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Autonomia e dirigenza scolastica Il progetto di formazione per i capi d'istituto dell'Alto Adige Academia Nr: 19 (Juni - September / giugno - settembre 1999 1999)di Paolo Calidoni La nuova legge sull'autonomia della scuola impone ai capi d'istituto un corso di formazione specifico. L'Alto Adige è la prima regione ad organizzare un corso di questo genere coordinato dall'Accademia Europea di Bolzano.
Il 1° settembre 2000 rappresenta un traguardo assai importante per il sistema scolastico perché per quella data, carica di significati simbolici, è fissato il decollo ufficiale e a pieno regime di una profonda trasformazione organizzativa e istituzionale del sistema: l'autonomia delle istituzioni scolastiche ed il connesso conferimento della qualifica dirigenziale ai capi d'istituto. Quella data segnerà l'esito di un lungo percorso di trasformazione del sistema scolastico e di riconversione professionale dei dirigenti scolastici già avviato da molti anni e, contemporaneamente, sarà il punto di partenza di una nuova stagione della scuola.
Tutto ciò si inserisce in un processo più ampio che impegna i Paesi occidentali, e quelli europei in particolare, nella riconsiderazione della funzione della scuola nella civiltà della conoscenza e nella riorganizzazione dei servizi pubblici alla persona secondo i criteri della cosiddetta new public administration. La partecipazione dell'Italia a questo processo è stata ufficialmente sancita con l'approvazione e la progressiva attuazione dell'art. 21 relativo all'autonomia scolastica della L. 59/97 (Bassanini I), oltre che con la presentazione, da parte del Ministro Berlinguer, di un pacchetto di provvedimenti per la riforma dei percorsi formativi, ancora in attesa dell'approvazione del Parlamento. La transizione in corso si può sintetizzare nel passaggio da un sistema 'amministrato', basato sul rispetto di vincoli e procedure, ad un sistema 'aperto', progettuale e (auto)valutato. La scuola dell'Alto Adige partecipa a questi processi innovativi, che per molti versi ha anticipato, grazie alla specificità della sua configurazione istituzionale, in rapporto all'autonomia della Provincia, alle sue competenze ed alle sue politiche nei settori della formazione, dell'organizzazione dei pubblici servizi e del personale. Pur presentando die vincoli, questa condizione offre delle opportunità che hanno portato all'organizzazione di un progetto di formazione dei dirigenti scolastici, originale rispetto a quelli previsti per le restanti regioni e di prossima attuazione. Il progetto, che presentiamo qui sinteticamente, • si rivolge a professionisti in servizio che hanno maturato sul campo specifiche ma differenziate competenze, godono di uno status riconosciuto, vivono la trasformazione dell'organizzazione scolastica e rappresentano quindi una risorsa da valorizzare per lo sviluppo del sistema; • si svolge contestualmente alla sperimentazione dell'autonomia scolastica ed alla definizione della relativa normativa secondaria di competenza provinciale; • si colloca in un contesto ricco di opportunità, rapporti ed istituzioni formative che costituiscono risorse importanti in campo scolastico e manageriale, a livello locale (Istituti pedagogici, Accademia Europea, Università), nazionale ed internazionale.
