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SUSTALP: Valutazione degli strumenti dell'Unione Europea in riguardo al loro contributo per un'agricoltura ecologica nell'arco alpino.
di Ulrike Tappeiner
 L'agricoltura di montagna è una delle tematiche principali affrontate nel lavoro di ricerca dell'area scientifica "Ambiente alpino" dell'Accademia Europea di Bolzano. Le prime ricerche in quest'ambito hanno avuto inizio nel 1994 con un'analisi dello status quo dell'agricoltura di montagna nei 7 stati alpini (ACCADEMIA EUROPEA BOLZANO, 1996) e sono proseguite poi con uno studio riguardante "i contributi diretti a finalità ecologica nell'agricoltura di montagna dell'arco alpino" (ACCADEMIA EUROPEA BOLZANO, 1997) nonché con i due progetti attuali "Conseguenze ecologiche delle modifiche di uso del suolo dovute alle tendenze economiche" (ECOMONT, progetto dell'UE) e analisi delle strutture agrarie in Alto Adige. Il progetto SUSTALP, recentemente approvato a Bruxelles nell'ambito del quarto programma quadro dell'UE, rappresenta un grande successo per l'Accademia Europea di Bolzano e porta avanti il lavoro di ricerca sull'agricoltura di montagna. Al progetto SUSTALP, coordinato dall'Accademia stessa, partecipano cinque partner europei.
Scopo principale del progetto è la definizione delle basi scientifiche per un miglioramento degli strumenti giuridici comunitari al fine di una maggiore considerazione delle questioni ambientali nell'agricoltura di montagna (con particolare riferimento all'arco alpino). Verranno quindi analizzati sia gli strumenti con effetto immediato sull'agricoltura (derivanti dalla politica agraria, economica, strutturale e di pianificazione ambientale) che quelli di politica ambientale con impatto indiretto sull'agricoltura. Il progetto parte dal presupposto che l'efficacia e l'efficienza degli strumenti di promozione e regolamentazione dell'agricoltura di montagna dipendano non solo dalle caratteristiche degli strumenti stessi e dal metro di valutazione prescelto, ma soprattutto dal tipo di agricoltura e dal suo contesto naturale e socio-economico. Questo significa che ai diversi tipi di agricoltura alpina corrispondono diversi strumenti di promozione ottimali. Per quantificare ciò vengono effettuati per tutto l'arco alpino studi comparati nei seguenti ambiti: (1) Tipizzazione / Caratterizzazione dell'agricoltura nell'arco alpino in relazione al contesto naturale e socio-economico. (2) Sviluppo di un sistema di priorità per un'agricoltura di montagna in equilibrio con l'ambiente. (3) Definizione degli strumenti dell'UE e della Svizzera che hanno effetti rilevanti sull'ecologia o sull'agricoltura nonché analisi delle loro relazioni sinergiche. (4) Valutazione degli strumenti. (5) Sintesi, direttive.
All'inizio del lavoro di ricerca vengono classificati i diversi tipi di agricoltura alpina in base al contesto naturale e socio-economico. Questa tipizzazione si realizza in tre fasi distinte:
- Definizione di indicatori chiave del sistema strutturale in base ad una approfondita valutazione della bibliografia, all'integrazione degli approcci già esistenti e a colloqui con esperti provenienti dalle diverse regioni interessate (A, D, F, FL, I, SLO, CH); tali indicatori vengono successivamente analizzati per evitare ridondanza e per definirne il livello di scala.
- Suddivisione delle singole unità osservate in tipi strutturali. Con l'aiuto di metodi statistici per la classificazione spaziale sarà possibile ridurre, in base agli indicatori precedentemente individuati, i circa 6.100 comuni alpini a meno di 500 regioni in gran parte omogenee che sono a loro volta riconducibili a non più di 10 tipi strutturali regionali.
- Scelta di regioni modello nell'arco alpino per ogni tipo strutturale. Si scelgono infine 30 regioni modello sparse sull'intero arco alpino per analisi approfondite.
