|
Academia 12
Home |
Press |
Academia |
12 |
artikel9
Riflessioni intorno alla fine del secondo millennio
prof. Giuseppe Farias
A partire dal 24 settembre 1997 e per tutto il 1998 avranno luogo i seminari di sociologia delle scienze "Riflessioni intorno alla fine del secondo millennio" a cura del prof. Giuseppe Farias. Interessato da tempo ai problemi dell'unità e della complessità dei rapporti tra le varie aree della ricerca scientifica, il relatore cerca di abbracciare, in termini unificanti, il significato culturale delle diverse discipline scientifiche, proponendo un ciclo di seminari condotti sul piano di una aggiornata sociologia delle scienze, con un'informazione non finalizzata pregiudizialmente ad una particolare scuola di pensiero. Nel seguente contributo il prof. Farias delinea brevemente i contenuti che verranno trattati nel corso del seminario.
Der Archipelagus [...] Immer, Gewaltiger! Lebst du noch und ruhest im Schatten Deiner Berge, wie sonst; mit Jünglingsarmen umfängst du Noch dein liebliches Land, und deiner Töchter, o Vater! Deiner Inseln ist noch, der blühenden, keine verloren. Kreta steht und Salamis grünt, umdämmert von Lorbeern, Rings von Strahlen umblüht, erhebt zur Stunde des Aufgangs Delos ihr begeistertes Haupt, und Tenos und Chios Haben der purpurnen Früchte genug, von trunkenen Hügeln Quillt der Cypriertrank, und von Kalauria fallen Silberne Bäche, wie einst, in die alten Wasser des Vaters. Alle leben sie noch, die Heroenmütter, die Inseln, Blühend von Jahr zu Jahr, und wenn zu Zeiten, vom Abgrund Losgelassen, die Flamme der Nacht, das untre Gewitter, Eine der Holden ergriff, und die Sterbende dir in den Schoß sank, Göttlicher! Du, du dauerstest aus, denn über den dunkeln Tiefen ist manches schon dir auf und untergegangen. [...]
Friedrich Hölderlin (1770-1843)
I versi 9-24 dall'inno di Hölderlin "Der Archipelagus" invitano ad un'analogia tra l'arcipelago geografico, con le sue isole ed il suo mare azzurro, e quello culturale, con le sue antiche isole letterarie, filosofiche, teologiche, e le nuove isole della scienza, della tecnologia e della ecologia, dando concretezza ed evidenza ai concetti di molteplicità e di unità. Ma attenzione, l'arcipelago non è un insieme di isole, messe in risalto dal mare blu che le circonda, ma l'unità di mare ed isole alla quale Hölderlin conferiva, all'inizio del 1800, una valenza storica apocalittica perché in essa aveva avuto inizio il processo epocale, irrevocabile, del mito degli dei, della tragedia e dell'amore per la filosofia. Anche una Università è un arcipelago, con i vari dipartimenti e le varie discipline. E non si crea un'università mettendo insieme delle iniziative slegate e trascurando il contesto culturale dal quale esse debbono trarre risalto ed unità. Anche ciascuno di noi è un arcipelago purché alla molteplicità dei rapporti familiari, professionali, culturali e politici si dia unità con una vera presa di coscienza del proprio io.
I primi sei seminari riguarderanno le discipline con le quali noi cerchiamo di organizzare la conoscenza del mondo esterno; i secondi sei le principali attività che fanno riferimento all'uomo che, in quanto libero, commercia, si organizza in comunità, è poeta, insegue il bene e cerca di unificare la verità del tutto, logicamente e nel proprio linguaggio, chiedendosi il significato del proprio vivere. Sin dal primo seminario avremo i primi indizi della svolta epocale che attualmente viviamo: 1) la conquista irreversibile del metodo delle scienze empiriche; 2) la consapevolezza della storicità di qualsiasi processo umano. Ci servirà un esempio: la determinazione del rapporto tra la lunghezza del confine di un cerchio, la circonferenza, ed il suo diametro. Proseguiremo con la svolta epocale della matematica avvenuta nell'800 con la scoperta e l'invenzione delle geometrie non-euclidee. Entrato in crisi il metodo di Euclide, entrarono in crisi le discipline che ad esso si conformavano metodologicamente. Il seminario successivo sarà destinato a far vedere che la matematica è l'unico linguaggio con il quale si possono conoscere il macro ed il microcosmo, uscendo dalla nostra esperienza "locale" e determinando una catena di inimmaginabili conseguenze sociali: all'inizio del '900 sono già evidenti l'eliminazione dell'energia muscolare, il calo degli occupati nell'agricoltura e la mondializzazione delle guerre e della politica. Dopo pochi decenni la Terra è fotografata dalla Luna: è veramente una sfera finita, dalle risorse finite, e tutto quello che facciamo, scorie radioattive comprese, ricade su questa sfera. Del sistema terra ci occuperemo nel sesto seminario dopo avere affrontato, nel quinto, le discipline biologiche che, digerito quanto accumulato in matematica, fisica e chimica, studiano ora il come e il perché una molecola riesce a dare una copia di se stessa, il come e il perché una cellula si riproduce mentre sono già a tutti evidenti le ricadute di carattere tecnologico: le biotecnologie, in campo agricolo, industriale, medico. Finiremo constatando che le prime sei isole culturali non sono indipendenti l'una dall'altra e che la loro gestione risulta particolarmente complessa ed impegnativa.
