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Giurista d'impresa: offerta didattica specializzata nelle università italiane
di Jens Woelk
Prendendo spunto dalle esperienze e sperimentazioni tedesche appena descritte nonché dalla necessità di rispondere a nuove esigenze di lavoro che richiedono una preparazione non soltanto giuridica, l'intervento seguente fa un breve cenno all'offerta didattica in materia di formazione di giuristi d'impresa in Italia discutendo poi l'utilità di una simile offerta.
Anche in Italia c'è una crescente domanda di giuristi con una solida preparazione economica (e viceversa) alla quale si deve rispondere con una formazione che si basa su un innovativo approccio pratico di professionisti dotati di competenze e sensibilità interdisciplinari. La situazione italiana si mostra per alcuni versi abbastanza diversa da quella tedesca: non esiste la bipartizione istituzionale tra università e Fachhochschulen (scuole parauniversitarie), ma tutti i corsi di studio - laurea, diploma universitario, specializzazione - vengono offerti dalla stessa istituzione università. Conseguentemente non c'è da aspettarsi una rivalità tra la formazione giuridica "classica" (laurea) e nuove forme specializzate (diploma universitario). Già oggi in Italia la formazione delle varie professioni giuridiche è molto differenziata (almeno per quanto riguarda la fase pratica dopo la laurea); non esiste quindi l'ideale di un "giurista unitario" ("Einheitsjurist"), caro invece alla Germania. In Italia la fase dello studio universitario serve prevalentemente per la preparazione teorica dello studente, che dopo la laurea si decide per uno dei vari rami professionali. Durante questa fase successiva il laureato in giurisprudenza deve ancora fare, o almeno integrare, le prime esperienze pratiche nella professione scelta. Collegare teoria e prassi già durante il periodo dello studio universitario, per esempio attraverso degli stages in una azienda, sarebbe dunque un approccio innovativo che potrebbe preparare meglio il futuro giurista alla carriera professionale. Questo approccio pratico si presta in particolar modo per la professione del giurista d'impresa, fortemente caratterizzata dal pensiero e da attività interdisciplinari. Per quanto riguarda la preparazione professionale del giurista d'impresa, inserito in un contesto di lavoro economico, sembra quindi proprio necessaria una formazione interdisciplinare, giuridica ed economica, corredata di alcune competenze accessorie indispensabili (lingue e linguaggi specialistici stranieri, nuove tecnologie di comunicazione, competenza sociale in senso ampio e così via). Così si creerebbe un profilo del giurista d'impresa dai contorni ben definiti, profilo non ancora esistente in Italia. A differenza della Germania, dove almeno nei reparti legali delle grandi imprese lavorano spesso degli avvocati, in Italia per i giuristi d'impresa non è possibile l'iscrizione all'albo, in quanto la loro attività è considerata incompatibile con quella dell'avvocato libero professionista. Per questo motivo essi non hanno bisogno di sottoporsi all'esame di stato, che presuppone il praticantato legale. La situazione italiana sembra dunque particolarmente adatta ad un corso di studio (diploma universitario) interdisciplinare con un forte indirizzo pratico che prepari futuri giuristi in modo innovativo al lavoro in una impresa.
Il punto di partenza in termini normativi è il decreto ministeriale del 11 febbraio 1994 sul nuovo ordinamento didattico universitario relativamente al corso di laurea in giurisprudenza, che prevede unicamente questo corso di laurea al quale aggiunge tre diplomi universitari: il diploma universitario di operatore giudiziario, quello di consulente del lavoro nonché quello di operatore giuridico d'impresa. Mentre per il primo è previsto il rilascio esclusivo da parte della facoltà di giurisprudenza, le altre due possono essere rilasciate anche dalle facoltà di economia e di scienze politiche. Varie sono le iniziative che si possono registrare a tale riguardo negli ultimi tre anni: finora corsi di diploma universitario per operatore giuridico d'impresa (con una durata di tre anni) sono stati creati a Genova (140 posti), Ferrara (in corso di attivazione), Macerata (40 posti), Padova (sede di Rovigo, 50 posti) e Salerno. L'obiettivo di questi corsi è fornire le conoscenze giuridiche ed operative necessarie per svolgere l'attività di giurista d'impresa, di amministratore nell'ambito di un'azienda privata, di legale di imprese, di impiegato presso banche e istituti di assicurazione. Il provvedimento ministeriale, relativamente al diploma universitario di operatore giuridico d'impresa, prevede un minimo di quattordici ed un massimo di sedici annualità, una prova di idoneità di conoscenze informatiche di base ed un esame finale di diploma. Il decreto ministeriale predetermina dieci "aree fondamentali" (area del diritto civile; area del diritto costituzionale e diritto amministrativo; area del diritto commerciale; area del diritto comparato, internazionale e comunitario; area del diritto del lavoro e della previdenza sociale; area del diritto penale; area storico-giuridica; area della finanza e della contabilità aziendale; area delle scienze dell'amministrazione; area dell'economia politica). Per ciascuna delle aree, le strutture didattiche rendono obbligatoria almeno un'annualità d'insegnamento (anche divisibile in moduli