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RAPPORTO ECONOMIA - AMBIENTE: LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN ALTO ADIGE

di Marianna Fumai

Il progetto 'Comunicazione interdisciplinare tra economia ed ecologia in Alto Adige' si propone come ricerca integrata sul complesso rapporto tra la salvaguardia ambientale e lo sviluppo economico in Provincia di Bolzano. Gli obiettivi dello studio possono essere così sintetizzati:
  • definizione del 'modello di sviluppo sudtirolese' come risultato dell'interazione di peculiari caratteristiche geografico-ambientali, istituzionali, storico-sociali ed economiche;
  • riconoscimento e studio degli elementi di equilibrio e di contraddizione tra i settori ambientale e socio-economico di tale modello (esiti valutativi);
  • identificazione di potenziali futuri scenari di evoluzione del modello;
  • contributo scientifico alla ricerca delle soluzioni per uno sviluppo sostenibile dell'Alto Adige (esiti propositivi).
Il gruppo di lavoro è composto da esperti nei settori rispettivamente ambientale, territoriale, economico, sociale ed istituzionale e, all'interno dell'Accademia, vede la partecipazione, oltre che dell'area scientifica "Ambiente alpino", dell'area "Minoranze ed autonomie regionali". La prima fase dello studio, giunta quasi alla sua conclusione, comporta l'elaborazione di rapporti specialistici da parte degli esperti di settore. Il lavoro proseguirà poi con la fase più propriamente interdisciplinare, consistente nello sviluppo di indicatori intersettoriali volti ad esprimere le tendenze evolutive nel rapporto economia-ambiente. Nel seguito dell'articolo si intendono esporre i risultati sino ad ora raggiunti nel settore ambientale.

Il procedimento scientifico applicato è consistito nell'elaborare indicatori quantitativi che, sulla base delle serie storiche dei dati disponibili, permettessero di descrivere lo sviluppo degli impatti antropici e di individuarne i punti di criticità. Si è lavorato a scala comunale e soprattutto provinciale, concentrandosi sulla Provincia di Bolzano, ma analizzando la situazione di aree confrontabili, in particolare del Trentino. Di seguito viene brevemente illustrata la situazione emersa dall'analisi dei dati relativi ad alcuni settori di notevole rilevanza ambientale e paesaggistica.

La gestione dei rifiuti

Il problema dello smaltimento dei rifiuti emerge in Alto Adige in tutta la sua criticità soprattutto a causa della mancanza di superfici disponibili per la localizzazione di discariche. Gli unici sistemi di smaltimento adottabili a lungo termine in Provincia sono quindi la raccolta differenziata e l'incenerimento. A partire dal 1994 si è registrata una netta diminuzione della quantità di rifiuti smaltiti in discarica (Fig. 1) ed un corrispondente aumento della raccolta differenziata e della quantità di rifiuti inceneriti (Provincia Autonoma di Bolzano, 1997). La raccolta differenziata è stata notevolmente incrementata in seguito all'introduzione del nuovo sistema di tassazione dei rifiuti (Verursacherprinzip), che prevede la sostituzione della tassa sui rifiuti con una tariffa proporzionale ai rifiuti effettivamente prodotti. Tale sistema è stato introdotto dal 1993 ad oggi in 79 dei 116 Comuni della Provincia di Bolzano. Non vanno comunque sottovalutati fenomeni quali il 'turismo dei rifiuti', l'abbandono incontrollato di rifiuti nell'ambiente, ecc. Secondo uno studio condotto dalla Provincia nel 1996, il 40% circa dei rifiuti (rifiuti solidi urbani ed assimilabili) smaltiti in discarica è costituito da materiali riciclabili e soprattutto da rifiuti organici. Il maggiore potenziale per un'ulteriore notevole riduzione della quantità di rifiuti non riutilizzati è quindi costituito dal compostaggio della frazione umida e su questo la Provincia intende investire.

