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La formazione dei dipendenti pubblici e la Scuola Superiore di Amministrazione
di Günther Cologna
Dall'inizio degli anni 90 l'amministrazione pubblica italiana è stata interessata da una serie di riforme portate avanti prima dai governi Amato e Ciampi e, da circa un anno, con grande spirito di determinazione, dall'attuale Ministro per la Funzione Pubblica, Franco Bassanini. Queste riforme hanno visto come principali misure il rovesciamento del rapporto fra cittadini e P.A., (si pensi, per esempio, all'introduzione di cosiddette "carte dei servizi" in molti ministeri ed enti pubblici), la privatizzazione del rapporto di lavoro pubblico, l'istituzione di nuclei di valutazione presso le amministrazioni locali, il controllo di gestione, la semplificazione e lo snellimento di molti procedimenti amministrativi, e, non da ultimo, il decentramento di funzioni amministrative dallo Stato alle regioni, alle province e ad altri enti locali. Sotto la forte spinta di un deficit pubblico in continua crescita che rischia di far aumentare sempre di più il divario fra l'Italia e i paesi più avanzati dell'Unione Europea, queste riforme tese ad aumentare l'efficacia e l'efficienza della P.A. - e già attuate con successo altrove (dall'Inghilterra alla Nuova Zelanda, dalla Finlandia al Portogallo) - sono così state introdotte anche nel nostro paese. In Alto Adige la riforma dell'amministrazione provinciale è stata intrapresa con la legge provinciale del 23 aprile 1992, n. 10 e con l'introduzione del nuovo ordinamento degli uffici nell'ottobre 1993. A questi provvedimenti, che in parte hanno recepito la legislazione statale ed in parte l'hanno anticipata, ha poi fatto seguito la riforma dell'ordinamento del personale provinciale, l'introduzione della gestione per obiettivi concordati e la valutazione delle prestazioni dei dirigenti, nominati peraltro a termine. Il processo di riforma non può comunque considerarsi completo. Alla luce dei cambiamenti in atto a livello statale, infatti, la P.A. nella Provincia Autonoma di Bolzano dovrà sicuramente continuare a ristrutturarsi, riorganizzarsi ed adeguarsi per far fronte a nuove esigenze e nuovi compiti. Inoltre, si riscontrerà una maggiore competizione con le regioni oltre confine per attirare investimenti per l'economia e per mantenere alto il flusso di turisti nella zona. Per introdurre riforme di così ampia portata non basta però la chiara volontà politica e un adeguato assetto normativo. La loro implementazione richiede da parte di chi opera nella P.A. soprattutto un cambio nella cultura e nel modo di concepire il proprio lavoro ed il proprio ruolo nei confronti dei cittadini, destinatari delle prestazioni della P.A. Un ruolo fondamentale in questo processo di riforma va quindi attribuito alle risorse umane, perché la pubblica amministrazione vive soprattutto del sapere e delle capacità dei suoi dipendenti, a tutti i livelli di funzione. Per evitare non solo che l'inerzia propria di tutte le organizzazioni che raggiungono determinate dimensioni costituisca un ostacolo alla modernizzazione, ma anche e soprattutto per far sì che il personale diventi la chiave per il successo delle riforme, è fondamentale che le riforme stesse prevedano, come parte della strategia di implementazione, anche un'adeguata politica di formazione. In Italia la formazione dei dipendenti non ha finora rivestito un ruolo di grande importanza nella P.A., né per quanto riguarda le strutture per la formazione, né per quanto riguarda i fondi destinati ad essa. In Austria e in Germania, invece, la formazione di base è obbligatoria per tutti i dipendenti pubblici, e si svolge in apposite accademie per la pubblica amministrazione che esistono sia a livello federale che di Bundesland. Questa formazione di base obbligatoria va da un minimo di 45 giorni di corso per il personale di segreteria (in Austria), per arrivare ad un massimo di tre anni per la preparazione di diplomati che iniziano la loro attività nella pubblica amministrazione (in Germania); durante questi tre anni, si alternano periodi di sei mesi di lezioni in aula con altrettanti periodi di stage presso enti pubblici. Sempre in Germania, anche i laureati, per intraprendere la carriera direttiva, devono completare in regola due anni di formazione. Una durata ancora più lunga, e precisamente