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Imparare ad imparare: le materie come modelli del pensiero
di Bruna Vaglianti
Di fronte alla crisi dei valori della società moderna, l'individuo non sa più a quali parametri conformare la propria vita, perché con il perfezionamento della tecnologia ogni cosa é divenuta parte di un processo produttivo sempre più frenetico e sempre meno controllabile. L'esistenza, programmata in modo tecnicamente perfetto, appare svuotata dei suoi significati più profondi e il sapere umano, sempre più specialistico e settoriale, allontana l'individuo dai riferimenti generali a cui può attingere per spiegarsi la complessità dei fenomeni. Nel settore didattico questa crisi si traduce in un bisogno di sintesi, e si avverte la necessità di convertire ogni apprendimento scolastico in una preparazione, credibile e costruttiva, degli allievi alla vita e alla realtà che li circonda. Concretamente la scuola é chiamata ad operare interconnessioni del sapere da utilizzare come chiavi di lettura della realtà. Dal momento che la scuola veicola i significati attraverso le diverse discipline, la risposta alla crisi della cultura si può cercare in una didattica interdisciplinare, la quale dovrebbe insegnare a imparare per la vita oltre che per la scuola, a recuperare il significato totale delle cose, per giungere in ultima analisi ad una visione meno massificata e più multiforme della persona.
Il ricorso all'interdisciplinarità nasce dunque da un bisogno di sintesi. Ma l'interdisciplinarità didatticamente intesa non si configura come sintesi idealistica delle materie, bensì rappresenta la ricerca di obiettivi comuni a molteplici discipline, diversi dagli obiettivi specifici di ciascuna materia. Essa pone quindi in risalto la specificità della singola materia e le peculiari metodologie sottese all'apprendimento della stessa, e al contempo permette di verificare se i risultati formativi siano trasferibili da un settore del sapere all'altro. In sostanza si analizza la generalizzabilità dell'elemento formativo di un dato apprendimento (cioé, ad esempio, si valuta se il concetto di "rivoluzione" e di "equilibrio" della storia non ricorrano anche nelle scienze o nella matematica). Se non é possibile prescindere dalle metodologie immanenti alle materie, é opportuno prendere in considerazione le idee, le categorie del pensiero che costituiscono la ragion d'essere delle materie stesse. Una didattica interdisciplinare per chiamarsi tale deve dunque ricondursi ai percorsi che il pensiero effettua. La ricerca ha dimostrato (Piaget, Gartner) che esiste una coerenza tra lo sviluppo e l'apprendimento, infatti ciò che si impara a scuola presuppone che le strutture della mente abbiano elaborato determinate conoscenze. Idee di causalità, spazio, tempo, conservazione, classificazione si sono sviluppate già in età prescolare, perciò, ad esempio, quando si tratta un evento storico, ci si riferisce alla categoria "tempo" e precisamente alla dicotomia ieri/oggi, e quando in fisica si studia la caduta dei corpi, la caduta viene spiegata come "causa" della forza di gravità, ma le cause esistono anche nelle scelte stilistiche e nelle grammatiche. Si vede dunque che le discipline sono una riproduzione istituzionalizzata delle diverse realtà che caratterizzano l'uomo, siano esse storiche, psicologiche, logiche, artistiche o altro.
Come opera il pensiero Così come il pensiero procede dal noto all'ignoto, classificando di volta in volta le cose, gli oggetti noti, allo stesso modo una didattica interdisciplinare presuppone una tensione di retrospezione (Rückschau)-anticipazione (Vorschau), conferma del noto e attesa del nuovo. Il gioco di conferma di ciò che si sa e attesa del nuovo, che genera la motivazione ad apprendere, rispecchia i giudizi a priori e a posteriori che il cervello formula. Abbiamo delle attese prima di accostarci al nuovo e queste attese vanno di volta in volta confrontate alla nuova conoscenza acquisita: noto / ignoto / classificazione / noto / ignoto Questo modello operativo si manifesta nelle lingue, in cui i tempi verbali trasmettono predizione (futuro) o narrazione (passato), ma anche in discipline nuove come l'informatica, la quale prevede due metodi, uno "top-down", per cui dall'idea centrale si giunge ai concetti derivati, e "bottom-up", per cui dai dettagli si risale al generale. Esiste dunque una dinamica continua tra il "singolare" e il "regolare", tra la manifestazione contingente e la regola a cui obbedisce. Un aspetto di tale dialettica si ravvisa nel principio di equilibrio e trasformazione, che risponde alla complessità della realtà e che governa l'apprendimento stesso: gli errori sono fattori di trasformazione del noto, e la materia é effettivamente appresa quando esiste una situazione di equilibrio, consapevolezza sufficiente a esprimersi correttamente, ma tale da stimolare ad ampliare il proprio bagaglio di conoscenze. Le materie stesse obbediscono a questo principio. La storia prospetta il cammino dell'umanità come una dialettica di pace e di guerra, di stasi e di rivoluzioni. Le materie scientifiche si evidenziano nella sperimentazione: si modifica qualcosa in una situazione nota, per vedere cosa succede. Nelle materie espressive la significatività del testo é affidata a molte variabili in continua trasformazione, come lo stile, l'età e il vissuto psicologico.