Criteri e obiettivi I criteri-guida specifici del progetto possono essere riassunti come segue: Alla base sta la considerazione del soggetto adulto come risorsa (e non come destinatario) della formazione. Quest'ultima è concepita non più come un training di skills specifici, bensì come apprendimento di lungo periodo nella logica del professionista riflessivo in grado di sviluppare conoscenze, competenze e motivazioni che lo aiutino ad integrarsi nella rete di ruoli in cui è immerso, imparando ad adottare e a ridisegnare il proprio ruolo in rapporto alla flessibilità dell'organizzazione. Queste considerazioni giustificano la strutturazione di un percorso articolato in cicli successivi. In secondo luogo, l'intreccio complesso • tra componente pedagogica, manageriale e giuridico- amministrativa del lavoro dirigenziale e dell'autonomia della scuola, • tra funzionamento/amministrazione della scuola attuale, sperimentazione dell'autonomia, partecipazione alla definizione della relativa normativa secondaria e formazione prescritta ai dirigenti in servizio nella transizione dalla scuola ammini-strata alla scuola autonoma, • tra formazione in presenza, assistenza, attività on-line e autonoma, richiede un'impostazione dei contenuti e del percorso formativo non riduttiva e separata ma integrata e interattiva. Con riferimento alla teoria dell'azione organizzativa, quindi, la formazione risulta enucleata ma non indipendente dal corso d'azione/processo (d'apprendimento) del sistema/organizzazione e del soggetto. Last but not least, la progettazione dialogica, anziché lo outsourcing per un processo formativo standardizzato, costituisce il criterio di riferimento per l'organizzazione di una formazione funzionale alla specificità altoatesina, alle risorse ivi presenti ed alle scelte d'impostazione sopraillustrate, nel pieno rispetto del DM 5-8-98 che detta le disposizioni in materia e del 'protocollo d'intesa' al riguardo siglato tra il MPI e la PAB. Si tratta di una soluzione ad hoc, nello spirito e come pratica dell'autonomia, che vede come partner Provincia, Sovrintendenze e Intendenze con le loro competenze politico-amministrative, l'Accademia Europea - alla quale è stato affidato l'incarico di progettare, organizzare e gestire la formazione -, le rappresentanze dei dirigenti ed i tecnici dell'amministrazione, le istituzioni di ricerca e formazione locali, referenti esterni nazionali ed internazionali. La logica di partnership che ha ispirato il progetto, la sua attuazione e la sua valutazione emerge dal gruppo di progetto e di lavoro nella fase d'impostazione, dal comitato tecnico-organizzativo in quella operativa, dai relatori e tutor. Pertanto, gli obiettivi perseguiti dal progetto formativo sono, in particolare, i seguenti: • la riflessione sul campo per l'individuazione di una nuova immagine del ruolo della futura scuola autonoma; • lo sviluppo, l'esercizio e l'applicazione operativa (transfer) delle competenze necessarie per la conduzione responsabile di una scuola autonoma che consentano il passaggio dall'amministrazione all'organizzazione delle scuole; • l'ampliamento del set di metodi e strumenti per la piena realizzazione dell'autonomia didattica e organizzativa sperimentata nei progetti di anticipazione e di avvio della stessa.
Organizzazione Il progetto altoatesino, il primo partito a livello nazionale, si rivolge a 160 capi d'istituto (110 del gruppo linguistico tedesco, 40 di quello italiano e 10 di quello ladino) e si svolge nel periodo compreso tra marzo 1999 e luglio 2000, per un totale di circa 40 giornate (300 ore) di formazione svolta sia in aula che in situazione.
Primi riscontri e prospettive L'avvio del progetto ha evidenziato la complessità del compito e la problematicità di un disegno istituzionale che prevede per legge l'assunzione/conferimento dell'autonomia e della dirigenza erga omnes. Ma la collaborazione tra i partner del progetto ha anche permesso di riscontrare le potenzialità presenti e già attive nel contesto formativo altoatesino, confermando l'opportunità di soluzioni ad hoc secondo i criteri indicati, unitamente alla non semplicità della loro traduzione operativa. L'esercizio della negoziazione che caratterizza lo sviluppo della formazione di professionisti adulti è un esempio dell'esercizio dell'autonomia e della dirigenza: in questa prospettiva, la scuola altoatesina già vede il traguardo del 1° settembre 2000 e quanto ne conseguirà.
Prof. Paolo Calidoni, docente uiniversitario presso la Facoltà di Lettere e Filosofia (Università di Sassari)
Bibliografia SCHON, Il professionista riflessivo, Dedalo, Bari, 1993 AUTERI, Management delle risorse umane, Guerini, Milano, 1998
Die neue Rolle der Schulleiter/innen
In ganz Europa zeichnet sich derzeit eine grundlegende Reform im staatlichen Schulsystem ab. Ganz im Sinne der Reformen in der Öffentlichen Verwaltung soll es auch im Schulwesen eine Dezentralisierung der Kompetenzen geben. Damit wird der einzelnen Schule mehr Freiraum zuerkannt, um schneller und besser auf die Ansprüche vor Ort reagieren zu können. Im Zuge der Reform wird v.a. den Schuldirektor/ inn/en eine neue Rolle zuteil. Um sie auf ihre neuen Aufgaben vorzubereiten, müssen sie italienweit an einer Schulung teilnehmen, die insgesamt 300 Stunden zwischen Theorie und Projektarbeit umfaßt. Südtirol hat hier den Anfang gemacht. Seit Anfang März organisiert die Europäische Akademie Bozen die Ausbildung der rund 160 deutschen, italienischen und ladinischen Schuldirektor/inn/en Südtirols. Im Rahmen der 18monatigen Führungskräftefortbildung werden sie vor allem in den Berichen Schulentwicklung, Schulmanagement, Evaluation, Projektarbeit und Schulautonomie gezielt trainiert.
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