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Dialetto sudtirolese e insegnamento della seconda lingua in Alto Adige: due proposte didattiche
di Daniela Veronesi Knapp, Alfred; Gruber, Justine; Colleselli, Toni: Hoi Hanni. Hörverständnisübungen zum Südtiroler Deutsch. Con un saggio di Franz Lanthaler, Merano, Alpha&Beta, 1996. Con il contributo dell'ufficio bilinguismo, Assessorato per la scuola e cultura italiana.
Mannarini, Raffaele: Strumenti e funzioni della lingua. Grammatica italiana con confronti fra italiano, tedesco e dialetto sudtirolese, Bolzano, Praxis 3, 1997. Progetto a cura dell'Istituto Pedagogico per il gruppo linguistico tedesco.
Dialetto sì, dialetto no: rispetto alla lingua standard, tradizionalmente il dialetto è stato visto come un ostacolo all'apprendimento o come un sistema linguistico meno prestigioso e carente nei mezzi espressivi; in tempi recenti, tuttavia, la sociolinguistica ne ha sottolineato il valore affettivo e comunicativo per il parlante, accettando la sua esistenza e funzionalità accanto alla lingua 'alta'. Un simile orientamento sembra essere accolto anche in glottodidattica, dove si sta assistendo ad un recupero del dialetto sia in termini di lingua d'uso (soprattutto parlata) che coesiste con la lingua ufficiale, sia in termini di bagaglio culturale del discente su cui si innesta l'apprendimento. E’ una strada che sembra essersi aperta recentemente in una situazione di plurilinguismo come quella dell'Alto Adige e della quale, con le due proposte didattiche qui presentate, si sperimentano le possibilità.
'La risposta è assai semplice:come ogni altra lingua!' Con questo approccio pragmatico, oltre che teoricamente fondato, la scuola di lingue Alpha&Beta propone agli italofoni residenti in Alto Adige - per i quali la parlata sudtirolese rappresenta non raramente una difficoltà ulteriore nell'apprendimento del tedesco - Hoi Hanni, un corso di comprensione orale composto da un libro di testo, un'audiocassetta contenente 15 registrazioni e un volume che riporta le corrispondenti trascrizioni e le chiavi degli esercizi. Non si tratta, come sottolineano gli autori stessi nella presentazione, di un'opera che voglia sostituirsi ad altri libri di testo o all'insegnamento 'tradizionale' del tedesco; si tratta piuttosto di uno strumento con cui colmare la differenza tra tedesco standard e varietà sudtirolese, e con cui avvicinare chi impara il tedesco (anche) alla lingua parlata di questa terra. Il corso è pensato come materiale integrativo nell'insegnamento scolastico del tedesco come seconda lingua, ed è utilizzabile anche nell'insegnamento ad adulti interessati al sudtirolese. E’ strutturato in 15 unità didattiche centrate su un testo orale, per il quale vengono proposte una serie di ascolti globali focalizzati alla comprensione generale (Verstehen) ed una serie di ascolti parziali dove l'attività mira all'analisi formale (a livello di morfologia, sintassi, funzioni comunicative, nella sezione Analysieren) e al confronto con il tedesco standard (Vergleichen). La metodologia didattica applicata, ampiamente illustrata nell'introduzione per l'insegnante, fa leva sul lavoro di coppia e di gruppo, sul confronto e sul costante scambio di informazioni tra gli studenti stessi, seguendo così i più recenti orientamenti glottodidattici che fanno della cooperazione tra pari grado, dell'apprendimento autonomo e della figura dell'insegnante 'consulente' il proprio punto di forza. L'adesione a tali orientamenti si rispecchia anche nella scelta di utilizzare testi autentici non adattati al livello linguistico dello studente e che documentano diverse varietà di dialetto: testi a prima vista (a primo ascolto!) difficili ma comunque affrontati, anche nei minimi particolari, nell'approfondito lavoro di scoperta a cui lo studente viene stimolato nelle fasi di analisi e di confronto.
Completa la raccolta di testi, nei quali si presentano in forma di dialogo e in alcuni casi di monologo (con modalità di conversazione, descrizione, narrazione, ecc.), situazioni comunicative tipiche della vita quotidiana (Wo ist die Mittelschule?, Am Bahnhof, Eine Wanderung, Mein Leben, Wohnungsbesichtigung, Pfiati Papi ecc.) un'appendice con testi di canzoni e poesie, a testimonianza della vitalità del dialetto sudtirolese, ma usufruibili anche come ulteriore materiale per l'ascolto globale e le attività di analisi.
Introduce quest' "avventura linguistica" un breve ma approfondito saggio di Franz Lanthaler sul dialetto in Sudtirolo, nel quale, partendo da una visione del dialetto come sistema linguistico a tutti gli effetti, vengono illustrate le problematiche connesse all'uso del dialetto (delle varietà di dialetto sudtirolese) da un lato e alla sua comprensione e al suo apprendimento dall'altro, tracciando il quadro di una situazione linguistica in cui la complessità può comunque trasformarsi in opportunità, una volta individuati gli strumenti con cui affrontarla.
Hoi Hanni è dunque un invito all'ascolto, un invito ad ‘alzare le antenne’, un modo per far crescere il ‘coraggio’ di sfruttare tutte le occasioni, anche fuori classe , di esposizione alla lingua parlata e , con esso , di soddisfare ‘ il desiderio ed il bisogno di una reale comunicazione tra i gruppi linguistici in Alto Adige’.