Alla scoperta dell'ioDal momento che le discipline utilizzano linguaggi e forme espressive diversi, discutere di interdisciplinarità significa discutere di come il pensiero, attraverso l'esperienza e l'apprendimento, si concretizza in parola e, avendo la parola una valenza relazionale, in azione. Nella prima fase dell'apprendimento l'individuo passa lentamente da un linguaggio privato ad uno formalizzato, cioé da un linguaggio spiccatamente emotivo, personale, per se stesso, al linguaggio convenzionale, astratto, per gli altri (si pensi alla differenza qualitativa del linguaggio di una pagina di diario dal linguaggio di un teorema di geometria). Nella scuola dell'obbligo l'alunno prende coscienza dell'io e del noi, del proprio mondo e del mondo degli altri: in questa seconda fase dell'apprendimento l'individuo scopre i contenuti e i metodi propri di ogni disciplina, finalizzati ad una comunicazione precisa, gli altri diventano una dimensione estremamente articolata. Impara via via le diverse situazioni comunicative (nelle lingue), le diverse soluzioni per risolvere problemi, equazioni, logaritmi (nella matematica), ma questi linguaggi sono ancora percepiti nell'aspetto più formale, codificato. Soltanto in una terza fase, nella scuola superiore, il cervello elabora metateorie di questi linguaggi, cresce la consapevolezza di come funzionano i diversi linguaggi al punto di poterli spiegare, interpretare ed interiorizzare (così in letteratura la parola lirica diventa sentimento, monito all'azione fino ad arricchire il vissuto dell'allievo). linguaggio linguaggio formalizzato metateoria privato di ogni disciplina (consapevolezza) (scoperta dei diversi IO e NOI metodi e contenuti) interpretazione dei diversi linguaggi, che arricchiscono l'IO IO----------- GLI ALTRI-----------GLI ALTRI COMPLETANO L'IO Questo processo si può riassumere nell'espressione: ICH mu_ ES so sagen, da_ MAN MICH versteht. (IO devo dirLO così, affinchè GLI ALTRI MI capiscano) In quest'ultima fase l'Io parla delle procedure metodologiche, perché significano qualcosa per sé, per la sua vita e per il suo modo di concepire la realtá. Queste fasi, pur trovandosi in successione, sono in qualche modo interagenti; infatti anche ad uno stadio avanzato di interpretazione della parola, essa ci riporta ad un'astrazione, la quale contiene un referente (si pensi alla poesia ermetica).
Le materie come modelli del pensieroESPLORATIVE LOGICO-COMBINATORIE ESPRESSIVE
storia matematica L1
geografia fisica L2
scienze tecnica ed.artistica
ANALISI SINTESI FORMALE SINTESI OPERATIVA
raccogliere tradurre i dati in rappresentare,
informazioni concetti, astrarre spiegare,
per risolvere e classificare trasformare a livello
problemi, scritto e orale
consultare testi
Questa tripartizione di Titone ricalca il percorso del pensiero umano nell'apprendimento. In un primo momento il bambino esplora e descrive gli oggetti e utilizza parole dotate di valore simbolico-referenziale. Successivamente l'allievo scopre l'astrazione in formule, e gli oggetti rappresentano concetti, mentre le parole si combinano in frasi, ma manca la consapevolezza della loro valenza comunicativa. Infine lo studente compone le frasi in un testo, che può essere analizzato, raccontato, interpretato, perché il discente ha raggiunto un sufficiente livello di maturità metacognitiva. Ma se le materie esplorative, logico-combinatorie ed espressive rispecchiano questo processo, é anche vero che si prestano a dei percorsi trasversali. La Rivoluzione francese si può studiare scorrendo una lista di date (esplorazione), le quali corrispondono a eventi significativi e sintetizzano concetti (combinazione logico-formale), e questi concetti hanno un significato attualizzabile, che possiamo descrivere ed illustrare (espressione). L'interdisciplinarità, che risulta dalla combinazione delle abilità del pensiero, implica dunque che si può parlare di storia percorrendo le strade della matematica, della filosofia e della letteratura.
