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Convegno di studi Linguistica giuridica italiana e tedesca

Tagung Rechtslinguistik des Deutschen und Italienischen


Dal 1° al 3 ottobre scorsi l'area scientifica "Lingua e diritto" dell'Accademia Europea ha organizzato a Bolzano il "Convegno di studi Linguistica giuridica italiana e tedesca: obiettivi, approcci, risultati" al quale hanno partecipato circa un centinaio di studiosi e professionisti provenienti prevalentemente dell'area italiana e dai paesi di lingua tedesca. Nel corso del convegno, di cui si fornisce di seguito un resoconto, sono state affrontate numerose tematiche - dai problemi della traduzione alla redazione di testi normativi in più lingue, dalle caratteristiche testuali e stilistiche dei testi giuridici alla didattica del linguaggio giuridico, dall'applicazione dell'informatica al diritto alla documentazione storica - che testimoniano la vitalità di questa disciplina, caratterizzata dal continuo confronto tra studiosi di diverso orientamento e nella quale la riflessione teorica non va disciolta dalle applicazioni pratiche.

I lavori del convegno, che si svolgevano in due sezioni parallele, sono stati aperti da due relazioni introduttive sul rapporto tra lingua e diritto (Reiner Arntz, Universität Hildesheim) e sullo stato dell'arte della linguistica forense (Hannes Kniffka, Universität Bonn), che hanno evidenziato i molteplici punti di contatto tra linguistica e giurisprudenza, e di conseguenza, la necessità di una collaborazione interdisciplinare tra linguisti e giuristi tanto nell'attività terminologica, nella traduzione e nella glottodidattica, quanto in ambito giudiziario. Durante la prima mattinata di attività sono state tra l'altro affrontate questioni di storia della lingua giuridica italiana, un ambito di ricerca che vanta una lunga e consolidata tradizione grazie anche al lavoro dell'istituto per la Documentazione Giuridica di Firenze. In questo contesto Piero Fiorelli (già direttore dell'IDG, ora presso l'Accademia della Crusca), portando come esempio i testi bilingui (italiano-tedesco e italiano-francese) nella Toscana della Reggenza, ha mostrato l'apporto che la ricerca storica può dare anche allo studio del linguaggio contemporaneo, permettendone l'inquadramento nel presente sullo sfondo delle sedimentazioni storiche di cui è stato oggetto nel corso del tempo. Il convegno affrontava poi un'ampia gamma di ambiti tematici, approcci e metodologie, fornendo una panoramica delle riflessioni teoriche e delle esperienze pratiche condotte tanto in Italia quanto nei paesi tedescofoni, e di cui, per ragioni di spazio, è possibile rendere conto qui di seguito solo parzialmente.

Pragmatica e semantica del linguaggio normativo

Le prime ricerche nel campo della linguistica giuridica sono state condotte dai giuristi stessi, che hanno approfondito in particolare gli aspetti e le componenti del linguaggio attraverso i quali si esprime il carattere della normatività. In questo ambito di ricerca si collocano gli interventi di pragmatica normativa presentati da Amedeo Conte e Paolo Di Lucia. Nel suo intervento dal titolo "Pragmatica del linguaggio deontico" Conte (Università di Pavia) ha presentato una critica alla tesi dell'ambiguità semantica degli enunciati deontici (enunciati prescrittivi di comportamenti), a cui è stata contrapposta la teoria dell'ambivalenza pragmatica di tali enunciati. Nell'ambito della ricerca sul linguaggio della normatività, il contributo di Di Lucia (Università di Camerino/ Milano) sulla funzione thetica di "sollen" ha approfondito questo fenomeno nelle forme linguistiche deontiche. In particolare è stato rilevato che il verbo tedesco "sollen" può avere non soltanto significato deontico, ma anche funzione thetica, ovvero costitutiva di uno stato di fatto. La sezione si è chiusa con l'intervento di Andrea Belvedere (Università di Pavia) su semantica e pragmatica nell'art. 12 Preleggi. La relazione ha approfondito i criteri di interpretazione espressi da questo articolo: da un lato il criterio semantico del "significato proprio delle parole", difficile da ricercare per i problemi posti dall'ambiguità e dalla vaghezza delle parole stesse, dall'altro lato, il criterio pragmatico della "intenzione del legislatore", che può essere rintracciata attraverso lo studio del contesto storico in cui la norma trova la sua origine. L'apporto degli studi di linguistica pragmatica all'analisi dei testi normativi è stato inoltre illustrato da Elisabetta Zuanelli (Università di Venezia) con un intervento sui "Modelli internazionali nel testo normativo".

