Biblioteca - Recensioni
Senoner Emmerich, Dellago Otto, Vitten Franz (2 1997)
ABC Ladin-Deutsch-Italiano. Bozen: ISTITUT PEDAGOGICH LADIN.
Si tratta di un piccolo glossario trilingue (ladino, tedesco e italiano) concepito fondamentalmente per la scuola elementare ladina e i suoi alunni. Ne esistono due versioni, una per il ladino della Val Gardena ed una per il ladino della Val Badia.
Ciascuno dei due libretti contiene 3 pagine con parole per ogni lettera dell'alfabeto, eccetto la K, Q, W e XY rappresentate da una pagina sola, mentre la S conta 7 pagine. Questa ripartizione delle singole lettere dell'alfabeto su tre pagine rende possibile una triplice collocazione che permette ad ognuna delle tre lingue di fungere una volta da lemma. La lingua della prima colonna, inoltre, è di volta in volta messa in rilievo da una barra colorata a capo di ciascuna pagina.
L'alfabeto è rappresentato da parole-chiave che cominciano con le stesse iniziali ed hanno lo stesso significato nelle tre lingue. Queste parole vengono visualizzate da piccole illustrazioni.
Le parole per il glossario sono state scelte in maniera molto accurata. I volumetti offrono una rassegna informativa del lessico di base dei due idiomi ladini (della Val Badia e la Val Gardena) e possono (oltre all'uso nella scuola ladina) servire da vocabolario di base per chi studia il ladino.
L'ABC è apparso nel 1997 in una seconda edizione che non è stata cambiata, nella quale però l'introduzione non si rivolge solamente agli alunni, ma anche a "tutti coloro che intendono dedicarsi allo studio delle lingue [ladine]" sottolineando in questo modo la funzione del libro come vocabolario di base.
Julia Kuhn, ricercatrice dell’area "Lingua e diritto" dell'Accademia Europea di Bolzano
Siller-Runggaldier, Heidi, Videsott, Paul (1998), Rätoromanische Bibliographie 1985-1997, Innsbruck, Romanica Ænipontana XVII (distri-buzione diretta da parte dell'Institut für Romanistik der Leopold-Fran-zens-Universität, Innrain 52, A-6020 Innsbruck).
La Rätoromanische Bibliographie, pubblicata a cura dei due ricercatori dell'Institut für Romanistik dell'Università di Innsbruck e con il contributo dell'Assessorato di lingua e cultura tedesca e ladina della Provincia Autonoma di Bolzano, elenca opere dedicate speci-ficatamente alle diverse varietà del retoromanzo apparse dal 1985 al 1997, proseguendo così l'opera di sistema-tizzazione bibliografica avviata da Maria Iliescu nel 1980 (Bibliographie sélective des dialects dits "rhétoromans", Revue de Linguistique Romane 44) e nel 1985 (M. Iliescu, H. Siller-Runggaldier, Rätoromanische Bibliographie), di cui viene ripresa l'impostazione.
Poiché la denominazione "retoromanzo" comprende al suo interno un'ampia gamma di lingue e dialetti, la bibliografia, dopo una sezione dedicata al retoromanzo (Das Rätoromanische in seiner Gesamtheit), procede secondo una suddivisione (da ovest a est) nei tre grandi gruppi del romancio grigionese (Bündnerromanische, con le varietà soprasil-vano, grigionese centrale, sottosilvano, surmirano, bravuogn, engadinese, alto e basso engadinese, val Monastero, parlate in Svizzera), del ladino centrale (Zentralrätoromanische, con il ladino anaunico, il noneso e il solandro; il ladino dolomitano con gardenese, badiotto, marebbano, fassano, livinallese; il ladino-veneto e il ladino cadorino, parlati in Alto-Adige, Trentino e Veneto) ed infine del friulano (Friaulische).
L'opera segnala contributi scientifici di orientamento linguistico (monografie, articoli scientifici, opere collettive e relative recensioni, oltre a tesi di laurea e di dottorato non pubblicate), includendo nella sezione Allgemeines (Questioni generali) studi di vario carattere, dedicati a problematiche generali relative all'uso, alla tutela e alla promozione del retoromanzo.
