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I nuovi esami di bilinguismo Academia Nr: 18 (März - Juni / marzo - giugno 1999)di Stefania Cavagnoli L'area scientifica "Lingua e diritto", come già annunciato in altri articoli su questa rivista, ha coordinato, su incarico della provincia e d'intesa con il commissariato del governo, la riforma degli esami di bilinguismo. Nel corso di circa due anni un gruppo di esperti ha lavorato per presentare una nuova struttura dell'esame, supportata da una metodologia e da materiali che sono stati presentati al pubblico nel mese di ottobre. Nel mese di gennaio inoltre, sono state nominate dal commissariato del governo, le nuove commissioni, e alla fine dello stesso mese sono partiti i nuovi esami, che hanno iniziato a smaltire la mole di candidati che si erano iscritti dal mese di agosto in poi.
Le novità Le novità della riforma sono sia di tipo contenutistico che logistico. Partiamo dalla descrizione di queste ultime per inquadrare lo svolgimento degli esami. Rispetto alla vecchia forma, l'esame si svolge in un'unica giornata, ed i candidati si sottopongono all'esame scritto nel corso della mattinata, mentre, se ammessi, si presentano all'orale nel pomeriggio. Era questa una delle richieste della popolazione, di cui si erano fatti portavoce gli enti promotori della riforma. L'altra necessità dei cittadini, a cui si è cercato di dare una risposta, era quella di potersi presentare all'esame con tempi di attesa minori. Anche questo problema è stato, si spera, risolto: gli esami si svolgono infatti tutti i cinque giorni della settimana, con una presenza di 80-100 candidati al giorno, mentre sono venute a cadere le tre sessioni previste dalla vecchia formula. Un'ulteriore modifica è l'accorpamento, per lo scritto, delle due carriere A e B, con una motivazione legata alla difficoltà di distinguere la preparazione e il grado di difficoltà, almeno per la lingua scritta, di un candidato diplomato e di uno laureato. Anche lo svolgimento si differenzia da prima: gli esami si svolgono sempre nella stessa sede, dove sono disponibili delle aule che contengono al massimo dieci candidati. Viene così a cadere il problema della copiatura, che era comunque un'arma a doppio taglio per i candidati, in quanto, di solito, chi passava lo scritto contando su aiuti in classe, aveva difficoltà all'orale e spesso rischiava la bocciatura. La necessità di copiare era comunque forse anche legata al fatto che il candidato non aveva delle direttive sulle quali prepararsi in modo efficace ad affrontare l'esame. Nella possibilità di prepararsi e quindi nella trasparenza, invece, sta la novità fondamentale dell'esame riformato: sono stati pubblicati tutti i materiali e i contenuti dell'esame (sia i testi dell'esame scritto che i temi dell'esame orale) e in questo modo resi accessibili al pubblico. Inoltre, nei manuali di preparazione messi a disposizione dei candidati, si trovano spiegazioni e indicazioni sul metodo adottato nell'esame e soprattutto sui criteri di valutazione che verranno applicati dalle commissioni. In questo modo il candidato sarà in grado di sapere come si svolgerà l'esame in ogni sua parte e di prepararsi di conseguenza. Oltre alle indicazioni sullo svolgimento degli esami e ai materiali per l'esame scritto, viene messo a disposizione del candidato anche un glossario, diviso in lessico di base e lessico approfondito, che può servire da aiuto nell'apprendimento della seconda lingua. La nuova struttura dell'esame scritto si allontana dalla traduzione letterale di un testo, permettendo al candidato di muoversi più liberamente nell'ambito delle sue conoscenze linguistiche. Egli si trova di fronte infatti un testo con sei domande di comprensione, a cui deve rispondere nell'altra lingua, dimostrando la sua reale competenza comunicativa. Sia nella definizione die compiti che dei criteri di valutazione per l'esame scritto e orale si è cercato di stabilire la reale competenza comunicativa del candidato e non il suo sapere linguistico o abilità specifiche – allo stesso tempo limitate - come la traduzione. Sulla base di questi elementi dovrebbe infatti essere possibile realizzare un esame che concretizzi effettivamente l'ottica comunicativa, obiettivo che nelle intenzioni del gruppo di lavoro era primario: d'altra parte, la messa in pratica di questi principi e loro realizzazione è possibile solo con l'aiuto e l'intervento quotidiano dei commissari d'esame, i veri artefici della riforma. Come accennato all'inizio, le commissioni sono state nominate in seguito ad un concorso per titoli ed esami: si sono dovute sottoporre ad un corso di formazione, tenuto dal gruppo di coordinamento della riforma, in base ai cui risultati sono state date delle indicazioni al commissariato del governo per la scelta. La formazione dei commissari era e sarà uno dei punti cardine della riforma, in quanto si è convinti che solo la loro professionalità e il loro atteggiamento sia nei confronti del nuovo esame che soprattutto dei candidati determinerà la buona riuscita dell'esame.
