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Multimedia Language learning for a bilingual area Academia Nr: 19 (Juni - September / giugno - settembre 1999 1999)di Stefania Cavagnoli La presenza del prof. Allan Forsyth di New Brunswick in Canada presso l'area scientifica "Lingua e diritto", in una giornata di studio, aveva l'obiettivo di discutere e approfondire il tema dell'utilizzo di mezzi multimediali nella lezione di lingua straniera. Il relatore, che era stato invitato al convegno "Plurilinguismo e scuola" organizzato dall'Accademia Europea in collaborazione con l'Istituto Pedagogico Ladino, era a disposizione dei ricercatori per approfondire alcune tematiche, fondamentali per lo sviluppo del progetto di collaborazione con il Centro linguistico della Libera Università di Bolzano (vedi articolo pag. 5).
Il modello sviluppato da Forsyth per l'apprendimento della seconda lingua/lingua straniera a livello scolastico secondario in un contesto bilingue, nel quale però gli studenti partono da diversi livelli di conoscenza linguistica e sono sia bilingui che monolingui, prevede il lavoro con diversi media, e ha come obiettivo quello di portare scolari e studenti ad una buona conoscenza linguistica. L'idea del progetto è nata dalla necessità di incrementare il lavoro linguistico senza d'altra parte poter incrementare le risorse economiche necessarie. La mancanza di mezzi (e quindi in primo luogo di insegnanti) ha portato a una ristrutturazione dell'ambiente classe, che è passata dalla classe tradizionale al learning center. Il cosiddetto class management è essenziale in questo tipo di insegnamento- apprendimento, per capire il metodo ad esso sotteso: la classe presenta degli angoli diversi, uno in cui si può leggere, con dei divani o delle poltrone comode, uno in cui si possono ascoltare delle cassette, uno in cui si trova una televisione con delle cuffie. Intorno alla classe si trovano degli scaffali, nei quali gli studenti possono scegliere il materiale a disposizione (libri, cassette, videocassette) e poi accomodarsi nel rispettivo posto per prepararsi all'attività. Questa scelta implica una grande autonomia dello studente, che deve sapersi muovere, seppur con indicazioni dell'insegnante, nella scelta di materiale specifico che più risponda alle sue esigenze e soprattutto ai suoi gusti. In realtà l'insegnante struttura il percorso dello scolaro stabilendo le diverse attività che esso deve seguire, sempre però con la possibilità di modificare il percorso. Infatti ogni scolaro riceve dall'insegnante un foglio con il tipo di attività da eseguire, foglio che il ragazzo deve compilare con le indicazioni del materiale scelto. Per preparare questi fogli di lavoro l'insegnante si avvale del supporto del computer, con un programma che lo aiuta a far ruotare le attività in modo che tutte le abilità individuate dal metodo vengano esercitate dagli scolari. L'insegnante definisce gli obiettivi da raggiungere seguendo le abilità (leggere, scrivere, parlare, ascoltare) e per ogni abilità sottolinea quali siano mezzi e tecniche più appropriati e adatti. Per abilità Forsyth intende ciò che si riesce ad imparare per fare meglio. L'insegnante procede quindi alla selezione die contenuti, delle attività e della progressione, facendo attenzione che gli scolari si muovano usando un bagaglio di parole (vocabolario) gradatamente più complesso e con una grammatica in contesto. Il metodo di lavoro non parte comunque da una concezione didattica definita prima, ma si trova a emergere partendo dalla constatazione che con le risorse a disposizione e alcuni obiettivi di base le strategie di lavoro potrebbero essere solo queste. L'attenzione all'aspetto recettivo è maggiore rispetto a quella dedicata all'aspetto produttivo e quindi le attività previlegiate sono quelle dell'ascolto e della lettura. Nelle convinzioni dei sostenitori di questo metodo esse sono alla base per ogni apprendimento