semestrali). _ inoltre obbligatorio un insegnamento per ciascuna delle seguenti tre aree disciplinari: area dei metodi organizzativi e gestionali dell'amministrazione, area del diritto bancario e del mercato finanziario, area del diritto tributario. In più, per esempio presso l'università di Macerata, è prevista una prova di lingua obbligatoria. Tutti questi esempi riguardano corsi di diploma universitario istituiti da facoltà di giurisprudenza, mentre finora non risultano invece corsi simili offerti da facoltà di economia. Ci sono però da registrare alcune iniziative anche da parte delle facoltà di economia, per esempio: circa quattro anni fa sono stati creati due corsi innovativi alla facoltà di economia della Bocconi, che quest'estate hanno visto le prime lauree. Si tratta del corso di laurea in economia delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni internazionali e del corso di laurea in economia e legislazione per l'impresa. Anche questi due corsi, entrambi a numero chiuso con rispettivamente 150 e 300 studenti iscritti ogni anno, sono caratterizzati dal taglio interdisciplinare e da un'elevata presenza delle materie giuridiche. Mentre il primo corso si propone di formare operatori della pubblica amministrazione e delle organizzazioni internazionali, il secondo corso è stato creato per rispondere al fatto che, sia nel campo delle professioni che nell'attività d'impresa, la conoscenza del diritto è sempre più importante. La preparazione di questo corso è equilibrata tra le due discipline, tanto che con due anni aggiuntivi di studio è possibile laurearsi anche in giurisprudenza. Entrambi i corsi prevedono stage e soggiorni all'estero nonché l'insegnamento di lingue straniere. Il corso di laurea in economia e legislazione per l'impresa prevede tre indirizzi, oltre al piano libero, e precisamente indirizzo in: consulenza economico-giuridica, (libera professione di) dottore commercialista e revisione aziendale.
Sarebbero molti i motivi per cui potrebbe essere interessante l'istituzione di un corso di diploma universitario di operatore giuridico d'impresa (e magari anche quello di consulente del lavoro) presso la facoltà di economia prevista per la Libera Università di Bolzano. La struttura economica dell'Alto Adige, ma anche delle regioni confinanti, con la prevalenza di imprese di piccole e medie dimensioni, spesso impegnate nel commercio anche transfrontaliero, sembra particolarmente adatta per persone con una qualifica interdisciplinare giuridica-economica. I futuri giuristi d'impresa lascerebbero l'università dopo uno studio relativamente breve con questa preparazione specifica, adatta alle esigenze del mercato del lavoro: un corso di giurista d'impresa non porterebbe ad una doppia-qualifica che peraltro allungherebbe ancora la formazione universitaria, ma significa invece un approccio diverso, nuovo per questo contesto di lavoro, proprio per le materie di insegnamento scelte, da entrambe le discipline, tra quelle di maggior interesse ed importanza per le realtà aziendali e per il collegamento tra teoria e prassi già nella prima fase di formazione. Questo approccio sembra ulteriormente favorito dalla tradizione di una formazione pratica professionale (come per esempio l'apprendistato), caratteristica del mondo tedescofono. Per la situazione particolare dell'Alto Adige, a cavallo tra le aree culturali-economiche tedesca ed italiana si dovrebbero prevedere inoltre lezioni sugli ordinamenti dei paesi confinanti e dell'Unione Europea, in particolare sul diritto civile e commerciale e sulla struttura e sul sistema economico dei vicini. Completate da insegnamenti nei linguaggi specialistici economico e giuridico nonché da studi interculturali (per esempio comportamento nelle trattative) un corso di giurista d'impresa potrebbe fornire il bagaglio ideale per le attività commerciali transfrontaliere. Una siffatta preparazione sarebbe probabilmente anche di grande interesse per studenti provenienti dalle regioni settentrionali italiane, dall'Austria e perfino dal Baden-Württemberg o dalla Baviera. Bolzano offrirebbe il contesto sociale (e bilingue) ideale per la sede di un corso di diploma universitario di operatore giuridico d'impresa, che - considerando il carattere internazionale, interdisciplinare e plurilingue di una simile iniziativa - non si inserirebbe soltanto perfettamente negli obiettivi del nuovo ateneo bolzanino, ma sarebbe anche un'occasione per una proficua collaborazione con gli atenei vicini.
Jens Woelk, ricercatore dell'area scientifica "Minoranze ed autonomie regionali" dell'Accademia Europea di Bolzano
Ulteriori informazioni sull'offerta didattica in Italia:
Ausgehend von den im vorhergehenden Beitrag geschilderten Erfahrungen mit der seit wenigen Jahren in Deutschland angebotenen Fachhochschulausbildung "Wirtschaftsrecht" und der Notwendigkeit, neuen Anforderungen des Arbeitsmarktes zu begegnen, wozu im Bereich der Wirtschaft eine rein juristische Ausbildung häufig nicht ausreichend ist, zeigt der kurze Beitrag die wesentlichen Unterschiede und Parallelen zwischen der Situation in Italien und Deutschland auf. Anschließend wird das aktuelle Angebot an italienischen Universitäten (überwiegend an Jurafakultäten) vorgestellt und abschließend die Frage aufgeworfen, ob ein Studiengang "Wirtschaftsrecht" für die Wirtschaftsfakultät der Universität Bozen von Interesse sein könnte.
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