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Academia 16 
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II. Riflessioni intorno alla fine
del secondo millennio

di Prof. Giuseppe Farias


A partire dal 24 settembre 1997, e sino al 27 maggio 1998, hanno avuto luogo otto seminari di sociologia delle scienze raggruppati attorno alla tematica dell'unità e della molteplicità dell'arcipelago culturale adombrate, nel loro significato estetico, nei versi di Hölderlin, tratti dall'inno "Der Archipelagus" e pubblicati nel numero di settembre-dicembre 1997 della nostra rivista. Nel riquadro della pagina seguente sono riportate le tematiche effettivamente affrontate e quelle progettate per i prossimi seminari. Le prime differiscono leggermente da quelle che erano state annunciate in quanto sono state adeguate alle condizioni incontrate durante la navigazione. La rotta non ha comunque subito cambiamenti per quanto riguarda il percorso e la destinazione da raggiungere. Abbiamo chiesto al prof. Farias di voler sintetizzare il significato degli incontri fin qui svolti e rapportarlo sinteticamente ai prossimi seminari.

Intelijencia, dame
el nombre exacto de las cosas!
... Que mi palabra sea
la cosa misma,
creada por mi alma nuevamente.
Que por mí vayan todos
los que no las conocen, a las cosas;
que por mí vayan todos
los que ya las olvidan, a las cosas;
que por mí vayan todos
los mismos que las aman, a las cosas...
¡Intelijencia, dame
el nombre exacto, y tuyo,
y suyo, y mío, de las cosas.

(Juan Ramòn Jiménez 1881-1958)

Intelligenza, dammi
il nome esatto delle cose!
... La mia parola sia
la cosa stessa,
creata nuovamente dalla mia anima.
Attraverso di me vadano tutti
coloro che le ignorano, alle cose;
attraverso di me vadano tutti
coloro che le obliano, alle cose;
attraverso di me vadano tutti
coloro che le amano, alle cose...
Intelligenza, dammi
il nome esatto, e tuo,
e loro, e mio, delle cose.

(trad. di Francesco Tentori Montalto)

Un anno fa, nel presentare ai lettori della rivista alcune riflessioni sui seminari progettati, avevo sottolineato con forza che non si sarebbe trattato di conferenze o di lezioni, ma di incontri con persone che desideravano riflettere autonomamente su alcune circostanze culturali di carattere epocale che sarebbero state loro segnalate in termini di cultura media e di aggiornamento riferito direttamente ai lavori originali dei ricercatori chiamati in causa di volta in volta. Avevo adottato quindi deliberatamente il termine autoappropriazione per indicare la ricerca della conoscenza come processo conoscitivo personale, conscio, intelligente, razionale, deliberato e metodico. In questo senso la poesia di Juan Ramòn Jiménez, premio Nobel nel 1956, era sembrata molto significativa a tutti partecipanti. Accanto a tale premessa di carattere metodologico era stato preso l'impegno di muoversi nell'ambito delle varie discipline in modo da evidenziare non solo i cambiamenti epocali, ma anche la loro reciproca interazione e di conseguenza, su un piano più generale, gli elementi unificanti della cultura con la quale l'umanità si affaccia al terzo millennio.
L'introduzione aveva messo in evidenza come la realizzazione dell'attività semin"arial,trebuchet MS,"e non potesse prescindere da due condizioni al contorno: una di carattere storico ed una di carattere metodologico.


Si davano in altri termini per inevitabili:

1) la necessità di non potere prescindere dalla storicità di ogni singolo settore disciplinare, impegnandosi ovviamente a constatarlo cammin facendo;

2) l'adozione di un metodo di ricerca conoscitivo, presentato esplicitamente nella introduzione del 24 settembre e nel seminario del 25 febbraio 1998, con la riserva di continuare ad evidenziarne gli sviluppi nei seminari n.10 e 13 del 28 ottobre 1998 e del 24 febbraio 1999. All'introduzione era stato quindi assegnato il compito di evidenziare, con un esempio particolare, le due condizioni al contorno sopracitate: la scelta era caduta sulla storia della determinazione del valore del rapporto tra la lunghezza della circonferenza ed il suo diametro anche per la conoscenza diffusa di tale problema. Attraverso una lunga rincorsa di più di 2000 anni, da Archimede a Dedekind, è stata messa in evidenza la evoluzione dell'ideale classico, identificato nella determinazione di un rapporto razionale, nell'ideale moderno che esige la definizione di un rapporto irrazionale e quindi cambiamenti di natura concettuale e procedurale. Tali aspetti hanno fatto risaltare l'evoluzione della conoscenza ed al tempo stesso la maturazione di una diversa sensibilità culturale da parte del ricercatore: un invariante costante ritrovato poi sistematicamente nella evoluzione storica ed ideale della conoscenza delle discipline prese in considerazione negli altri seminari.

