Ecolgia fluviale: Come stanno i fiumi altoatesini?
di Roberta Bottarin
'New Tasks for Ecologists after Rio 92' è stato lo slogan del VII Congresso Internazionale di Ecologia, svoltosi a Firenze dal 19 al 25 luglio 1998. Il congresso, organizzato dalla International Association for Ecology (INTECOL) in collaborazione con la Società Italiana di Ecologia (SItE) ha contato più di 2700 iscritti provenienti da oltre 45 paesi. I ricercatori dell'Accademia Europea hanno contribuito attivamente con una comunicazione e due poster relativi al Progetto Europeo Ecomont e con tre poster riguardanti rispettivamente l'inventario dei paesaggi in Alto Adige, la gestione della risorsa idrica sotterranea del conoide alluvionale del Torrente Avisio e la qualità biologica dei fiumi atesini, tema quest'ultimo che svilupperemo nel prosieguo.
L'importanza della risorsa idrica
In tutto il mondo i corsi d'acqua sono stati alterati in seguito ad interventi umani. I cambiamenti possono essere indotti in modo diretto (costruzione di dighe o centrali idroelettriche, rettificazione degli alvei fluviali, cementificazione degli argini) o indiretto (immissioni di reflui, cambiamenti dell'uso del territorio circostante, deforestazione e qualsiasi altro intervento sostanziale all'interno del bacino imbrifero). Lo studio dell'ecologia delle acque correnti è stato oggetto di una maggiore attenzione solamente negli ultimi trent'anni, nei quali la ricerca interdisciplinare specialmente fra idrologia, geomorfologia e biologia ha permesso di capire meglio il funzionamento degli ecosistemi lotici (lotus=corrente). Solamente il 2,8% dell'acqua presente sulla terra è costituita dalle acque interne o dolci, di cui lo 0,0001% è rappresentato dai corsi d'acqua. Ma perché tanto interesse per una parte quantitativamente così modesta di acqua presente sul nostro pianeta? Per rispondere a questa domanda ci riconduciamo ad un esempio concreto: il fiume Adige e i suoi maggiori tributari.
L'Adige fornisce acqua potabile a più di un milione di persone. Il 16,4% delle risorse idroelettriche nazionali è prodotto nei 224 impianti esistenti nel bacino dell'Adige. Alcuni sono dotati di dighe e serbatoi, per un ammontare di 490 milioni di m3. Notevoli quantitativi di acqua vengono tolti al fiume per l'irrigazione dei campi, per uso zootecnico e acquacolturale e per uso industriale. Sottolineata l'importanza dei corsi d'acqua, dovrebbe essere ovvia la protezione e la corretta gestione di un bene essenziale e insostituibile. La realtà dimostra che purtroppo spesso non è così.
La qualità biologica di un corso d'acqua
Per riuscire a dare un giudizio complessivo dello stato di salute di un tratto fluviale, le analisi chimico-fisiche dell'acqua dovrebbero venire integrate con analisi biologiche. Infatti, mentre le analisi chimiche sono indicative dell'attimo del prelievo del campione d'acqua, quelle biologiche "accumulano" variazioni ambientali nel tempo. La qualità biologica dell'acqua si può determinare analizzando gli organismi che vivono all'interno di un fiume: alghe, protozoi, invertebrati e pesci. Gli invertebrati vengono utilizzati più frequentemente per questo tipo di indagini, in quanto offrono una serie di vantaggi (mobilità ridotta, sensibilità verso inquinanti speciespecifica, cicli di vita corti). Grazie alla loro capacità di adattarsi alle condizioni ambientali la loro presenza e la struttura di comunità può venire letta come una risposta complessiva all'insieme di condizioni che caratterizzano il loro habitat. Oltre ad essere indicatori della qualità di un tratto fluviale, gli invertebrati sono direttamente collegati alla capacità autodepurativa di un fiume: questi piccoli organismi (dimensioni da meno di un millimetro fino a pochi centimetri) che vivono fra i sassi di un torrente oppure fra gli interstizi dei sedimenti si nutrono prevalentemente di particelle di sostanza organica, che può essere di origine naturale (foglie che cadono nell'alveo fluviale) oppure di origine antropica (reflui urbani), degradandola o trasformandola.
