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Studienbegleitende Fremdsprachenausbildung: l'esperienza dell'Università di Regensburg
di Stefania CavagnoliL'università di Regensburg, nella Baviera orientale, ha ormai una storia di quasi trent'anni. Offre ai 25.000 studenti quasi tutti i corsi di laurea tradizionali (da alcuni anni anche tutto il corso di medicina), ad eccezione di architettura e ingegneria ed è collocata, in forma di campus americano, di fianco ad una Fachhochschule con corsi di laurea breve in economia e ingegneria. L'attenzione al problema delle lingue è sempre stata presente nelle facoltà, e ciò è dimostrato anche dall'offerta, oltre che di corsi di laurea in quelle "canoniche" (inglese, francese, spagnolo, italiano), anche di corsi nelle lingue slave. Ma l'insegnamento linguistico non si limitava neppure prima della creazione di un polo linguistico alle sole facoltà linguistiche: per esempio, la facoltà di giurisprudenza offriva già prima corsi di lingua e di introduzione agli altri sistemi giuridici. Sicuramente una molla che ha fatto scattare l'introduzione di tali corsi è stata la costruzione di sempre maggiori reti di mobilità e scambio di docenti e studenti (come per esempio i programmi Lingua/Erasmus, ora Sokrates) fra le università straniere. Per questo motivo si è sentita sempre più l'esigenza di poter offrire agli studenti una salda preparazione linguistica, non pesando più sui corsi per studenti di lingue, già strapieni e soprattutto pensati su un altro gruppo di destinatari. Mentre nei primi semestri i corsi erano inquadrati nelle diverse facoltà (p.e. italiano per giuristi a Giurisprudenza) dal 1990 sono stati inseriti in un progetto generale di apprendimento generale riguardante tutte le facoltà.
La Studienbegleitende Fremdsprachenausbildung SFA (corsi di formazione linguistica per studenti di tutte le facoltà) è nata ufficialmente nel 1990 come struttura autonoma (seppur nominalmente inquadrata nella Philosophische Fakultät IV), di supporto e a disposizione degli studenti di tutte le facoltà. Si differenzia cioè sia per numero di ore che per offerta didattica dai corsi per linguisti di cui sopra che infine per i destinatari a cui si rivolge. Essa è coordinata da un comitato per l'apprendimento delle lingue di cui fanno parte 3 rappresentanti della Facoltà di lingue (un anglista, un romanista, uno slavista), un rappresentante di ogni Facoltà in cui si svolgono corsi di linguaggi specialistici (economia e giurisprudenza) e un rappresentante del laboratorio linguistico. Il comitato nomina al suo interno una commissione, che resta in carica quattro semestri ed è formata da un presidente e da due altri membri e che ha lo scopo di preparare il materiale e le decisioni del Consiglio. La direzione operativa della struttura è in mano ad un lettore assunto a tempo pieno e contratto a tempo indeterminato, che si divide fra otto ore di insegnamento e circa 20 di amministrazione. I suoi compiti sono concettuali e organizzativi, oltre che didattici: dopo aver elaborato, insieme agli altri lettori (uno per il francese, uno per lo spagnolo e uno per l'italiano) un sillabus di tappe e contenuti per l'apprendimento delle lingue (che viene aggiornato di tanto in tanto se ci sono cambiamenti significativi e eventualmente sulla base di esperienze concrete di insegnanti e studenti), il suo lavoro consiste nella programmazione semestrale dei corsi, nell'applicazione logistica (locali, orari), nel reclutamento di incaricati e nella gestione delle nomine, nella distribuzione di certificati ... Gli altri lettori (che attualmente sono assunti con contratto a tempo determinato e part-time) si occupano di coordinare gli incaricati per la loro lingua, di progettare i corsi e di suddividerli a seconda delle esigenze degli studenti e degli insegnanti (e questo grado di flessibilità permette anche di sperimentare nuove attività per un semestre), oltre che naturalmente di insegnare otto ore alla settimana.