A quel punto ci concederemo un significativo intermezzo sul rapporto che l'uomo ha con il mondo e con sé stesso. I titoli dei secondi sei seminari ripetono con monotonia la parola attività. Se nei primi sei c'è infatti lo sforzo di trovare ciò che nel fluire dei fenomeni rimane identico: le leggi che guidano i fenomeni e in definitiva l'accettazione del principio di identità e l'esistenza di invarianti, nei secondi sei la ricerca degli invarianti deve fare i conti anche con la libertà dell'uomo e tenere presente costantemente il principio di non contraddizione: un vero negoziante non vende per guadagnare e, al tempo stesso, per non guadagnare, vende solo per guadagnare o per perdere, se non ci sa fare. Il grosso interrogativo che questi seminari mi hanno posto è stato quello della scelta degli esempi necessari per evidenziare il cambiamento epocale di ciascuna disciplina. Per le attività economiche ho pensato ad un celebre lavoro di Rostow sul confronto dello sviluppo dell'economia nei vari Paesi, mentre per le attività politiche ho pensato di scegliere i cambiamenti che investono il concetto di Stato. Quando, 30-40 anni fa, andavo a raccogliere funghi mai avrei pensato di essere coinvolto nella radioattività di Chernobyl: ero al riparo del confine del Brennero. Quando l'extracomunitario mi offre la penna Bic, mi vien da pensare che non vivo più in mezzo ad un popolo ma ad una popolazione. Mi chiedo anche talvolta dove sia andata a finire la sovranità degli stati. Finiremo infine affrontando le attività artistiche, morali e filosofiche: una triade che ho messo in quell'ordine con riferimento a considerazioni culturali che è impossibile anticipare.
Non è mia intenzione offrirvi delle lezioni, ma solo attirare la vostra attenzione sullo status quo delle varie discipline e sull'unità della cultura. Occorre però che io dica subito, e con fermezza, che il processo di acculturazione non è un processo spontaneo. L'uomo è spontaneamente curioso, ma solo deliberatamente è un ricercatore conscio, intelligente, razionale, metodico. Siamo entrati in una fase della vita dell'umanità in cui è più che mai evidente che l'autoappropriazione della verità è un impegno personale. Si può decidere di vivere a livello di senso comune e correre il rischio di vivere la vita che altri ci preparano o impegnarsi a farlo in modo intelligente e consapevole. Quando avremo portato a termine questo volo sull'arcipelago avremo probabilmente più chiaro il significato di questo dilemma. "Sempre o Possente. Tu vivi e riposi nell'ombra / dei monti tuoi, ancora, e stringi tra giovani braccia / il paese che ami, e delle tue figlie nessuna, / le isole, le fiorite, o padre, nessuna è perduta. / [...] / Vivono tutte ancora le isole madri di Eroi, / ogni anno rifioriscono...".
Prof. Giuseppe Farias, ha insegnato matematica e fisica, ex assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Bolzano, ex Ispettore per la Formazione Professionale in Lingua Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano
- Introduzione
Metodo e storicità nel processo di auto-appropriazione della conoscenza Esempio della determinazione del rapporto tra la circonferenza ed il suo diametro: Ð
- Matematica: nostra invisibile cultura.
Il passaggio dalla geometria euclidea alle geometrie non-euclidee.
- Matematica e mondo fisico
a) verso il macrocosmo (relatività); b) verso il microcosmo (meccanica quantistica).
- Sienze fisiche e tecnologia.
Storicità del rapporto e la loro ricaduta sociale. Il caso dell'elettromeccanica, dell'elettronica e della fotonica.
- Il mondo biologico.
L'origine della vita. L'evoluzione biologica. Il codice genetico. L'entropia ed il pianeta Terra.
- Il sistema Terra.
La finitezza delle risorse. La ricaduta delle attività dell'uomo sulla Terra che abita. Le biotecnologie.
- L'uomo.
Il rapporto dell'uomo con il mondo. L'uomo nell'attuazione di sé.
- Le attività economiche.
Gli stadi che hanno caratterizzato lo sviluppo economico dei popoli.
- Le attività politiche.
Il variare dei concetti fondamentali che caratterizzano lo stato: territorio, popolo e sovranità.
- La verità nella "testimonianza" dei poeti.
Le attività morali.
- L'esperienza del valore, della libertà e del diritto.
Le attività filosofiche.
- Conoscere ed essere.
Le attività teologiche.
- Due millenni d.C.: prospettive di una "rinnovata" riflessione teologica.
Mit 24. September 1997 beginnt die Vorlesungsreihe "Denkanstöße an der Schwelle zum dritten Jahrtausend" unter der Leitung von Prof. Giuseppe Farias. Prof. Farias, Mathematik und Physikprofessor, ehemaliger Gemeindeassesor für Bildungswesen und Landesinspektor für Berufsausbildung in italienischer Sprache, interessiert sich seit längerer Zeit für die vielfältigen Beziehungen zwischen den unterschiedlichen kulturellen Forschungsbereichen. Mit dieser Vorlesungsreihe im Bereich der "Soziologie der Wissenschaften" will er "Denkanstöße" zur aktuellen kulturellen Dimension des sozialen Lebens geben. Diese "Denkanstöße" haben allgemeinen Charakter und wollen insbesondere die kulturelle Bedeutung der wichtigsten wissenschaftlichen Disziplinen ausleuchten; inhaltlich wurde daher bewußt kein Raster bekannter Denkschulen gewählt.Die 13 Seminare werden einmal im Monat, jeweils am letzten Mittwoch, von 17.30 bis 20.00 Uhr, am Akademie-Sitz in der Drususallee 12/a, stattfinden und voraussichtlich das ganze Jahr 1998 dauern. Die Teilnehmerzahl ist beschränkt.
|
|