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Tibet: La storia di un popolo

Diario della visita tibetana presso l'Accademia Europea di Bolzano

Tibet: La storia di un popolo

I rapporti tra Cina e Tibet precedenti l'invasione militare del 1950
Nel periodo precedente l'invasione militare cinese il Tibet poteva considerarsi una sorta di "riserva spirituale" della Cina, sulla quale esercitava indubbiamente un'influenza religiosa e forse anche politica. Molti cinesi andavano in Tibet a studiare nei monasteri, così come molti esponenti del buddismo tibetano vivevano ed insegnavano a Pechino. Nonostante ciò il Tibet di allora non aveva propri rapporti internazionali (commercio estero, difesa, politica estera), che passavano fondamentalmente attraverso i cinesi.

I problemi con la Cina sorsero nel secolo scorso per l'influenza straniera dovuta all'espansionismo delle grandi potenze. A sud del Tibet vi è infatti l'India, allora colonia britannica, a nord-ovest la Russia, a nord-est la Cina. Questi tre Stati erano coinvolti all'epoca in complessi giochi politici, che ebbero notevoli ripercussioni anche sul Tibet. Gli inglesi volevano che il Tibet costituisse una zona neutrale, un cuscinetto tra queste potenze, le quali, a loro volta, avevano mire espansionistiche proprio per controllare il confine indiano. All'inizio di questo secolo vi furono due spedizioni militari in Tibet, la prima da parte degli inglesi (1904) che se ne servirono per meri scopi contrattuali nei confronti della Russia, la seconda da parte cinese (1910), ma anche questi ultimi abbandonarono presto il paese per le esigenze di politica interna dovute al crollo dell'impero (1912). Il Dalai Lama dell'epoca, il 13., andò in esilio durante le due invasioni rendendosi conto che il suo paese era diventato una pedina di scambio tra le grandi potenze. Al suo ritorno in Tibet nel 1913, proclamò formalmente l'indipendenza del paese, un'indipendenza che di fatto esisteva da secoli anche se giuridicamente la Cina esercitava dal 1717 una sorta di protettorato sul Tibet. La Cina non volle naturalmente rinunciare ai suoi privilegi, e la situazione divenne ibrida, trattandosi di una sovranità di fatto (c'erano ambasciate, francobolli, servizi pubblici, ecc.), ma non vi fu un riconoscimento formale da parte della Società delle Nazioni.

L'invasione cinese del Tibet
L'invasione fu il frutto di una precisa strategia geopolitica. Nel 1947 l'India conquistò l'indipendenza, e l'anno seguente Mao fondò la Repubblica popolare cinese. Col pretesto della "liberazione pacifica del Tibet" e della sua "riunificazione alla grande madrepatria" cinese, Mao invase il Tibet nel 1950 per rafforzare il confine indiano, spostando alla catena himalaiana la linea di demarcazione tra i due stati. Si trattò quindi di un'opera-zione egemonica, che coinvolse anche altre zone come il Turkestan orientale e la Mongolia interiore attualmente sotto la sovranità cinese.
Il riconoscimento dell'autonomia tibetana da parte dei cinesi fu meramente formale. Il Tibet storico, composto di tre regioni, fu smembrato negli anni '60. La suddivisione ha fatto sì che il territorio del Tibet originario, nel quale vivevano 6 milioni di persone, fosse ridotto alla sola provincia autonoma del Tibet, in cui vivono soltanto 2 milioni di tibetani. Già nel 1959 vi fu una sollevazione popolare a Lhasa contro l'occupazione, ma la rivolta fu repressa con violenza. Il Dalai Lama e circa 100.000 tibetani fuggirono in esilio, dal quale non sono più tornati. Seguì la politica di sinizzazione forzata: vi fu una forte immigrazione di cinesi nella regione tibetana, molti monasteri furono chiusi, furono impiantate numerose basi militari, e negli anni '70 la religione, la lingua e la scrittura tibetane furono ufficialmente vietate. La situazione migliorò leggermente in seguito alla morte di Mao. Oggi la lingua e la religione vengono riconosciute, ma non vi è nessun segnale per riconoscere al Tibet un'effettiva autonomia politica.

L'autonomia tibetana
Basandosi su una dichiarazione politica dell'ex leader cinese Deng Xiao Ping, che aveva affermato che riguardo al Tibet era possibile discutere di tutto tranne che di indi-pendenza, il Dalai Lama ha unilateralmente offerto l'apertura di trattative già da molti anni, ma finora non c’è stata alcuna risposta da parte cinese. Il governo tibetano ha predi-sposto nel 1987 un piano in cinque punti, che non chiede l'indipendenza ma un'auto-nomia effettiva in campo culturale ed eco-nomico, lasciando alla Cina ogni competenza in tema di politica estera e di difesa. Dal punto di vista pragmatico di un occidentale, forse a causa del carattere fortemente spirituale della concezione dello Stato in Tibet, questo programma sembra insoddisfacente, lasciando incerte questioni centrali come il vincolo giuridico con la Repubblica popolare cinese, la distribuzione delle competenze tra il livello locale e quello centrale, il potere impositivo e di spesa ecc.