Durante questa fase si provvede a sviluppare sistemi di priorità applicabili in tutto l'arco alpino per un'agricoltura di montagna in equilibrio con l'ambiente. In primo luogo vengono riassunti gli strumenti già esistenti orientati allo sviluppo sostenibile (vedi TAPPEINER & JÖRIN, 1997), come per esempio il 5. Programma d'Azione per l'Ambiente dell'UE, la nuova strutturazione della politica agraria europea 1992, la Convenzione delle Alpi, la Carta per le aree montane, i rapporti nazionali sull'agricoltura e sulla silvicoltura nelle aree montane. Questa documentazione viene poi sistematicamente rielaborata in base alle relazioni intercorrenti tra agricoltura ed ambiente, agli obiettivi ridondanti ed a quelli difficilmente realizzabili (troppo generali o troppo specifici per una determinata regione). Per ultimo si concretizza il sistema di priorità nelle specifiche aree. Determinazione e descrizione degli strumenti con effetti sull'ambiente e sull'agricoltura Analogamente alla prima fase analitica, in cui si elaborano indicatori chiave per una suddivisione spaziale, in questa fase deve venir sviluppato un opportuno schema di classificazione per gli strumenti che dovrebbero minimizzare l'impatto ambientale dell'agricoltura di montagna (approccio orientato alla tutela) nonché per gli strumenti che mirano al miglioramento della qualità ambientale (approccio orientato allo sviluppo). Tale schema permette di riconoscere i fattori di successo dei singoli strumenti e di redigere una semplice classificazione dei futuri strumenti di promozione. Seguono poi un'analisi approfondita della bibliografia disponibile e una serie di colloqui con esperti provenienti dal mondo scientifico e professionale e con gli uffici responsabili dell'Unione e degli stati membri. Nella classificazione si distingue tra regolamenti nominali (p.e. misure agrarie-economiche, rimboschimento delle superfici agricole) e regolamenti funzionali (p.e. le iniziative comunitarie INTERREG II, LEADER II, la direttiva del nitrato, l'indennità compensativa per le zone svantaggiate, la direttiva comunitaria per la protezione degli uccelli, ecc.) e tra strumenti con o senza ricadute ambientali immediate.

In questa fase centrale del progetto si valutano gli strumenti precedentemente determinati, ricorrendo ai metodi classici della ricerca valutativa: controllo del procedimento, controllo del raggiungimento dello scopo, controllo causa - effetto. Concretamente questo si realizza per le regioni modello dell'arco alpino prescelte. Per ottenere un chiaro sistema di valutazione da un lato vengono ricavati i criteri di valutazione attraverso ampie discussioni con esperti, dall'altro vengono utilizzati, per l'aggregazione delle valutazioni parziali, le tecniche della teoria decisionale statistica. Come risultato si ottiene quindi una matrice che contiene nelle righe gli strumenti e nelle colonne le tre valutazioni per ogni regione modello. Questa matrice di valutazione complessiva costituisce la base per tutte le comparazioni della successiva fase analitica.

Nella sintesi conclusiva vengono espresse proposte per l'elaborazione degli strumenti dell'Unione Europea finalizzati al raggiungimento di uno sviluppo sostenibile. Vengono poi confrontate le caratteristiche positive e negative di tutti gli strumenti elaborati. Può venire così realizzata una suddivisione degli strumenti nelle seguenti categorie: (1) universalmente valido e da applicare senza cambiamenti, (2) non universalmente valido e da applicare solo dopo opportuni adattamenti, (3) non valido e da riesaminare alla radice, (4) assolutamente non valido e da abolire in ogni caso. La fase di valutazione porta a direttive di due tipi: •direttive che riguardano la totalità degli strumenti comunitari esaminati; •direttive legate agli obiettivi per i quali non è ancora disponibile nessuno strumento. Infine si può verificare se tutti gli strumenti di una classe presentino identici deficit. Questo significa che molto probabilmente esistono debolezze sistematiche nello sviluppo e nell'elaborazione delle classi di strumenti. Nel caso si presentino questi problemi strutturali, il caso andrà brevemente discusso.
- ACCADEMIA EUROPEA BOLZANO (1996): Agricoltura nell'arco alpino, quale futuro? Franco Angeli, Milano.
- EUROPÄISCHE AKADEMIE BOZEN (HRSG.) (1997): Ökologisch motivierte Direktzahlungen in der Berglandwirtschaft des Alpenbogens. Blackwell Wissenschaft. Berlin.
- TAPPEINER U. & JÖRIN R. (1997): L'uso sostenibile con l'agricoltura e la silvicoltura. Revue de Géographie Alpine supplément 4/96, 175-181.
Die Berglandwirtschaft ist eines der Schwerpunktthemen des Fachbereichs "Alpine Umwelt" der Europäischen Akademie Bozen. Die Forschungslinie in diesem Bereich begann 1994 mit einer Situationsanalyse zum Status quo der Berglandwirtschaft in den 7 Alpenstaaten (EUROPÄISCHE AKADEMIE BOZEN 1996), wurde konsequent fortgeführt mit der Studie zu den "Ökologisch motivierten Direktzahlungen" (EUROPÄISCHE AKADEMIE BOZEN 1997) sowie mit den beiden derzeitig laufenden Forschungsprojekten zu den "Ökologischen Auswirkungen von Bewirtschaftungsänderungen in der Berglandwirtschaft (EU-Projekt ECOMONT) und der Analyse der Agrarstrukturen in Südtirol. Einen großen Erfolg für die Europäische Akademie stellt das gerade erst von Brüssel im 4. Rahmenprogramm der EU genehmigte Forschungsprojekt SUSTALP dar, das diese Linie konsequent weiterverfolgt. Zielsetzung des Projektes SUSTALP, das von der Europäischen Akademie koordiniert wird und an dem fünf europäische Partner beteiligt sind, ist es, für die europäischen Berggebiete am Beispiel des Alpenraums wissenschaftliche Grundlagen für eine Verbesserung rechtlicher Instrumente der EU im Sinne einer stärkeren Berücksichtigung von Umweltbelangen in der Landwirtschaft zu erarbeiten.
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