La SFA è collegata al laboratorio linguistico dell'università, dal quale ha un supporto di tipo tecnico (utilizzo di locali, di materiali audio, di registratori) e, per motivi storici, all'Akademisches Auslandsamt, che coordina tutti gli studenti stranieri temporaneamente iscritti all'università di Regensburg. Questo legame è sicuramente positivo sia per l'inserimento degli stranieri nei corsi di lingua che per lo scambio che avviene con gli studenti tedeschi in partenza per altre università straniere.
I corsi offerti all'SFA sono suddivisi in due indirizzi: quelli di lingua generale e quelli di linguaggi specialistici. I corsi di lingua generale si articolano in due livelli (principianti e progrediti) che prevedono entrambi tre moduli. Anche per i corsi di linguaggio specialistico (finora attuati solo presso la Facoltà di Giurisprudenza e quella di Economia) si assiste ad una divisione in due blocchi e un'ulteriore suddivisione in sei moduli, alcuni dei quali hanno però carattere accessorio.
Ogni modulo corrisponde ad un corso semestrale (due ore alla settimana), o in alternativa, ad un corso intensivo, che si svolge prima dell'inizio di ogni semestre, con lo stesso numero di ore e lo stesso programma svolto nel corso di un semestre (questo vale solo per i corsi di lingua generale). Condizioni per accedere ai corsi sono quelle di essere studente (ma si accettano anche uditori, basta che siano iscritti come tali all'università) e, a seconda del corso in cui si vuole entrare, di avere le conoscenze linguistiche previste. Per quasi tutte le lingue (con l'esclusione dell'inglese) vengono offerti corsi per principianti assoluti e si è deciso di non introdurre un test d'ingresso, ma solo un colloquio (facoltativo) con il lettore nei casi dubbi. Altrimenti la consulenza avviene tramite il personale dell'SFA al momento dell'iscrizione ai corsi. Per quel che riguarda l'italiano, per esempio, sono effettivamente pochi i casi dubbi, in quanto la maggioranza degli studenti segue il percorso "prescritto" e solo chi ha già acquisito conoscenze in altri luoghi può avere qualche difficoltà a trovare un corso equivalente alla sua formazione.
Secondo il regolamento dell'SFA, inoltre, esiste sempre la possibilità di sottoporsi agli esami finali (uno per semestre) pur non avendo partecipato al corso in oggetto, così come quella di frequentare un corso successivo pur non essendo stati in grado di raggiungere il certificato (Schein) di quello precedente (la validità didattica di questa misura giuridica andrebbe probabilmente discussa ...). I contenuti dei corsi sono definiti in un "sillabus", che illustra gli obiettivi da raggiungere a livello grammaticale. Si può riassumere indicando che nei primi tre semestri si deve completare in classe la spiegazione della grammatica, cosa che non vuole purtroppo dire la già avvenuta assimilazione da parte degli studenti, mentre negli altri due semestri si procede alla fissazione della conoscenza linguistica.
Diversa la situazione per i corsi di linguaggio specialistico, che presuppongono la frequenza del primo blocco A (tre semestri) o conoscenze parificate. Non esistono condizioni per quel che riguarda il semestre di studio, e questo porta spesso a difficoltà didattiche (contenuto verso lingua) che in quest'occasione non possono venir approfondite. (cfr. Academia 11)
I corsi specialistici hanno come obiettivo principale quello di dare gli strumenti agli studenti per essere in grado di leggere e capire un testo giuridico in lingua straniera. Il lavoro sui testi porta all'acquisizione delle abilità di lettura, indispensabili per un corso di linguaggio giuridico e specialistico in generale proprio per l'esigenza di saper leggere in ambito professionale testi in lingua straniera. Questo sistema non vale però per tutte le lingue e si differenzia di solito anche in base al sistema giuridico (cfr common law).