Le lezioni scolastiche si possono impartire in prospettiva interdisciplinare se ci si ispira a due principi cardine: 1.la sintesi,2.la confutabilità.
La sintesiLa sintesi, che come abbiamo visto può soltanto essere applicata alle strategie del pensiero e non ai contenuti veri e propri, ha lo scopo di evitare la riduzione dell'uomo a una sola dimensione (quella scientifica), di smascherare ogni compromesso ideologico, in primo luogo di sfatare la presunta superiorità delle scienze esatte sulle materie umanistiche. L'interdisciplinarità si legittima come il tentativo di ricongiungere l'homo sapiens e l'homo faber, la teoria e la prassi, il know that e il know how, e questo perchè l'apprendimento stesso si configura come una necessità di conoscere ciò che risponde ai nostri bisogni reali e che si converte in azione sociale. Occorre passare dal nozionismo al funzionalismo, imparare significa scoprire cosa produce una conoscenza per me qui e ora, in che modo arricchisce la mia vita e la mia capacità di affrontare le scelte future. A fondamento di un approccio interdisciplinare sta il legame tra le strategie metacognitive: chi ha capito la matematica può avventurarsi nell'informatica, nell'economia, nella topografia, perché tutte queste materie prevedono uno stesso stile di pensiero. "Imparare ad imparare" significa vivere sempre più autonomamente il processo di ulteriore acquisizione.
La confutabilità L'attendibilità dell'interdisciplinarità risiede nella sua confutabilità, condizione sine qua non di un metodo scientifico. Essa presuppone un atteggiamento di apertura al nuovo, al diverso, e si fonda su un modello aperto alla possibilità di correggere, modificare, creare nuovi equilibri, incoraggiando il senso critico e la consapevolezza di ciò che si sta apprendendo. Il fatto di mettere sempre tutto in gioco abitua l'alunno a verificare di persona, a problematizzare, a elaborare strategie per risolvere problemi, via via più complessi, per scoprire in ultima analisi la finalità reale dei concetti appresi. Infatti, dal momento che attraverso l'interdisciplinarità si vuole riscoprire l'unità della cultura, é necessario che quest'ultima sia rispondente alla realtà della vita e che pensiero e azione coincidano. A tal fine ogni conoscenza dev'essere privata del suo significato puramente asettico e arricchita della sua funzione sociale: imparare significa capire, per agire in vista della soluzione di problemi reali.
La storia costituisce lo scenario privilegiato delle lingue, della filosofia e della letteratura, infatti un approfondito studio degli idiomi richiede un excursus nell'evoluzione della lingua stessa, e la letteratura, così come la filosofia, al di là del contenuto speculativo e narrativo, sono pur sempre storia delle idee e storia dei testi. Ma la storia si può applicare anche alla matematica, poiché la narrazione di un contenuto può essere tradotta in formula; per converso la matematica è pur sempre la scienza dei numeri, di forme a cui si può attribuire qualsivoglia contenuto. La storia si lega alla matematica non tanto per i suoi contenuti, ma per i principi cognitivi a cui é sottesa. L'esperienza della sincronia e della diacronia, intese come contemporaneità e dissonanza, tornano nell'algebra, nell'insiemistica, nei numeri immaginari.
Per quanto riguarda le lingue si possono creare molteplici percorsi interdisciplinari. Alla luce dell'apprendimento linguistico,la matematica viene riscoperta come "linguaggio" in formule. La parola, o il suo peso semantico, vanno analizzati nell'aspetto simbolico e non solo tecnico. Il linguaggio che riflette il percorso e le categorie del pensiero si traduce in forma verbale, non verbale, estetica, scientifica. Le lingue, l'abitudine all'espressione linguistica, dovrebbero educare a tradurre il pensiero a livello simbolico, e successivamente a livello concettuale. Per cui a+b = c vuol dire in primo luogo che un primo elemento sommato ad un secondo dà un terzo elemento diverso dal primo e dal secondo, e solo in seguito si può affermare, ad esempio, che la Rivoluzione americana e la Rivoluzione francese hanno radicato negli animi il concetto di democrazia.