di 27 mesi, è invece prevista per la formazione dei futuri dirigenti all'Ecole Nationale d'Administration, la famosa ENA di Parigi. In Italia - e così anche nella provincia di Bolzano - una formazione sistematica e obbligatoria per dipendenti pubblici rappresenta l'eccezione, e non la regola, e le strutture specializzate (Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, Scuola Superiore del Ministero degli Interni, ecc.) sono poche e riservate ad un'elite di quadri o dirigenti. Su incarico della Giunta provinciale l'Accademia Europea di Bolzano ha quindi elaborato un progetto per la creazione di una scuola superiore di amministrazione. Questo progetto prevede l'istituzione di corsi di base per i profili professionali più tipicamente amministrativi del IV°, VI° e VIII° livello. Sono previsti inoltre corsi specifici di management per direttori d'ufficio e di ripartizione. I corsi di base sono organizzati per moduli che affrontano le seguenti tematiche:
- tecniche di lavoro
- pratica amministrativa
- principi di economia aziendale
- informazione e comunicazione
- project management (solo per laureati)
La partecipazione ai corsi è prevista per tutti coloro che hanno appena vinto un concorso e sono quindi entrati in ruolo, ma è possibile anche l'istituzione di cosiddetti corsi-concorsi, in cui il successo nell'apprendimento diventa elemento di qualifica e criterio di selezione. I corsi di management sono invece rivolti ai direttori già in carica, e hanno lo scopo di trasmettere gli strumenti tipici del management pubblico, di appoggiare l'implementazione delle riforme di cui sopra al fine di garantirne il successo e di diffondere una cultura nuova nella gestione di strutture pubbliche così da realizzare la visione del Piano provinciale di sviluppo secondo la quale "i dirigenti, elementi decisivi per lo sviluppo dell'amministrazione, devono essere soprattutto dei manager, con tutte le relative competenze e i requisiti necessari, quali flessibilità, efficienza e zelo; essi fungono solo in secondo luogo da esecutori di leggi e regolamenti" (LP 3/95). Per quanto riguarda la metodologia d'insegnamento e la didattica, il progetto dell'Accademia Europea va ben oltre l'insegnamento di nozioni prevedendo l'uso di metodologie interattive e un'alternanza di periodi di studio con periodi di lavoro in modo da permettere una verifica immediata degli strumenti acquisiti. Il corpo docente sarà formato soprattutto da esperti provenienti dall'Amministrazione stessa che saranno appositamente preparati all'attività didattica. Ciò permetterà un contatto più vivo e immediato con quelli che saranno poi i problemi da affrontare nella realtà lavorativa quotidiana. L'istituzione di una scuola superiore di amministrazione, che nella provincia di Bolzano, date le dimensioni, potrebbe diventare un punto di riferimento per tutti i tipi di enti locali, costituisce l'espressione della volontà politica di avvicinare quest'area di confine agli standard europei di formazione nel settore pubblico, creando i presupposti per un'efficace implementazione delle riforme e valorizzando quel 9% della popolazione che lavora nella P.A.
Seit Beginn der 90 Jahre wurden in der öffentlichen Verwaltung in Italien eine Reihe von grundlegenden Reformen eingeführt, damit der Wirtschaftsstandort Italien konkurrenzfähig und damit der Lebensstandard der letzten Jahrzehnte erhalten bleibt. Damit Reformen dieser Tragweite jedoch greifen können, ist es unerläßlich, daß diejenigen, die sie tragen und verkörpern sollen - also die Mitarbeiter der Verwaltung, vor allem die Führungskräfte - entsprechend aus- bzw. weitergebildet werden. In Italien - das gilt auch für Südtirol - hat eine systematische und Aus- und Weiterbildung der öffentlichen Bediensteten bisher gefehlt. Auf dieser Basis hat die Europäische Akademie Bozen den Auftrag erhalten, ein Konzept für eine Verwaltungsakademie zu erstellen. Verwaltungsakademien haben im deutschsprachigen Raum - aber wie das Beispiel der Kaderschmiede ENA beweist, auch in Frankreich - eine langjährige Tradition. Dort ist die Aus- und Weiterbildung auch dienstrechtlich verankert. An diesen Modellen wird sich eine Verwaltungsakademie in Südtirol ausrichten und somit ein entscheidender Faktor in der Höherqualifizierung des öffentlichen Dienstes in Südtirol werden.
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