Accanto ai corsi di linguaggio vengono proposti corsi di introduzione al diritto del paese in questione, alternando diritto civile e pubblico. Questi corsi hanno un obiettivo diverso dagli altri, ma complementare, in quanto aiutano lo studente ad inserirsi nella materia che incomincia a studiare da diversi punti di vista. Il numero dei corsi proposti dall'Università di Regensburg ha finora soddisfatto le aspettative degli studenti e potrebbe servire da modello per altre strutture universitarie: quello che ancora manca è forse un'ulteriore differenziazione a livello di offerte. Si potrebbe pensare per esempio ad istituzionalizzare i corsi di preparazione ai soggiorni all'estero (già sperimentati nella Facoltà di Economia prima dell'invio di studenti in America); si potrebbero offrire altri corsi di lingua giuridica limitata a determinati settori del diritto. Anche a proposito della gestione del personale si potrebbe o meglio, si dovrebbe, occuparsi di più della formazione degli insegnanti, proponendo corsi di aggiornamento a livello sovrauniversitario o appoggiandosi ad altre istituzioni; questo risolverebbe il problema della ricerca affannosa di docenti qualificati per un corso di lingua specialistica che sono spesso mancanti di uno dei due elementi, quello linguistico o quello giuridico. Da poco sono iniziate attività di questo tipo, che hanno l'ulteriore scopo di avvicinare fra loro i docenti (e visto il sistema adottato, che si basa su incarichi semestrali, pagati ad ore, i docenti altrimenti non hanno scambi fra loro).
Ultimo punto che qui va toccato è quello del rapporto con i professori e con la ricerca in ambito didattico: finora esso è limitato all'iniziativa personale del docente e, viste le condizioni contrattuali, molto difficile da realizzare in modo costante e uguale per tutto il personale docente; è perció ritenuto insoddisfacente.
Un esempio per le prospettive che derivano dalla collaborazione di didattica e ricerca e di varie discipline a Regensburg è rappresentato dal corso integrativo "Boemicum", organizzato in collaborazione dalle Facoltà di Giurisprudenza, Economia, Scienze politiche, Storia e Lingue (istituto di Slavistica). Questo corso, aperto a 50 studenti all'anno, offre una formazione interdisciplinare con l'obiettivo di preparare ad un'attività lavorativa interculturale tra la Germania e la Repubblica Ceca, fornendo le più importanti informazioni sulla realtà socio-economica e giuridico-politica del paese confinante oltre che una preparazione linguistica. Tali esempi potrebbero essere applicati anche in altre realtà di confine, come in Alto Adige, dove il contesto linguistico-culturale si presta ad essere più aperto verso altre realtà.
Dr. Stefania Cavagnoli, ricercatrice nell'area scientifica "Lingua e diritto" dell'Accademia Europea di Bolzano
Die erst seit wenigen Jahren bestehende, aber erfolgreich arbeitende Studienbegleitende Fremdsprachenausbildung (SFA) an der Universität Regensburg steht im Mittelpunkt des Beitrages. Dreißig Jahre nach ihrer Gründung bietet die Universität Regensburg rund 25.000 Studenten ein reichhaltiges Studienangebot: mit Ausnahme der technischen Fakultäten sind alle traditionellen Fächer vertreten, seit kurzem auch Medizin. An der Fakultät für Sprachwissenschaften werden neben Englisch, Französisch, Spanisch und Italienisch auch slavische Sprachen unterrichtet. Aufgrund der zunehmenden Studenten- und Dozentenmobilität, gefördert durch europaweite Austauschprogramme, wurden auch an einigen weiteren Fakultäten Fremdsprachenkurse mit fachspezifischen Schwerpunkten angeboten. Anfang der 90er Jahre wurde dieses Angebot gebündelt und im Rahmen der SFA vereinheitlicht. Aufbauend auf Grundkurse, werden nun spezifische fachsprachliche Aufbaukurse für verschiedene Fächer angeboten und entsprechende Zertifikate verliehen. Der Beitrag beschreibt Angebot, Kursaufbau und Organisation der SFA.
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