Lexikologie, Lexikographie, Terminologie, Terminografie

Einen wichtigen Raum im Symposium nahmen terminographische Fragestellungen ein: Felix Mayer (Europäische Akademie Bozen) sprach über "Terminographie im Recht: Probleme und Grenzen der Bozner Methode" und gab dabei einen Überblick über die Arbeiten an der Bozner Terminologiedatenbank. Johann Gamper (Europäische Akademie Bozen) erläuterte die Aufbereitung des zweisprachigen Textkorpus für Terminologieextraktion unter besonderer Berücksichtigung des part-of-speech tagging. Die Konzeption eines zweisprachigen Fachwörterbuchs zum Recht in den Sprachen Deutsch-Polnisch erläuterte Agnieszka Stepnikowska (Universität Warschau). Eva Wiesmann (Universität Bologna) stellte terminologische Felder aus dem Bereich des Arbeitsrechts vor. Mit lexikalischen Wiederholungen in italienischen EU-Texten beschäftigte sich hingegen Jane Nystedt (Stockholm).

Rechtsinformatik

Die Entwicklung und der Einsatz von Computerverfahren (insbesondere aus dem Bereich der Künstlichen Intelligenz) zur Unterstützung bzw. Automatisierung unterschiedlicher Aufgaben im juristischen Bereich hat in den letzten Jahren stark zugenommen, wie auch im Rahmen der Tagung deutlich wurde. Carlo Biagioli (Istituto per la Documentazione Giuridica, CNR, Firenze) sprach beispielsweise in seinem Vortrag mit dem Titel "Strutturazione funzionale delle leggi per la progettazione di strumenti informatici a sostegno del drafting legislativo" über vielfältige Verwendungsmöglichkeiten des Computers bei der Formulierung und Verwaltung von Gesetzestexten. Computerprogramme können u.a. sehr hilfreich sein bei der Organisation und Redaktion von Gesetzen, bei der Strukturierung und Formulierung von Gesetzestexten, bei der Indizierung von Texten für die Dokumentation bzw. für Information Retrieval sowie bei der Durchführung von Analysen zur inneren Koherenz von Gesetzestexten. Pietro Mercatali (ebenfalls im IDG tätig) berichtete in seinem Vortrag mit dem Titel "Applicazione di metodi e strumenti informatici per l'analisi della comprensibilità del testo della Costituzione" über den Einsatz von Computerprogrammen bei der Analyse der Rechtssprache hinsichtlich ihrer Verständlichkeit. Statistische Informationen über Parameter wie die Anzahl der Sätze pro Paragraph, die Anzahl der Wörter pro Satz, die Verwendung von Verweisen oder der Umfang des verwendeten Lexikons lassen Rückschlüsse auf die Verständlichkeit der Texte zu. Die Ergebnisse derartiger Analysen anhand zweier Texte - ein Teil aus der italienischen Verfassung aus dem Jahre 1948 und einer Revision dieses Textes durch die Bicamerale - wurden vorgestellt.

Linguistica testuale e stilistica dei testi giuridici

Se la ricerca sulle applicazioni dell'informatica al diritto si sono ormai consolidate specie nell'ultimo decennio, altrettanto non si può ancora dire dell'analisi delle caratteristiche testuali e stilistiche dei testi delle scienze giuridiche. Si tratta infatti di un filone di ricerca ancora agli inizi - almeno in Italia -, nonostante l'esigenza avvertita da più parti di spostare l'attenzione dai testi normativi (tradizionalmente considerati i testi tipici del discorso giuridico) all'ambito della comunicazione scientifica. È quanto è emerso dalla relazione di Michele Cortelazzo (Università di Padova), che, illustrando le particolarità del testo giuridico accademico (per le esigenze comunicative specifiche del diritto, per i tratti stilistici comuni alla comunicazione accademica, e per i tratti stilistico-argomentativi specifici al discorso giuridico), ha introdotto le ricerche presentate successivamente sul processo di costituzione storica del discorso giuridico (Ingo Warnke, Università di Kassel), sui testi delle scienze sociali e delle scienze giuridiche italiani e tedeschi (Reinhard Schmidt, Università di Firenze) e sulle funzioni della metafora negli articoli scientifici italiani (Daniela Veronesi, Accademia Europea di Bolzano). Tali analisi, come pure il proficuo dibattito seguito alle relazioni di questa sezione, hanno confermato l'utilità di proseguire lo studio della comunicazione giuridica scientifica dal punto di vista retorico-stilistico e testuale - sia per inquadrare il discorso giuridico entro la comunicazione accademica in generale, sia per descrivere il funzionamento dei testi giuridici in tutte le forme e funzioni in cui si realizzano -, portando così un contributo teorico e applicativo anche a questioni di tipologia testuale e di analisi interlinguistica che stanno al centro dell'interesse di discipline quali la retorica, la ricerca sui linguaggi specialistici e lo studio della comunicazione interculturale.

