Le basi giuridiche internazionali di una Regione europea a cavallo del Brennero si possono rinvenire nella Convenzione di Madrid del 1980, in seguito ratificata, tra gli altri, dall'Italia e dall'Austria (nel 1995 è stato siglato un protocollo aggiuntivo alla Convenzione che prevede espressamente la possibilità di costituire forme collaborative di diritto pubblico, ma tale protocollo non è ancora stato ratificato), e nell'accordo quadro sulla collaborazione transfrontaliera delle collettività territoriali tra Italia ed Austria stipulato a Vienna nel 1993. Nel maggio dello stesso anno gli organi legislativi di Tirolo, Voralberg, Alto Adige e Trentino hanno previsto di elaborare modelli di accordo finalizzati alla creazione di una Regione europea. Poiché tutti gli atti testé ricordati rinviano agli ordinamenti costituzionali degli Stati interessati, è necessario anche l'approfondimento delle questioni poste dal diritto interno.
Sulla base di questi complessi dati giuridici, il prof. Toniatti ha elaborato nel maggio 1995 una bozza di statuto, sostanzialmente ripresa dalla "tavola rotonda" e presentata agli esecutivi degli enti interessati. Finora non sono state espresse posizioni ufficiali sul progetto, anche se da parte austriaca si è spesso fatto riferimento, specie sulla stampa, a pareri "critici" (ad uso interno) della Cancelleria federale e del Ministero degli esteri, che sono qui pubblicati per la prima volta.
La pubblicazione degli atti di questo seminario riveste particolare importanza in quanto consente di informare maggiormente un più ampio pubbblico sulle possibilità di una collaborazione transfrontaliera istituzionalizzata nell'area trentino-tirolese, fornendo nel contempo utili spunti di riflessione anche per il livello politico
Due settimane dopo, il 6 dicembre 1996, il dibattito, coordinato dai professori Ortino e Pernthaler, si è incentrato sull'analisi delle proposte di riforma costituzionale concepite dalle autonomie speciali dell'arco alpino (Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia), che fra gli ormai numerosi progetti di riforma costituzionale in senso federale rivestono un'importanza del tutto particolare.
Già nella costruzione dello Stato regionale esse servirono infatti da esempio per la creazione delle Regioni ordinarie all'inizio degli anni settanta, ed anche oggi esse possono trainare la riforma in senso federale dello Stato italiano. Le loro peculiarità, che si ritrovano in vari ambiti, linguistico, giuridico, ambientale ed economico, si riflettono nelle istuzioni politiche ed amministrative, e questo carattere originale, testimonianza di un modo intenso di vivere l'autonomia, dovrà essere mantenuto e sviluppato anche all'interno di un'Italia federale.
Ad un inquadramento generale della tematica, che ha toccato i temi generali della specialità nella sua attualità e nelle sue prospettive evolutive, è seguita l'analisi delle singole proposte, sia nel loro complesso sia alla luce di alcuni aspetti specifici. I diversi contributi hanno posto in evidenza l'importanza dell'apporto che può venire dalle autonomie speciali al processo riformatore in corso e che finora non è stato valutato nelle sue esatte dimensioni. In quest'ottica l'analisi svolta nel corso del seminario può servire quanto meno ad iniziare a colmare una lacuna che ha finora caratterizzato gli studi regionalistici italiani. Anche per questa ragione sono stati invitati prevalentemente costituzionalisti italiani (provenienti in particolare dalle aree interessate), anche se non è mancato l'apporto comparativo di altre esperienze costituzionali, in specie dell'area tedescofona.
La giornata di studio ha pertanto cercato di rappresentare un importante momento di analisi giuridico-costituzionale delle diverse proposte e, più in generale, una nuova chiave di lettura di un processo di trasformazione dello Stato italiano che sembra ormai avviato.
Una versione, parzialmente ridotta e nella sola lingua italiana, dei contributi è stata pubblicata nella rivista "Rassegna Parlamentare" (2/97, pagg. 169 ss.), al fine di portare più rapidamente a conoscenza della Commissione bicamerale i progetti di riforma oggetto dell'indagine. La presente pubblicazione, bilingue e corredata della documentazione completa, si propone di informare un più largo pubblico, e di stimolare la riflessione su questi temi anche nella nostra Regione. ·