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L'unificazione europea da un punto di vista economico-scientifico

intervista con il prof. Sergio Parrinello

L'Accademia Europea di Bolzano organizza dal 31 agosto al 10 settembre per la seconda volta la Scuola Estiva di Bressanone. Il progetto, che è indirizzato ad un pubblico internazionale di giovani ricercatori, è nato due anni fa in stretta collaborazione con la "Johann Wolfgang Goethe-Universität" di Francoforte ed è finanziato dall'Unione Europea. L'anno scorso la manifestazione era incentrata sulle tematiche riguardanti l'integrazione europea soprattutto sotto un punto di vista storico-culturale, quest'anno il tema verterà, invece, più sugli interessi economici e le determinanti culturali della "comunità allargata".

Academia: Prof. Parrinello, Lei è membro del comitato scientifico di questa Scuola Estiva e professore all'Università La Sapienza di Roma, quali sono state le idee e gli avvenimenti storici che più hanno influenzato la scelta di queste tematiche?

Prof. Parrinello: La differenziazione fra i contenuti delle due manifestazioni appare accentuata forse più del dovuto dalla contrapposizione fra "piccola Europa" e "comunità allargata" che troviamo negli annunci delle due Scuole Estive. Certamente i promotori hanno inteso distinguere i contenuti delle analisi economico-storiche presentate nelle due manifestazioni, enfatizzando nel primo caso le esperienze degli stati che hanno aderito al primo round dell'unione monetaria; mentre nel secondo caso si guarda più alle esperienze di quei paesi che sarebbero coinvolti in un futuro allargamento dell'unione verso l'Est europeo. Tuttavia, dal punto di vista dei contenuti scientifici e teorici, la distinzione non corrisponde a quella fra piccola e grande Europa. In entrambe le manifestazioni l'accento è posto sulla commistione di fattori economici e fattori culturali nell'analisi del processo di unificazione europea. Questo accento sembra diventare sempre più urgente man mano che dall'adeguamen-to meccanico ai parametri di Maastricht e dal patto di stabilità, il processo deve orientarsi verso un'integrazione economica e politica.

Academia: Quale scopo principale persegue la Scuola Estiva di Bressanone sotto un punto di vista scientifico, quali contributi intende dare alle scienze economiche e sociali?

Prof. Parrinello: Tutti i membri del comitato promotore della Scuola sono profondamente convinti che gli economisti debbano essere dotati anche di conoscenze storiche per poter affrontare il problema della unificazione europea e per dare indicazioni "scientifiche" su questo tema ai responsabili delle politiche comunitarie. Inoltre, ci si aspetta che anche gli storici possiedano quelle nozioni di economia che consentano loro un dialogo fruttuoso con gli economisti. Qualche membro del gruppo promotore, Schefold in particolare, si spinge anche oltre, in quanto persegue un programma di rivitalizzazione dell'impostazione storica propria della vecchia Scuola tedesca di economia. Anche se questo indirizzo, che si pone in antitesi rispetto alla tradizione anglosassone oggi prevalente in economia, deve ancora consolidarsi, si può convenire che l'economia teorica non può essere applicata in modo utile (ma semmai dannoso) al problema della unificazione europea, senza sottoporsi prima ad un processo di "relativizzazione" che porti le proprie leggi ad un livello inferiore di astrazione.

Academia: Potrebbe fornire qualche esempio?