I fiumi altoatesini
La qualità biologica dei maggiori corsi d'acqua altoatesini è stata analizzata nell'ambito di un dottorato di ricerca in ecologia svolto presso l'Università di Ferrara, in collaborazione con il Laboratorio Biologico della Provincia di Bolzano. Che cosa si può dire sullo "stato di salute" dei nostri fiumi?
Il tratto più critico di tutta la provincia sembra risultare quello a valle di Merano. Infatti fra Merano e Bolzano lo stato qualitativo dell'Adige è seriamente compromesso. Principalmente questo è dovuto alle immissioni di reflui della città di Merano e dei paesi limitrofi, quali Tirolo, Riffiano e Scena. Gli scarichi urbani di Merano non vengono immessi nel Passirio, ma, attraverso un sistema collettore, vengono scaricati direttamente nell'Adige all'altezza di Maia Bassa. Dato che l'immissione di reflui è sostenuta e continua e che il fiume fra Merano e Bolzano non ha una elevata pendenza, viene favorita la sedimentazione delle particelle organiche. In certi punti si è accumulato più di un metro di fango che rende la vita impossibile alla maggior parte degli organismi e conseguentemente riduce anche la capacità autodepurativa del fiume stesso. Ormai neanche piene impetuose riescono a smaltire il carico antropico e a liberare gli interstizi dal fango. Questo porta anche ad un continuo innalzamento del letto fluviale, costretto a scorrere gran parte fra argini artificiali. L'Adige nella parte alta della Val Venosta presenta invece dei tratti ad elevata pendenza che favoriscono l'ossigenazione ed il miglioramento della qualità dell'acqua. Le immissioni sono moderate, ma aumentano soprattutto in estate con il turismo. L'eterogeneità del letto fluviale e la ricca vegetazione rip"arial,trebuchet MS,"e permettono al fiume di mantenere un'elevata capacità autodepurativa.
Il disturbo più grande viene arrecato dai continui sbalzi di portata dovuti alle centrali idroelettriche. Questo problema oltre che nell'Adige è ancora più evidente nel medio e basso Isarco. La sua portata è ridotta per lunghi periodi e l'eccessiva concentrazione di nutrienti porta spesso alla formazione di letti algali notevoli. Il Passirio è il fiume, fra quelli analizzati, che presenta il letto fluviale meno modificato. Fino a monte di Merano le sue condizioni sono buone, nonostante la qualità presenti notevoli variazioni stagionali. Le condizioni qualitative della Rienza sono buone nel primo tratto, mentre peggiorano a Brunico. Dopo la costruzione del depuratore nel 1996 (progettato per 130.000 abitante/equivalenti), il primo sotterraneo in Italia, le condizioni del tratto terminale stanno migliorando.
Infine a valle di Bolzano la qualità dell'Adige negli ultimi anni sta migliorando, probabilmente anche grazie all'ampliamento del depuratore. L'impianto di depurazione di Bolzano funziona dal 1988, ma è stato ampliato da 150.000 a 275.000 abitante/equivalenti e adeguato alle normative dell'Unione Europea nel 1994.
Concludendo ricordiamo che i fiumi non sono comodi e convenienti nastri trasportatori di rifiuti, ma ecosistemi che vivono e devono venire rispettati.
Dr. Roberta Bottarin, ricercatrice nell'area "Ambiente alpino" dell'Accademia Europea di Bolzano
Wie steht es um die Fließgewässerqualität in Südtirol?
Das Wasser ist Lebensgrundlage aller Lebewesen, weshalb dem Schutz dieses Naturgutes und dem Erhalt der Wasserqualität ein besonders hoher Stellenwert zukommen sollte. Dies ist mit ein Grund, weshalb die Qualität von Fließgewässern in den letzten Jahrzehnten zunehmend untersucht wurde. Neben den zahlreichen chemischen und physikalischen Wasseranalysen werden heute vermehrt biologische Untersuchungen durchgeführt. Dabei werden Lebewesen als Bioindikatoren genützt. Die Analyse der Lebensgemeinschaften kann Aufschlüsse über die Selbstreinigungskraft eines Fließgewässers geben und Qualitätsveränderungen aufzeigen. In ihrem Beitrag geht die Autorin kurz auf die Wasserqualität der Südtiroler Flüsse ein. Untersuchungen haben hier aufgezeigt, daß die Wasserqualität in den Ursprungsgebieten noch hochwertig ist, doch die zunehmenden menschlichen Eingriffe in den Unterläufen die Integrität dieser hochkomplexen Ökosysteme gefährden.