Mehrsprachige Gesetzgebung

Die Sprache als Spiegelbild der Wirklichkeit hat als Metapher auch im Rechtsbereich ihre Gültigkeit, wo in mehrsprachigen Ländern ein Rechtssystem zwei oder mehreren Sprachen gegenübersteht. Beispielhaft läßt sich das im Falle Südtirols darstellen, wo aufgrund der rechtlichen Gleichstellung der beiden Landesprachen Italienisch und Deutsch die Zweisprachigkeit im Gesetzesbereich vorgeschrieben ist. Zudem ergeben sich Probleme bei der Translation, da die in Südtirol gebrauchte Rechtssprache einerseits dem Einfluß der österreichischen und deutschen Sprache und andererseits dem Südtiroler Sprachgebrauch unterliegt, und darüber hinaus auch noch der italienischen "Rechtswelt" Rechnung tragen muß. Im Vergleich dazu läßt sich anhand der Schweiz - so beispielsweise im Beitrag von Isolde Burr (Universität Köln) und jenem von Markus Nussbaumer (Universität Zürich/Schweizerisches Bundeskanzlei) - eine mehrsprachige Gesetzgebung beschreiben, die bereits bei der Redaktion von Gesetzestexten von einem mehrsprachigen Ansatz ausgeht.

Didattica del linguaggio giuridico

La sezione che si è occupata di didattica presentava cinque relazioni. Tutti i relatori erano esperti in ambito didattico, attivi cioè sia nella ricerca che soprattutto nell'insegnamento di linguaggio giuridico presso università italiane, tedesche, svizzere e inglesi. Gli argomenti presentati spaziavano dalla presentazione di programmi multimediali per l'apprendimento del linguaggio giuridico in situazione di classe e in autoapprendimento (Gabriella Dondolini, Università di Erlangen-Norimberga), a quella di materiali didattici cartacei (Stefania Semplici, Università per stranieri di Siena) ai criteri di valutazione applicabili nella scelta di libri di testo (Stefania Cavagnoli, Accademia Europea di Bolzano), all'insegnamento del tedesco specialistico a studenti stranieri (Susanne Mühlhaus, Università di Londra, Lukas Wertenschlag, Università di Friburgo). Le relazioni hanno suscitato grande interesse fra il pubblico, formato sia da giuristi che da linguisti/glottodidatti, che si è impegnato in discussioni fruttuose anche per i relatori. Un punto fondamentale emerso nel corso della mattinata era soprattutto quello della necessaria collaborazione, in ambito di didattica del linguaggio giuridico, fra esperti di lingue e esperti della materia in qualsiasi momento dell'apprendimento. E questo soprattutto perché, come è stato sottolineato in diversi interventi, la lingua giuridica straniera è funzionale per gli studenti che le si avvicinano, perché li porta a dei contenuti che essi in parte conoscono e che in parte costituiranno la loro professione. Un altro spunto particolarmente significativo e su cui si è discusso era quello della possibilità di avvicinarsi ad un linguaggio giuridico in lingua straniera senza avere le conoscenze pregresse del proprio sistema e mondo giuridico, imparando cioè contemporaneamente due sistemi giuridici e un linguaggio sconosciuto da zero. Questo approccio, sperimentato presso l'università di Friburgo in Svizzera, rappresenta una novità nell'ambito dell'insegnamento del linguaggio giuridico. Probabilmente la validità del metodo è ancora da studiare, ma potrebbe essere un aiuto in situazioni bilingui, in cui gli studenti sono confrontati quotidianamente con un altro mondo linguistico e culturale.