La gestione delle risorse idriche

Le risorse idriche della Provincia di Bolzano appaiono soggette ad una pressione antropica particolarmente intensa a causa delle immissioni inquinanti e delle numerosissime derivazioni idriche a scopo idroelettrico, agricolo e per l'innevamento artificiale. Solo i tratti superiori di alcuni corsi d'acqua minori sono allo stato naturale; in tutti gli altri casi sono presenti opere di sistemazione dei corsi d'acqua, che in varia misura ne compromettono la naturalità. Le analisi sulla qualità biologica dei corsi d'acqua (Provincia Autonoma di Bolzano, 1985-1995) dimostrano un generale peggioramento nel periodo 1982-1994 . Dal 1994 ad oggi comunque sono entrate in esercizio alcuni grandi impianti di depurazione che sicuramente porteranno nel breve periodo ad un miglioramento della qualità biologica dei corsi d'acqua.

Il settore energetico

Il consumo energetico in Provincia di Bolzano è strettamente legato alla combustione degli idrocarburi. Seguono in ordine di importanza l'energia idroelettrica, il gas naturale e la combustione del legno (Provincia Autonoma di Bolzano, 1995). Solo l'energia idroelettrica e quella derivante dalla combustione del legno sono prodotte in Alto Adige; il resto, pari a circa il 60%, viene importato. Rispetto agli inizi degli anni Ottanta è aumentato molto l'utilizzo di gas naturale; si è registrato un lieve aumento nei consumi legati alla combustione del legno e degli idrocarburi; è diminuito fortemente il consumo di carbone; quello di energia idroelettrica si è mantenuto pressochè costante e si sono cominciate a sfruttare alcune forme di energia alternativa, come l'energia solare ed il teleriscaldamento. Le reti di teleriscal-damento attualmente in funzione in Alto Adige utilizzano per lo più gas metano e biomassa, mentre fino ad ora non è mai stata utilizzata la combustione dei rifiuti. Per quanto riguarda i diversi settori di attività, il consumo maggiore di energia è legato agli usi domestici, seguono il settore terziario, le attività produttive ed il settore agri- e silvicolturale.

Dal punto di vista ambientale, fondamentale importanza riveste in Alto Adige la produzione di energia idroelettrica. In Provincia esistono 510 centrali idroelettriche. Le grandi centrali con potenza nominale maggiore di 3.000 kW, numericamente pari a 25, producono circa il 93% dell'energia idroelettrica. L'economicità di nuovi impianti sarà in futuro fortemente influenzata dalla politica energetica europea e nazionale. In Alto Adige comunque i contributi provinciali contribuiscono in maniera essenziale a mantenere economica la costruzione di nuovi impianti. La produzione dell'energia idroelettrica è gestita attualmente da ENEL (60%), EDISON, aziende municipalizzate e private; per il 1998 è prevista la creazione di un'unica azienda per la distribuzione dell'energia (SEL).

L’agricoltura ed il paesaggio rurale

Per quanto riguarda gli effetti diretti sulla superficie e sul paesaggio, è l'agricoltura a ricoprire la funzione più importante. L'uso agricolo influenza infatti più o meno direttamente la situazione ambientale su circa il 36% del territorio altoatesino. Se si escludono i pascoli ed i prati permanenti la superficie agraria è costituita soprattutto da frutteti. Dal 1970 al 1995 gli ettari di frutteti sono ulteriormente aumentati, mentre gli ettari di seminativi sono calati in maniera consistente (Astat, 1993). Questi cambiamenti hanno drastici effetti sul paesaggio, conducendo ad un paesaggio rurale sempre più uniforme che si concentra sulla produzione intensiva di frutta (di cui oltre il 95% mele), di uva da vino e sulla produzione foraggiera. Per quanto riguarda le aziende zootecniche, un indicatore molto importante per la stima degli effetti ambientali è il numero di unità bovine adulte per ettaro. Tale indice è aumentato dal 1970 al 1990 del 10%, esprimendo il passaggio da forme di allevamento diffuso, che di fatto coinvolgevano tutte le famiglie contadine, ad un allevamento specializzato praticato in aziende di grandi dimensioni.