L'invito alla delegazione tibetana da parte dell'Accademia Europea di Bolzano Lo scorso settembre il Dalai Lama ha visitato l'Alto Adige. Nell'ambito di questa sua visita l'Accademia Europea ha ospitato il Dalai Lama ed una serie di esperti dell'auto-nomia altoatesina per discutere le problematiche legate sia all'autonomia altoatesina che alle rivendicazioni tibetane (vedi Academia n° 12). La storia della provincia autonoma di Bolzano presenta, per certi versi, analogie con quella tibetana. La soluzione raggiunta per la provincia di Bolzano potrebbe quindi costituisce un modello dal quale i tibetani possono trarre spunti per le loro prossime trattative con la Cina. In questo quadro si inserisce la visita presso l'Accademia Europea di Bolzano di alti esponenti del governo tibetano in esilio, che si è svolta dal 14 al 24 marzo. In dieci giorni di colloqui con esperti interni ed esterni all'Accademia e con le autorità della provincia di Bolzano, la delegazione ha potuto approfondire l'esperienza sudtirolese nelle trattative autonomistiche.

Diario della visita tibetana presso l'Accademia Europea di Bolzano


Dal 14 al 24 marzo la delegazione del governo tibetano in esilio è giunta in visita a Bolzano, ospite dell'Accademia Europea, per prendere visione della realtà dell'autonomia altoatesina, al fine di comprenderne gli aspetti teorici ma anche la sua pratica realizzazione. La visita si è articolata in una serie di incontri e discussioni con l'area "Minoranze e autonomie regionali", diretta dal prof.Sergio Ortino, e con numerosi esperti esterni, funzionari della pubblica amministrazione, rappresentanti del mondo economico e politico. Il programma prevedeva inoltre una serie di incontri ufficiali.

