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La biblioteca del futuro
di Aldo Pirola
Spessissimo ancora, nel subconscio collettivo nostro, le biblioteche si presentano come delle sale monumentali e silenziose, talvolta anche polverose, nelle quali si consultano, con un atteggiamento di venerazione quasi sacrale, i tomi contenenti la quintessenza del sapere umano. I volumi presenti in tali sale sono, ovviamente, collocati secondo un criterio razionale - tentativo talora immane di riprodurre l'universo del sapere - al fine di renderli reperibili; di modo che un sistema complesso di riscontri rende i materiali presenti in biblioteca perfettamente gestibili secondo un sistema di corrispondenze che danno origine agli schedari tradizionali. Tali schedari, come punto di accesso al patrimonio bibliografico, permettevano, per lo più, di reperire i testi da due punti di partenza: l'autore e il soggetto.
La ventata di novità che, dietro la spinta delle nuove tecnologie, sta scuotendo con veemenza la nostra società, si è abbattuta anche sulle biblioteche modificandone radicalmente gli assetti. Nel mondo delle biblioteche infatti si è ormai imposto un nuovo concetto che va sotto il nome di virtualità. Tale termine, mutuato dal lessico inglese, sta ad indicare la potenzialità pura insita in un'organizzazione. Tradotto in termini pratici una biblioteca virtuale è una struttura capace di informare non soltanto su quello che possiede nell'ambito delle sue più o meno ristrette mura, bensì su tutto quello che esiste su un determinato argomento, in qualunque punto del mondo si trovi.
La nuova biblioteca della Libera Università di Bolzano, nasce favorevolissimamente proprio nel momento in cui queste nuove dimensioni stanno diventando realtà. Infatti, l'editoria elettronica e le tecniche multimediali stanno rivoluzionando la scienza e il sapere, offrendo loro strumenti di ricerca sempre più innovativi. Taluni già ipotizzano l'inizio di una nuova era dell'informazione, considerata quasi una nuova "materia prima", la cui portata non è certo inferiore a quella inaugurata da Gutenberg con l'intro-duzione del libro a stampa.
Per meglio comprendere il lavoro che si deve ormai svolgere all'interno delle biblioteche, il cui ruolo è decisamente essenziale nell'ambito dell'informazione, va da sé che l'introduzione delle nuove tecnologie attribuisce un nuovo valore al loro servizio erogato soprattutto in termini di aggiornamento, attualità e completezza, indipendentemente dalle coordinate di spazio e tempo. I due accessi tradizionali, ai quali si è fatto poco fa riferimento, perdono la loro unicità. Le nuove tecnologie infatti permettono in contemporanea una vasta pluralità di accessi. I cataloghi elettronici consentono di individuare i materiali anche partendo dal luogo di edizione, dall'anno di edizione, dal nome dello stampatore e/o dall'editore, dal titolo nella sua integrità oppure anche da singole parole presenti nel titolo stesso allargando ed arricchendo in tal modo il campo di ricerca. Nessuno più dunque si allontanerà sconsolato da una biblioteca semplicemente perché non ricorda con esattezza il nome dell'autore di cui sta cercando l'opera.
Inoltre i nuovi strumenti elettronici si ripercuoteranno con ricadute immediate anche sull'organizzazione e sull'efficienza delle biblioteche. Non che i libri a stampa siano destinati a scomparire, ma certo il loro ruolo viene ad essere integrato dai nuovi strumenti quali le basi dati on line e i CD-ROM, costituiti anche al di fuori delle biblioteche. L'impostazione professionale classica fondata sulla gestione degli acquisti, la catalogazione e la gestione dei cataloghi, con le articolatissime e talora controverse regole che presiedono a queste operazioni viene a perdere la sua ragion d'essere di fronte a queste nuove esigenze. Per usare la terminologia anglosassone, non prevale più il principio del just in case ma quello del just in time, al fine di fornire in tempi rapidi tutta l'informazione disponibile. In definitiva, la biblioteca del futuro può venire paragonata ad un apparecchio telefonico grazie al quale è facilissimo, componendo un apposito numero, mettersi in contatto con una rete locale, nazionale o internazionale.
Perché la biblioteca del futuro possa diventare una finestra sul mondo, è indispensabile che il bibliotecario acquisisca le capacità professionali che gli permetteranno di navigare tra le basi dati in rete e che possieda una vasta conoscenza delle tecniche di elaborazione dei dati. Le risorse anche finanziarie previste per le biblioteche debbono pertanto tener conto di queste nuove istanze oltre che di quelle legate alla costituzione del fondo bibliografico di utilizzo locale. L'impiego ottimale delle risorse bibliografiche umane, economiche ed informative deve costituire l'elemento principale dell'organizzazione futura delle biblioteche. Importante sarà inoltre il rapporto con l'utente del quale il bibliotecario del futuro, come referente di un sistema informativo globale, dovrà sviscerare tutte le esigenze di informazione per orientarle all'utilizzo completo delle potenzialità delle biblioteche.
È questo il futuro che si presenta all'orizzonte della nuova biblioteca della Libera Università di Bolzano: è sincero auspicio di tutti che l'università, come centro di ricerca e di studio, possa svolgere il suo grande ruolo di approfondimento e diffusione del sapere, avendo come campo di azione i confini grandi e ormai divenuti piccoli di questo mondo dove tutto oggi scorre per agevolare la comprensione e la comunicazione tra i popoli.
Dott. Aldo Pirola, direttore della Biblioteca Queriniana di Brescia, responsabile del progetto "Biblioteca della Libera Università di Bolzano"
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