Aree protette

Il 35% della superficie dell'Alto Adige è soggetta a vincoli naturali (Parco Nazionale dello Stelvio, 7 parchi naturali, 160 biotopi) o paesaggistici (zone di tutela paesaggistica) per un totale di 260.000 ettari (ASTAT, 1985-1996). Va sottolineato comunque che gli strumenti di tutela della natura e del paesaggio vengono applicati per lo più in zone non soggette ad uso intensivo, cioè principalmente nelle zone montane. Ne consegue che le specie e gli habitat naturali, che hanno la loro naturale localizzazione nei fondovalle, si trovano in una situazione di minaccia. Un ulteriore problema per la conservazione della natura è rappresentato dalla mancanza di superfici di una certa estensione non interrotte da infrastrutture viarie, piste da sci, ecc.

Sviluppo dei trasporti

Negli ultimi vent'anni si è registrata la tendenza ad una mobilità crescente, in particolare sulle strade. Ciò è da mettere in relazione, oltre che agli afflussi turistici, all'aumento del numero di lavoratori pendolari (pari al 30% circa dei residenti in provincia di Bolzano), a sua volta legato alla tendenza verso un modello insediativo che vede la concentrazione delle attività lavorative nei centri e lo sviluppo dell'abitazione nei comuni limitrofi (Astat, 1995). Un aspetto strettamente correlato allo sviluppo dei trasporti è l'inquinamento atmosferico: è ormai riconosciuto infatti che nei paesi dell'Europa occidentale le emissioni provenienti dal traffico veicolare rappresentano l'aspetto principale del problema dell'inquinamento atmosferico (Provincia Autonoma di Bolzano, 1992).

Concludendo dallo studio fino ad ora condotto sono emerse le tendenze evolutive in atto ed alcuni degli aspetti su cui sarà necessario intervenire per assicurare la sostenibilità dello sviluppo. Le conclusioni definitive potranno comunque essere tratte solo a seguito della fase di confronto interdisciplinare con i risultati degli studi sugli aspetti territoriale, economico e sociale.

Dott.ssa Marianna Fumai, ricercatrice dell’area "Ambiente alpino" dell'Accademia Europea di Bolzano

Abstract:
Interdisziplinäre Kommunikation zwischen Ökonomie und Ökologie

Bei dem Projekt „Interdisziplinäre Kommunikation zwischen Ökonomie und Ökologie in Südtirol” handelt es sich um eine interdisziplinäre Studie zum komplexen Thema „Umweltschutz und wirtschaftliche Entwicklung in Südtirol”. Im Rahmen dieser neuartigen Studie werden folgende Ziele verfolgt:
  • das „Südtiroler Entwicklungsmodell” wird aufgrund geographischer, verwaltungstechnischer, geschichtlicher, sozialer sowie umweltrelevanter Charakteristika klar definiert;
  • Übereinstimmungen und Widersprüche zwischen den Bereichen Umwelt und Wirtschaft werden im Rahmen des Südtiroler Modells aufgezeigt und analysiert;
  • mögliche zukünftige Entwicklungen im Rahmen dieses Modells werden aufgezeigt;
  • ein wissenschaftlicher Beitrag zur Lösung des Problems einer „nachhaltigen Entwicklung” in Südtirol soll dargeboten werden
Die Projektgruppe setzt sich aus Experten der Bereiche Umwelt, Raumplanung, Wirtschaft, Sozialwissenschaft und Bil-dungswissenschaft zusammen. Neben dem Bereich „Alpine Umwelt“ wird auch der Bereich „Minderheiten und regionale Autonomien” in die Arbeit dieses interdisziplinären Projekts eingebunden.


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