Prof. Parrinello: Ho in mente due aspetti. Il primo può essere chiarito da una semplice analogia. La teoria economica che dimostra l'efficienza prodotta da mercati perfetti e completi è analoga alla teoria della caduta dei gravi nel vuoto assoluto per quanto concerne le cautele con cui essa può trovare applicazione. Nessun fisico serio, al servizio di un dipartimento della difesa, si sognerebbe di applicare la pura formula di Galileo per studiare la caduta di un nuovo missile. Terrebbe infatti conto di una molteplicità di altri fattori che perturbano in modo essenziale i risultati previsti da quel caso ideale. Molto spesso gli economisti nel fornire consigli al "Principe" si dimenticano invece dei tanti fattori perturbanti che agiscono non accidentalmente, ma in modo sistematico sul sistema economico e modificano le proprietà dedotte dal loro modello ideale. Tipica è la presunzione che all'unione europea basti una politica dei bassi tassi di interesse per ottenere sviluppo e occupazione. Il secondo tipo di relativizzazione delle leggi economiche non trova riscontro nelle scienze della natura, in quanto queste tendono a formulare asserzioni strettamente universali. Occorre invece ammettere che la validità delle leggi economiche, adattate attraverso l'assunzione dei molteplici fattori perturbatori, è limitata ad un certo periodo storico ed a certe aree. In particolare la cultura dei popoli rientra fra i molteplici fattori che rendono tali leggi soltanto relative. Ricordo il racconto di un amico economista giapponese che mi confessava quanto difficile gli fosse far capire ai propri giovani allievi (primo anno di corso di economia) la teoria delle scelte del consumatore così come questa viene esposta negli usuali manuali di economia. Secondo la tradizione giapponese, infatti, tale problema di scelta ottima fra alternative possibili in molte circostanze non si pone: ad esempio, di fronte ad una tavola imbandita, la scelta del menu potrebbe essere tacitamente delegata alla persona più carismatica del gruppo di convitati, invece che lasciata a scelte individuali. Un altro caso importante per il problema dell'unificazione europea è quello in cui le tracce lasciate dalla storia incidono sul comportamento medio nel presente: si tratta dell'idea della irreversibilità degli effetti di shocks passati, così spesso trascurata nei modelli economici. Non è forse vero che l'inflazione del primo dopoguerra in Germania ha determinato una parti colare sensibilità per il problema dell'in-flazione nella odierna opinione pubblica tedesca, tale da attenuarne la percezione del grave problema della disoccupazione?

Academia: Al di là degli esempi, esiste un messaggio unificante che ci si aspetta pur dalla diversità di contributi presentati dai relatori?

Prof. Parrinello: Credo che il senso di relatività che ho descritto sia il principale messaggio scientifico alla cui diffusione intende contribuire la Scuola, pur nei limiti di tempo e di organizzazione consentiti. Ritengo infatti che la consapevolezza di regolarità economiche limitate nel tempo e nell'ambiente possa fornire indicazioni utili per la formazione di un consenso per politiche di sviluppo che siano concertate a livello europeo e che vadano oltre l'obiettivo della stabilità monetaria. Sappiamo che, se alla fine tali politiche emergeranno, esse dovranno essere basate su un compromesso fra distribuzione della spesa pubblica e distribuzione del prelievo fiscale. Finora il compromesso è stato ricercato e normalmente trovato a livello di stati nazionali; si tratta di estenderlo ad una comunità di stati. La conoscenza delle interrelazioni fra aspetti economici e culturali dovrebbe servire ad affrontare le difficoltà di un disegno di unificazione politico-economica che ancora a molti appare utopico.

Academia: Chi si può iscrivere alla Scuola Estiva. Bisogna aver frequentato la Scuola Estiva dello scorso anno per prendere parte a quella di quest'anno?

Prof. Parrinello: Non abbiamo imposto questa pre-condizione per l'ammissione alla Scuola 1998. È previsto soltanto un titolo di laurea in materie economiche o affini. Soddisfatto questo requisito, la selezione avviene in base al curriculum di studi dei candidati e tenendo conto, se possibile, di una certa ripartizione per aree geografiche di provenienza.

a cura della dott.ssa Susanne Schenk, responsabile pedagogica nell'area "Management e cultura d'impresa" dell' Accademia Europea di Bolzano

Abstract:
Summer School 1998

Economic Interests and Cultural Determinants in European Integration.

The Enlarged Community

Modern economic theory has developed powerful tools of analysis but has only indirect ways of representing the interaction of cultural and economic factors. Ethical standards, mentalities, knowledge and institutions supporting them have helped to shape national economic development since the times when nation states were first formed. Certain ideas which guided European history are still older and rooted in antiquity. While some institutions emerged spontaneously, most of them have been created or at least regulated by the state which is in turn subject to international rivalry. The process of European integration is primarily to be seen in an economic and political perspective but cultural aspects are also important; to overlook them may be wrong even on purely utilitarian grounds.

While the first Summer School in 1997 was Centerd on problems that primarily pertain to a "small Europe", this second Summer School (31 August – 10 September 1998) in Bressanone/Brixen, Italy, will confront the perspective of an enlarged Community. The project is supported by the European Commission in co-operation with the Johann Wolfgang Goethe-Universität, Frankfurt a.M. and the European Academy of Bolzano/Bozen.

Target groups:
  • researchers aged 35 years or under
  • women researchers
  • researchers whose place of work is in a less-favoured region
  • researchers who work in industry
For further information and / or application form:
European Academy of Bolzano/Bozen
Viale Druso 1 - 39100 Bolzano/Bozen
Tel. +39 0471 306047 - Fax +39 0471 055 099
eMail: SummerSchool@eurac.edu


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