linguistico: per l'aspetto della comunicazione produttiva, il parlato, sono previste delle esercitazioni di training specializzato finalizzato alla prosodia, alla pronuncia, e alla correttezza formale. Non sono però previste delle attività di comunicazione reale: esse interverranno solo in seguito, con una comunicazione mediata dal telefono, all'interno di attività con altri studenti di madrelingua, della stessa età degli apprendenti. Anche per la produzione scritta l'attività è in parte limitata alla scrittura di messaggi, saluti e lettere indirizzati però a studenti reali; solo in un secondo momento vengono presentate attività sui libri di testo o con dizionari. Alla fine delle attività si dedica una parte importante alla valutazione finale dell'apprendimento, analizzando le abilità esercitate e le tecniche utilizzate, considerando l'accettabilità del programma da parte dello studente. L'interesse nella valutazione è posto sulla descrizione del percorso fatto, non sul prodotto raggiunto (che in questo caso è la qualità della lingua). Lo studente deve essere consapevole del processo e non solo del progresso. Accanto alla valutazione da parte dell'insegnante si pone particolare attenzione all'autovalutazione dello scolaro, che può essere fatta da solo o in gruppo; obiettivo degli insegnanti è la comunicazione del concetto del positivo, quindi nella valutazione va messo in evidenza l'aspetto positivo (ciò che si è fatto si è fatto bene) e non quello negativo (si sarebbe dovuto fare ancora qualcosa). La visita del prof. Forsyth aveva come obiettivo quello di informare i ricercatori, che stanno sviluppando un progetto di corsi multimediali per il centro linguistico della Libera Università di Bolzano, anche per individuare le somiglianze e sfruttare le sinergie fra i diversi progetti. In realtà l'approccio scelto in Canada si differenzia molto dalle esigenze che si sono cristallizzate rispetto agli studenti dell'università altoatesina: nonostante l'ambiente bilingue, i destinatari hanno un'età diversa e questo influisce naturalmente sui metodi di apprendimento della lingua, hanno interessi diversi e soprattutto hanno bisogno di abilità differenti. Inoltre, l'approccio multimediale deciso dall'area per il progetto è quello che più di tutto si basa sul computer, mentre l'utilizzo di computer da parte dei canadesi si limita al supporto per l'insegnante e al calcolo statistico finale. Anche dal punto di vista di metodologia didattica manca una completa condivisione: uno dei punti messi in discussione dai ricercatori è stato per esempio quello della mancanza di comunicazione diretta fra studente e insegnante e quello della poca comunicazione fra studenti.
Dr. phil. Stefania Cavagnoli, ricercatrice nell'area "Lingua e diritto" dell'Accademia Europea di Bolzano Stefania.Cavagnoli@eurac.edu
Multimediaprogramme für den Fremd-sprachenerwerb
Prof. Allan Forsyth aus New Brunswick in Kanada beschäftigt sich schon seit längerem mit dem Thema „Einsatz von multimedialen Lernprogrammen für den Fremdsprachenerwerb". Auf Einladung der Akademie hat er einen Tag mit der Forschergruppe für „Mehrsprachigkeit" verbracht. Das von Forsyth ausgearbeitete Multimediaprogramm wurde speziell für das zweisprachige kanadische Umfeld entwickelt. Die Schüler können unter Einsatz von modernen Medien, die Fremdsprache gleichermaßen in Eigenregie erlernen. Weitere Vorteile des Lernprogramms sind: • die Schüler können Themen ihrer Unterrichtseinheiten selbst bestimmen • die Schüler müssen nicht homogene Fremdsprachkenntnisse vorweisen • die geringen Kosten. Dennoch, das von Forsyth ausgearbeitete Multimediaprogramm kann zwar für die Entwicklung von Lernprogrammen im Rahmen des Sprachenzentrum interessante Anregungen bieten, richtet sich aber an ein anderes Publikum. Auch kommt beim Forsyth Modell die Kommunikation mit Muttersprachlern zu kurz.
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