  • Lunedì, 16.03.1998
    Gli incontri della prima mattinata di lavori sono stati dedicati agli aspetti internazionali dell'autonomia, in particolare con le relazioni del Dr. Peter Hilpold (Università di Innsbruck) e del Dr. Fernand de Varennes (Asia-Pacific Center for Human Rights, Murdoch, Australia); la discussione di analogie e differenze rispetto alla situazione tibetana sono poi state approfondite insieme al prof. Sergio Ortino ed ai ricercatori dell'area "minoranze etniche ed autonomie regionali". La Dr.ssa Vesna Caminades, dell'ufficio affari comunitari della Provincia, ha inoltre illustrato gli aspetti più interessanti del rapporto tra l'autonomia dell'Alto Adige ed il sistema comunitario.
    Dopo un pranzo col presidente dell'Accademia Dr. Werner Stuflesser, che ha illustrato le attività di ricerca dell'istituto, la delegazione del governo tibetano in esilio è stata accolta dagli assessori Otto Saurer e Luigi Cigolla. Nel tardo pomeriggio si sono svolti incontri con l'on. Karl Zeller e l'eurodeputato Michl Ebner.
  • Martedì, 17.03.98
    Nel corso della mattinata sono stati presi in esame i diversi modelli di autonomia offerti dal panorama costituzionale italiano, senza trascurare gli spunti forniti da altri ordinamenti, come in particolare quello spagnolo (in particolare il caso catalano). Il Dr. Antonio Lampis della Ripartizione Scuola e Cultura italiana della Provincia autonoma di Bolzano è intervenuto ad illustrare l'importanza del bilinguismo per la convivenza di diversi gruppi linguistici. Al termine il Dr. Karl Rainer della Presidenza della Provincia di Bolzano ha illustrato brevemente le problematiche del rapporto fra il diritto europeo e l'autonomia suditirolese.Nel pomeriggio si è svolto un lungo incontro con l'ex presidente della Giunta provinciale Dr. Silvius Magnago e l'on. Dr. Alcide Berloffa, i quali, sulla base della loro pluriennale esperienza, hanno illustrato alla delegazione tibetana il cammino percorso per giungere all'attuale autonomia altoatesina.
  • Mercoledì, 18.03.98
    In mattinata la delegazione tibetana ha incontrato l'assessore provinciale ai Lavori Pubblici Dr. Alois Kofler ed il consigliere provinciale Dr. Alfons Benedikter. La discussione si è incentrata sui problemi dell'urbanistica e della pianificazione del territorio, due questioni molto sensibili per il popolo tibetano che vede ogni giorno minacciato l'ambiente da deforestazioni e lavori pubblici non ecologicamente sostenibili. Successivamente il Dr. Gennaro Pellegrini ha illustrato le disposizioni finanziarie dello statuto di autonomia ed i rapporti economico-finanziari fra lo Stato e la Provincia autonoma di Bolzano.
    Nel pomeriggio i delegati sono stati ospiti del sindaco di Collalbo, Dr. Rottensteiner, che li ha guidati in una visita al Municipio e ad un tipico maso contadino.
  • Giovedì, 19.03.98
    Nella prima parte della mattinata si è discusso di scuola e cultura. Successivamente gli ospiti tibetani, insieme al Presidente dell'Accademia Europea Dr. Werner Stuflesser e al prof.Sergio Ortino sono stati ricevuti dal Commissario del Governo Dr.ssa Carla Scoz. La mattinata si è conclusa con una visita alla Questura, nel corso della quale si è trattato un tema particolarmente significativo per l'attuale situazione tibetana, e cioè i rapporti con le forze di sicurezza e dell'ordine.Dopo aver pranzato con i consiglieri provinciali della Lista Verde, la delegazione è stata accolta dal Sindaco di Bolzano Dr. Giovanni Salghetti-Drioli. Gli ospiti hanno infine assistito ad una seduta del Consiglio Comunale di Bolzano, incontrando altresì i capigruppo.
  • Venerdì, 20.03.1998
    La mattinata è stata dedicata allo studio teorico e pratico della normativa sull'uso della lingua nei confronti della pubblica amministrazione e della giustizia. Dopo un'introduzione teorica si è svolta una visita al Tribunale di Bolzano, dove la delegazione è stata ricevuta dal Presidente, Dr. Carlo Bruccoleri, che ha illustrato gli aspetti pratici del bilinguismo nell'amministrazione della giustizia.Nel pomeriggio l'attenzione si è incentrata in particolare sulla disciplina relativa alla proporzionale ed bilinguismo nella pubblica amministrazione. Dopo la parte teorica la delegazione ha visitato alcuni uffici dell'amministrazione provinciale per vedere nel concreto la composizione degli uffici e l'applicazione all'interno dell'am-ministrazione del principio del bilinguismo.
  • Sabato, 21.03.1998
    Per conoscere più da vicino anche la realtà del gruppo linguistico ladino, la delegazione ha visitato la Val Gardena. Il Dr. Werner Stuflesser, presidente dell'Accademia Europea, ha illustrato le particolarità di questa comunità, nel corso della visita alle scuole ladine ed al Comune di Ortisei. Nel corso del pomeriggio gli ospiti tibetani hanno visitato il Museum de Gherdëina, per ottenere maggiori informazioni sullo sviluppo culturale ed economico della comunità ladina. I media in lingua ladina (Usc di Ladins e Radio Gherdëina) hanno concluso il programma della giornata.
  • Domenica, 22.03.1998
    Il programma prevedeva una giornata meno impegnativa, trascorsa in gita al Lago di Garda. L'occasione è servita altresì per confrontarsi con i ricercatori dell'Accademia su quanto appreso durante il viaggio di studio.
  • Lunedì, 23.03.98


    In mattinata ha avuto luogo una conferenza stampa, durante la quale i giornalisti hanno avuto la possibilità di intervistare i delegati tibetani sui problemi del loro paese e sulla loro visita in Alto Adige.

Il programma del pomeriggio prevedeva una visita alla RAI (Radiotelevisione Italiana) di Bolzano per confrontare la delegazione con l'organizzazione e la realizzazione di programmi televisivi e radiofonici trilingui (italiano, tedesco, ladino).

Abstract:
Visit of the Tibetan Delegation at the European Academy Bolzano

High ranking officials of the Tibetan Government-in-Exile located in Dharam-sala, India, were on an official visit in South Tyrol between March 14th and 24th in a follow-up to His Holiness the Dalai Lama's presence here in 1997. The aim of their stay was to study the theoretical basis and the actual implementation of the South Tyrolean autonomy. The Euro-pean Academy of Bolzano/Bozen, on whose initiative the invitation and orga-nisation of the visit took place, tried to provide a balance between theoretical and practical aspects. In addition to discussions with Professor Sergio Ortino, Director of the Academy's Research section "Minorities and regional autonomies" and his staff and meetings with policy and economic experts, the representatives of the Tibetan Government-in-Exile were able to participate in a variety of activities around the region and other official functions in order to give them a view of the situation in the province as comprehensive as possible.


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