Traduttologia

La sessione dedicata alla traduzione giuridica è stata aperta dalla relazione di Lorenza Rega (SSLMIT di Trieste), una relazione destinata a riaccendere il dibattito in merito alla traduzione delle formule ritualizzate del linguaggio giuridico (ad es. voglia l'eccellentissimo giudice..., in calce, in atti ecc.). L'analisi accurata del linguaggio ritualizzato dovrebbe mirare, secondo la relatrice, a una classificazione e a una sistematizzazione morfosintattica delle formule di rito e, in ultima analisi, a una revisione e armonizzazione delle strategie adottate per la loro traduzione. Al centro del contributo di Marella Magris (SSLMIT di Trieste), sono stati invece i cosiddetti "nominali incapsulatori", ossia quelle unità lessicali utilizzate per riprendere o anticipare porzioni più o meno estese di testo. La relatrice ha messo in evidenza come l'analisi intralinguistica e interlinguistica di questa particolare forma di coesione testuale si riveli molto importante sia ai fini della comprensione del testo di partenza sia ai fini della produzione di un testo di arrivo pragmaticamente valido. I problemi legati alla traduzione di testi legislativi per scopi "scientifici", e in particolare la necessità di una collaborazione tra giuristi e traduttori ma anche di una delimitazione dei compiti sulla base delle rispettive competenze, sono stati i temi affrontati da Stefania Coluccia (Accademia Europea di Bolzano). La seconda parte della sessione si è incentrata sugli aspetti pratici della traduzione giuridica: tre traduttrici e interpreti altoatesine hanno riportato le loro esperienze professionali, mettendo in evidenza i diversi approcci adottabili a seconda dei destinatari e della funzione di una traduzione "commerciale" (Cristina Fraenkl), illustrando le difficoltà insite nella traduzione delle indicazioni di quantità e delle indicazioni geografiche nei testi giuridici (Christin Coleselli), ed infine descrivendo aspetti e problemi legati all'interpretazione simultanea di convegni giuridici (Monika Überbacher).

Auswertung der Fragebögen zur Tagung

Um die organisatorische und wissenschaftliche Qualität der Tagung überprüfen zu können, wurde im Laufe der Tagung ein Fragebogen verteilt; dieser wurde von insgesamt 43 Personen abgegeben, die als WissenschaftlerInnen und im Sprachdienst der öffentlichen Verwaltung oder aber freiberuflich als DolmetscherIn, ÜbersetzerIn, RechtsanwältIn und als LehrerIn in der Schule tätig sind. Ein Großteil der Befragten bewertete das wissenschaftliche Niveau der Tagung als gut bis sehr gut. Mit dem Themenangebot waren die meisten TeilnehmerInnen zufrieden, nur drei hätten sich weitere Themengebiete gewünscht. Die Hitliste der Themenbereiche stellt sich folgendermaßen dar:

1. Übersetzungswissenschaft sowie Textlinguistik und Stilistik
2. Lexikologie/Lexikographie/Terminologie/ Terminographie sowie mehrsprachige Gesetzesverfassung
3. einführende Vorträge zur Rechtslinguistik
4. Fachsprachendidaktik

Zur Verteilung der Interessensschwerpunkte läßt sich folgendes bemerken: Die Personen aus Lehre und Forschung verfolgten vor allem die Vorträge zur Textlinguistik und Stilistik sowie die einführenden Vorträge zur Rechtslinguistik, aber auch die Veranstaltungen zur Lexikologie und Terminologie und zur Fremdsprachendidaktik. Innerhalb der Sprachdienste bei der öffentlichen Verwaltung rangierten die Themen mehrsprachige Gesetzesverfassung, gefolgt von der Übersetzungswissenschaft sowie der Textlinguistik und Stilistik an erster Stelle. Lehrpersonen fanden vor allem die Fachsprachendidaktik, aber auch die einführenden Vorträge zur Rechtslinguistik und das Thema Übersetzungswissenschaft interessant, während sich die Freiberufler mehr für die Übersetzungswissenschaft und die Lexikologie und Terminologie, gefolgt von der mehrsprachigen Gesetzesverfassung begeistern konnten. 20% der TeilnehmerInnen, von denen 2/3 einen italienischen, 1/3 einen deutschen Fragebogen ausgefüllt haben, hätten sich einen Simultandolmetscherdienst gewünscht. Ein Lob sei der Organisation ausgesprochen, welche durchwegs sehr positiv beurteilt wurde. Abschließend sei erwähnt, daß ein Großteil der TeilnehmerInnen sich positiv zu der Frage geäußert hat, in zwei Jahren wieder an einer Tagung zur Rechtslinguistik des Deutschen und Italienischen teilzunehmen.

A cura di Andrea Abel, Stefania Cavagnoli, Bruno Ciola, Stefania Coluccia, Johann Gamper, Francesca Maganzi, Felix Mayer, Daniela Veronesi (ricercatrici e ricercatori dell'area scientifica "Lingua e diritto" dell'Accademia Europea di Bolzano) Info

Entro il 1999 è inoltre prevista la pubblicazione degli atti; chi desiderasse esserne informato può comunicare il proprio nominativo scrivendo all'indirizzo e-mail press@eurac.edu ed indicando nel campo "oggetto/subject/Betreff" "info atti linjus", oppure mandando un fax allo +39 0471 055 099.


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