La storicità delle scienze matematiche è stata messa in risalto dal passaggio dalla geometria euclidea alle geometrie noneuclidee, ancora una volta con un percorso temporale di 2000 anni, mentre l'aspetto metodologico è stato esaminato alla luce del problema del valore conoscitivo da attribuire ai postulati, in particolare a quello delle parallele, con le conseguenze che ne derivano per tutte le discipline sul piano dei loro fon-damenti.
Analoghi andamenti sono stati possibili per la fisica, sia per quanto riguarda il suo cammino verso il macrocosmo, sia per le ricerche nel campo della meccanica quan-tistica. Nel primo caso il passaggio da Newton ad Einstein ha permesso la messa in evidenza della relatività ristretta: inevitabile conseguenza dell'essere la luce il più veloce segnale possibile nella trasmissione di informazioni. Il passaggio dalla geometria euclidea al concetto di spazio curvo ha consentito l'acquisizione dei limiti della intuizione quotidiana ai quali l'uomo viene abituato e al loro superamento solo a livello matematico e scientifico. Nel secondo caso l'illustrazione del principio di indeterminazione ha offerto la possibilità di introdurre aspetti matematici probabilistici e, ancora una volta, di sottolineare i limiti di una sperimentazione diretta, rispetto ai livelli quotidiani, facendo risaltare ulteriormente il cambiamento metodologico intervenuto negli ultimi decenni.
Il seminario dedicato all'aspetto dinamico del conoscere ha avuto il compito di rinforzare quanto era già stato acquisito preceden-temente nel campo del conoscere matematico e fisico. Esso fu richiesto dai partecipanti come utile e necessario. Non è il caso quindi di intrattenersi su di esso.

L'incontro destinato al rapporto tra scienze fisiche e tecnologia potrebbe ingannare chi non ha partecipato al seminario. In realtà esso aveva come scopo quello di sottolineare, come fatto epocale, la avvenuta e definitiva inscindibilità del ciclo: ricerca scientifica, sviluppo tecnologico, impresa, società dei consumi. Occorre ormai accettare come acquisita la circostanza che ognuno dei termini del ciclo può mettere in moto gli altri a seguito delle richieste provenienti dalla società che consuma, che cerca, che combatte o che produce per vendere. L'immagine della girandola dei fuochi di artificio, usata durante il seminario, è servita a rendere l'idea. Occorre aggiungere che essa gira a livello mondiale.
L'attenzione rivolta al mondo biologico si è concentrata soprattutto sul concetto di evoluzione, sull'ordine di grandezza dei tempi trascorsi dal big - bang iniziale sino alla produzione degli elementi pesanti, originati dalla morte delle stelle, necessari per il nascere della vita, sulla comparsa dell'uomo e sulla evolu-zione delle scienze biologiche culminata nella scoperta (DNA) delle modalità di trasmissione delle informazioni necessarie per il mantenimento e l'evolversi della vita stessa.

A questo punto è sembrato più interessante proporre un semi-nario che illustrasse l'emergere del concetto di caos deterministico, sia perché c'era la possibilità di illustrarlo con dell'ottimo software per personal computer, sia perché esso dava la possibilità di introdurre i concetti di impredicibilità, di sistema non lineare e di frattale, sia perché preparava il terreno alla futura introduzione del concetto di complessità.
I seminari fin qui illustrati schematicamente hanno sempre sottinteso, metodologicamente parlando, il soggetto uomo. Sarà invece compito del prossimo ciclo affrontare le problematiche connesse con la crescita delle specie umana sulla Terra, con le sue attività economiche e politiche introducendo, per potere continuare, le trasformazioni intervenute nelle discipline riguardanti la bellezza e l'arte; i giudizi di valore e l'esperienza della libertà e del diritto, con la drammaticità ad essi connessa, ed infine la domanda cruciale su ciò che è possibile dire sui destini ultimi dell'uomo.


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