Il giudizio dei candidati Dall'applicazione dei nuovi esami a questo momento sono stati circa 2800 i candidati convocati: le loro reazioni sono state in linea di massima positive; essi hanno accolto le modifiche, sia logistiche che contenutistiche, in modo positivo, facendo commenti non solo sulla facilità o meno del metodo, ma anche sulla concezione di base che permette loro di prepararsi in modo adeguato alle richieste dell'esame e quindi anche di dimostrare la loro competenza comunicativa, nonostante si debba notare che non tutti i candidati abbiano sfruttato la possibilità di prepararsi. Alcuni candidati, pur esprimendo un giudizio positivo, hanno osservato che nella prova orale non c'è stato cambiamento rispetto a prima: forse c'è da chiedersi quali siano i motivi, se solo una diversa percezione del candidato, oppure una difficoltà dei commissari a mettere in pratica le indicazioni del gruppo di lavoro. Probabilmente entrambe le cose, considerato che anche per i commissari c'è bisogno di un periodo di adattamento, in cui acquistare sicurezza. Ciò nonostante, per il gruppo di lavoro, che aveva come obiettivo quello di rendere l'esame più trasparente, mettendo in grado i candidati di affrontarlo nel miglior modo possibile, è stato raggiunto sicuramente un primo risultato positivo.
Dr. Stefania Cavagnoli, ricercatrice nell'area "Lingua e diritto" nell'Accademia Europea di Bolzano Stefania.Cavagnoli@eurac.edu
Die reformierte Zweisprachigkeitsprüfung
Der Bereich „Sprache und Recht" der Europäischen Akademie Bozen hat im Auftrag der Südtiroler Landesregierung und des Regierungskommissariats die wissenschaftliche Seite der Reform der Zweisprachigkeitsprüfung betreut. Im Oktober wurden die Ergebnisse der Projektarbeit präsentiert. Der Prüfungskandidat muß künftig keine Übersetzungen mehr machen, sondern die Aussagen eines Textes „mit eigenen Worten" in der jeweils anderen Sprache wiedergeben. Besondere Bedeutung wird der Vorbereitung auf die Prüfung anhand von eigens hierfür konzipierten Textbüchern und Lernwörterbüchern beigemessen. Anfang Januar dieses Jahres wurden die neuen Kommissionen über einen Wettbewerb eingesetzt. Die neu ernannten Kommissäre/innen mußten sich einer Einschulung in die neue Zweisprachigkeitsprüfung unterziehen. Seit Ende Januar 1999 sind erstmals 2800 Kadidaten zur „reformierten" Zweisprachigkeitsprüfung angetreten. Die Reaktionen waren durchaus positiv. Als großes Plus gaben die Prüfungskandidaten die mögliche Vorbereitung auf die Prüfung an sowie die Tatsache, daß nun schriftlicher und mündlicher Teil am selben Tag abgewickelt werden.
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