All'interno di ogni gruppo e varietà i titoli sono classificati per ambito disciplinare, fornendo così un quadro estremamente dettagliato delle ricerche condotte sui singoli idiomi secondo le più diverse prospettive (ben 19 in questa nuova bibliografia): dalla fonetica/fonologia/ortografia alla morfosintassi e al lessico/etimologia/terminologia; dalle questioni di toponimia e onomastica agli atlanti linguistici; dalla dialettologia ai lavori su fenomeni di contatto linguistico, interferenze, prestiti e calchi, per giungere infine alle ricerche sociolinguistiche su diglossia e pluriglossia, bilinguismo e plurilinguismo. Non mancano indicazioni su bibliografie e biblioteche, vocabolari e dizionari, fonti e antologie, grammatiche scolastiche e libri di testo, a cui si affiancano i nuovi ambiti Gesprochene und geschriebene Sprache (lingua parlata e lingua scritta), Romania submersa: Relikte im Kontaktgebiet (relitti in aree di contatto) e Räterforschung (I Reti), non presenti nella precedente bibliografia del 1985. Correda l'opera un indice degli autori citati, che rinvia ai corrispondenti titoli elencati nella bibliografia.
Un lavoro prezioso per gli studiosi del campo, che nella Rätoromanische Bibliographie 1985-1997 troveranno uno strumento di consultazione agevole e aggiornato, ma anche un'opera ricca di spunti e di suggestioni per il lettore curioso, a cui la bibliografia mostra la vivacità e la varietà che contraddistingue la ricerca contemporanea sul retoromanzo.
Cosí, sfogliando tra le diverse sezioni, ci si può imbattere nei problemi terminologici posti dal romancio in Svizzera (Solèr, C., Le romanche, un laboratoire contrôlé (presque) totalment? In: Terminologies nouvelles 6, 1991), scoprire errori e interferenze in diverse parlate (si veda, ad es., Majoni, E., Parlà polito 'l é iusto, parlà iusto 'l é polito! 100 falònce de l'ampezan da dagnadí / 100 errori nella parlata ampezzana di ogni giorno, del 1989 o, ancora, Tolazzi, C., "... e per mudar la solfa/Dopreremo il lengazzo/della diva Marcolfa". Una rassegna degli usi maccheronici del friulano. In: Ce fastu? 70, 1994) oppure trovare lavori su elementi rituali della comunicazione quali ad es. i saluti (Frau, G., "Mandi" e altre formule di saluto nelle regioni italiane. In: Ce fastu? 69, 1993).
Agli amanti della letteratura non spiacerà certo la segnalazione della Breve storia della lingua e della letteratura ladina di Walter Belardi (Institut Cultural "Micurà de Rü", 1996), autore anche del volume Studi ladini VII. Poeti ladini contemporanei (Roma, CNR, 1985), mentre potrà costituire motivo di interesse l'intreccio di lingua e letteratura testimoniato da uno studio su Pasolini e i dialetti del Friuli occidentale (Rizzolati, P. In: Diverse Lingue 1, 1986).
Gli esperti di informatica troveranno invece pane per i loro denti tra i titoli relativi agli atlanti linguistici, dove ampio spazio è dedicato ai problemi legati alle tecniche di informatizzazione (cfr. ad es. R. Bauer, L'informatizzazione dell'atlante linguistico sonoro ALD I - Atlante linguistico del ladino centrale e dialetti limitrofi I. In: Linguistica 32, 1992).
Chi si chieda come venga vissuta la pratica del plurilinguismo da parte delle comunità di madrelingua ladina potrà soddisfare la propria curiosità seguendo le tracce indicate dai numerosi lavori di sociolinguistica elencati (con interviste condotte sul campo, ricerche sulla commutazione di codice e sulla competenza linguistica, risultati di progetti nell'ambito della scuola e della pubblica amministrazione ecc., come riportato ad es. in Carli, A., Fra scelta linguistica e commutazione di codice. Il comportamento comunicativo di ladinofoni plurilingui. In: Quaderni di Lingue e Letterature 19, 1994, o ancora in Williamson, R., Minority languages and bilingualism. Case Studies in language manteinance and shift, Ablex, 1991).
E gli appassionati di lingua e di sport (ambito comunicativo che, tra l'altro, presenta un linguaggio estremamente complesso) note-ranno con piacere che accanto ai numerosi dizionari bilingui disponibili per le diverse varietà del retoromanzo ve n'è uno che sembra pensato proprio per loro: N palé per 44 piesc. L juech al palé / N palê por 44 pîsc. Le jüch al palê (Forni, M., Mischí, G., Institut Ladin "Micurà de Rü", 1992), dizionario gardenese e badiotto della terminologia del calcio.
Daniela Veronesi, ricercatrice dell’area "Lingua e diritto" dell'Accademia Europea di Bolzano