Il latino, poi, tutt'altro che lingua morta, si può applicare in senso interdisciplinare a più livelli. Si può legare all'italiano, quando si voglia studiare l'evoluzione delle parole attraverso successivi momenti di variazione vocalica o consonantica. Si può integrare nelle lingue straniere: nello studio di molti verbi irregolari che risentono dell'origine romanza e hanno dato luogo a vere famiglie di parole (dirigere-dirigieren, direct, diriger); nello studio dei suffissi, per cui l'inglese e il tedesco convertono "-zione"(azione),"-tore"(attore),"-ista"(artista) negli analoghi "-tion" ,"-tor",e "-ist", mentre il francese rende "-tion", "-teur" e" -iste". Si può programmare uno studio comparato del latino, per scoprire la polisemia delle parole, la sopravvivenza di certe parole latine nel tessuto linguistico attuale con valore diverso (persona = "maschera", poi "individuo", in tutte le lingue europee). Inoltre il latino è funzionale per comprendere i linguaggi tecnico-scientifici e settoriali, e quanto più il registro linguistico diventa elevato, tanto più le lingue germaniche, oltre a quelle neolatine, scelgono il termine latinizzato: si pensi a termini come"dividendo", "gestione", "administration","export". Si potrebbero ipotizzare altri percorsi didattici interdisciplinari, ma l'essenziale é sviluppare un concetto presentistico di cultura, per cui quanto sappiamo é il risultato di una paziente ricerca in continua evoluzione che ha un valore per noi oggi.
Dott.ssa Bruna Vaglianti, prof.ssa d'italiano L2, si occupa di questioni connesse alla didattica e alla linguistica
- Nitz, S., Interdisziplinarität. Annäherung an einen Begriff und an eine Praxis, Bolzano, Istituto Pedagogico, 1993.
- Pontecorvo, C. e M., Psicologia dell'educazione. Conoscere a scuola, Bologna, Il Mulino, 1986.
- Semeraro, R., L'interdisciplinarità nell'insegnamento, Firenze, Le Monnier, 1985.
- Sersale, C., Transdisciplinarità e didattica, Roma, Armando, 1983.
- Titone, R., L'insegnamento delle materie linguistiche e artistiche, Zurigo, ed. P.A.S., 1963.
- Titone, R., Dallo strutturalismo all'interdisciplinarità, Roma, Armando,1977.
Angesichts der sogenannten Wertkrise und der Zersplitterung des Wissens, welche von der technokratischen Struktur der Gesellschaft herrühren, sollte die Schule den Menschen zu einer gesamten und vielfältigen Entwicklung führen. Dies erfolgt durch die Interdisziplinarität, d.h. durch die bewußte Zusammensetzung unterschiedlicher Schulfächer, die auf analogen Grundlagen beruhen. Die Fächer verstehen sich nämlich als Entwicklungsphasen der Gedanken; so entsteht die Geschichte aus der Fertigkeit, sich Ereignisse zu merken und einzustufen, und die Mathematik stützt sich auf die formale Logik und die Fähigkeit zur Abstraktion. Die Fächer sind miteinander verflochten, sobald es klar wird, daß aus Abstraktionen oder Formeln eine Geschichte gebildet wird und daß die Sprachen den Wert des symbolischen Ausdrucks vermitteln. Interdisziplinarität soll zeigen, daß die Fächer nicht nur in sich verschlüsselte Inhalte vermitteln, sondern daß sie Kode zum Verständnis des menschlichen Lebens in seiner Gesamtheit darstellen, und daß eine solche Anschauung soziale Wirkung hat. Lernen heißt ja, reale Probleme lösen lernen.Im Rahmen dieser Rubrik werden in regelmäßigen Abständen Partner-Universitäten und Forschungseinrichtungen der Europäischen Akademie vorgestellt. Den Auftakt bildet die Universität für Bodenkultur in Wien, die heuer ihr 125jähriges Bestehen feiert.
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