Come si intuisce dal titolo, la Grammatica italiana con confronti fra italiano, tedesco e dialetto sudtirolese è specificatamente pensata per l'insegnamento dell'italiano come seconda lingua in Alto Adige. Con quest'opera rivolta a studenti tedescofoni delle scuole medie superiori, si cerca di sfruttare la situazione di diglossia dialetto sudtirolese/tedesco standard (anche se si possono certamente individuare livelli intermedi tra questi due poli) come un punto di forza, utilizzando l'analisi contrastiva tra italiano, tedesco e dialetto per "mettere a fuoco le abitudini linguistiche che i discendenti già possiedono nella loro lingua di partenza (il dialetto) o apprendono successivamente nel tedesco standard" e per "rendere consapevoli all'alunno le differenze fra i tre sistemi linguistici". L'approccio seguito è di tipo "funzionale": non vengono cioè confrontate le strutture linguistiche in quanto tali, ma piuttosto ci si chiede quali strumenti siano usati nelle diverse lingue per raggiungere il medesimo scopo comunicativo (ad es. l'espressione di relazioni causali, la distinzione tra ciò che è reale e ciò che è possibile ecc.). L'autore si rifà in parte alla grammatica di Francesco Sabatini La comunicazione e gli usi della lingua, di cui condivide l'orientamento e di cui adotta la sistematizzazione degli argomenti; obiettivi dichiarati dell'opera, fornire uno strumento che permetta agli alunni uno studio teorico della lingua italiana (con le sue strutture e le sue possibilità d'uso) da affiancare allo studio "applicato"sui testi, dare agli alunni la possibilità di controllo e ampliamento autonomo delle proprie capacità linguistiche, e mettere a disposizione dell'insegnante un sussidio didattico che favorisca la lezione incentrata su criteri comunicativi e pragmatici. La Grammatica italiana è suddivisa in quattro grandi sezioni: Enunciazione di un'azione o di uno stato, Identificazione di rapporti tra frasi o parti del discorso, Diverso rilievo delle informazioni nel discorso ed infine La soggettività del parlante. Nelle prime tre sezioni si procede per capitoli che affrontano i tradizionali argomenti grammaticali (la frase minima, gli elementi aggiuntivi, gli aggettivi, gli avverbi, le congiunzioni, la coordinazione e la subordinazione, l'uso degli articoli, ecc.) cercando di presentarli in un'ottica funzionale, mentre l'ultima sezione adotta come punto di partenza la prospettiva soggettiva del parlante, individuando gli strumenti linguistici utilizzati per alcune funzioni comunicative fondamentali (richiesta cortese ed espressione di desiderio e volontà, opinione personale, dubbio o preoccupazione, contentezza o dispiacere, ecc.). Per quanto riguarda la struttura interna dei singoli capitoli, ogni argomento viene introdotto da un breve testo (i testi, parzialmente adattati, rappresentano diversi ambiti comunicativi) che serve a mettere a fuoco il tema sviluppato successivamente. Seguono l'analisi di alcune parti del testo per chiarire i meccanismi linguistici presi in esame ed alcuni esercizi (riconoscimento di strutture, trasformazione, traduzioni, ecc.) per verificare la comprensione di quanto letto in precedenza. Ogni capitolo è inoltre corredato, per i singoli argomenti, dalla sezione Analisi contrastiva, dove si mettono a confronto italiano, tedesco standard e dialetto (si tratta qui del cosiddetto "Ausgleichsdialekt" espressione di "una sorta di adeguamento linguistico reciproco dei sudtirolesi, di fatto la lingua di comunicazione tra dialettofoni delle più varie provenienze della nostra provincia") collegando in tal modo i nuovi contenuti con "i mezzi espressivi già posseduti dall'allievo". L'attenzione del discente viene qui portata, ad esempio, sul diverso modo di focalizzare un elemento all'interno della frase, sulla corrispondenza funzionale tra costruzione passiva in tedesco e l'uso passivante o impersonale del pronome "si"., o, ancora, sulla resa del gerundio in tedesco, sulle differenze tra tedesco/dialetto e italiano nel sistema dei tempi verbali ecc., sottolineando quando necessario le particolarità del dialetto rispetto al tedesco standard. E' un modo diverso di fare grammatica, quello che viene proposto dall'autore? Il testo di Mannarini non sembra spingersi ancora a fare dello studente di scuola media superiore il centro assoluto di un processo di scoperta e di autoappropriazione dei contenuti. Va sottolineato tuttavia che l'approccio funzionale alle strutture permette di avvicinarsi ad esse in maniera più efficace e concreta, e che quest'opera, puntando sull'ipotesi contrastiva (intesa come presa di coscienza e valorizzazione del già conosciuto per giungere più facilmente al non-conosciuto) e recuperando il ruolo del dialetto nell'apprendimento, apre senza dubbio prospettive interessanti per la didattica dell'italiano come seconda lingua in Alto Adige.
Hoi, Hanni e Strumenti e funzioni della lingua: due percorsi didattici rivolti a pubblici diversi ma che si collocano entro la medesima situazione linguistica, ognuno dal proprio punto di vista e con le proprie problematiche e specificità. Proprio di queste cercano di tener conto e di dar ragione i due volumi presentati, l'uno affiancando ed integrando la lezione di tedesco, l'altro fornendo le basi strutturali per la lezione di italiano. E lo fanno con un'impostazione didattica che, pur inserendosi nello stesso quadro di riferimento teorico, si concretizza in realizzazioni in parte diverse, forse anche in considerazione del tipo di attività previste e degli obiettivi posti: lo sviluppo della competenza ricettiva partendo dal contenuto e arrivando a strutture e funzioni da un lato, e la riflessione contestuale su strutture e funzioni in vista di un lavoro successivo con i testi dall'altro.
Dott.ssa Daniela Veronesi, ricercatrice dell'area scientifica "Lingua e diritto" dell'Accademia Europea di Bolzano
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