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Academia 20 
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III. Riflessioni intorno alla fine del secondo millennio del prof. Giuseppe Farias
Academia Nr: 20 (September - Dezember / settembre - dicembre 1999)

prof. Giuseppe Farias
Il 30 settembre 1998 sono ricominciati e proseguiti sino al 28 aprile 1999, secondo il programma qui accanto pubblicato, gli incontri semin"arial,trebuchet MS,"i dedicati alla tematica dell'unità e della molteplicità dell'arcipelago culturale che avevano avuto luogo dal 24 settembre 1997 al 27 maggio 1998. Il prof. Farias aveva già riferito in proposito sulla nostra rivista (n.12/97 e n. 16/98). Il maturare dei temi e l'opportunità di venire incontro all'interesse dei partecipanti, hanno consigliato l'opportunità di alcune integrazioni del progetto originario per quanto riguardava le tematiche e i tempi di attuazione. Abbiamo chiesto al prof. Farias di volere illustrare ai nostri lettori i contenuti del secondo ciclo nello spirito di continuità e nelle motivazioni che lo legano a quello precedente.

L' introduzione ai seminari aveva dato l'occasione di illustrare il metodo e storicità che avrebbero legato tra loro le riflessioni riguardanti le diverse aree dell'arcipelago culturale. Mentre però il filo dell'evoluzione storica relativo a ciascuna isola poteva essere evidenziato di volta in volta, rispetto a quello generale, è stato necessario, per quanto riguarda il metodo, prevedere seminari che, oltre alla presentazione di una particolare disciplina, consentissero la messa in evidenza degli aspetti metodologici essenziali del processo di auto-appropriazione della conoscenza. Dopo il seminario dedicato all'aspetto dinamico del conoscere (25 febbraio 1998) è sembrato quindi molto opportuno iniziare il secondo ciclo con un seminario (30 settembre 1998) dedicato esclusivamente alle prime tre fasi del metodo: l'esperienza, la comprensione e il giudizio, rinviando la problematica fondamentale della conoscenza dell'essere al seminario destinato alle attività filosofiche, provvedendo anche, in tal modo, a sgombrare il terreno da una serie di questioni che d'altra parte investivano già le altre discipline proprio dal punto di vista metodologico. Il primo seminario del secondo ciclo ha avuto quindi la funzione di riepilogare gli apporti storici e metodologici del primo ciclo, di approfondire gli aspetti essenziali riguardanti il principio del terzo escluso e quello di non contraddizione e di illustrare il passaggio verso l'orizzonte di un mondo oggettivo che il soggetto attua con il giudizio.
Il seminario successivo ha consentito l'introduzione dei concetti di sistema lineare e non lineare (caotico), emersidurante l'incontro del 27 maggio 1998, e la comprensione del concetto di sistema complesso applicato allo studio della Terra. Gli antichi temi dell'acqua, dell'aria, della terra e del fuoco sono riapparsi, dopo più di due millenni, come oceanografia, metereologia, formazione dei continenti e vulcanologia, studiati mediante sistemi complessi di equazioni differenziali affidati per la simulazione a grossi elaboratori. Una simile trattazione ha permesso di evidenziare il processo di unificazione in atto, a livello di ricerca e di applicazione, di tutte le discipline affrontate nei seminari precedenti, ivi compreso un breve cenno sugli studi riguardanti le mappe filogenetiche delle popolazioni, messe in relazione con dati demografici, archeologici e linguistici. È sembrato che un tal modo di procedere potesse far emergere in modo convincente la storicità e la epocalità di quanto è attualmente in corso d'opera nell'ambito delle scienze empiriche.
Dopo una cavalcata di miliardi di anni per giungere al formarsi degli elementi, alla "replicazione" delle prime molecole e alla "riproduzione" delle prime cellule, alla comparsa dei viventi e dell'uomo in particolare, era sembrato giunto il momento opportuno per dedicare due seminari ai contributi più significativi, storici e metodologici, delle scienze economico - sociali e delle scienze politiche.
Per quanto riguarda gli aspetti metodologici in economia la scelta è caduta sull'apporto delle scienze fisico-matematiche a causa del legame che essa ha stabilito con la matematica (G. Debreu, Theory of value, 1959), sia attraverso lo studio dei sistemi non lineari, sia con l'introduzione delle simulazioni al calcolatore, sia con la teoria dei giochi di Nash e con la sinergetica di Haken. La ristampa (1995) della terza edizione (1991) di "The stages of economic growth" di W.W. Rostow, ha fornito invece l'occasione per un aggiornato excursus storico riguardante la complessa situazione creatasi, a livello mondiale, a causa dei distacchi temporali intercorsi tra le fasi di decollo economico di ciascuno stato e quelle del rispettivo raggiungimento della maturità economica. La prospettiva, aperta dal seminario, su un sistema dinamico di natura economica, da regolare attraverso una opportuna teoria quantitativa della politica economica, ha consentito di passare, con grande continuità, al seminario successivo. Era risultato evidente che il futuro che ci sta dinnanzi è quello di una specie che abita il pianeta Terra e vive una vita complessa mentre evolve, soprattutto durante gli ultimi secoli, l'arcipelago della cultura diventata essa stessa strumento essenziale per le scelte future e l'evolversi stesso della umana civiltà. Era altrettanto evidente che l'esercizio del potere nell'ambito della cosa pubblica ha il compito di governare un tale sistema complesso. La prima parte del seminario sulle scienze politiche è stata dedicata ad una sintesi storica della concezione del potere: antico (la città), cristiano (l'impero) e moderno (lo stato). La seconda ha affrontato la evoluzione die termini che contraddistiguono il concetto di stato: territorio, popolo, sovranità. Essa è il frutto della realtà che vive e spinge verso l'adeguazione dei termini alla nuova situazione per poter superare una condizione di alienazione e riconciliarci con la realtà stessa.
È impossibile riferire sinteticamente sulle situazioni che costringono gli stati a prendere atto della obsolescenza dei tre concetti presi in esame. Le problematiche alle quali fare riferimento sono certamente: la mineralizzazione della vita, la rilevanza dell'energia nucleare, le incognite della genetica e delle biotecnologie, la difesa dell'ambiente, lo sviluppo delle comunicazioni, la globalizzazione economica e finanziaria, la mobilità degli individui, la penetrazione dei mass media. Da qui la richiesta di processi formativi adeguati, la difficoltà di governare le megalopoli e le aree metropolitane, l'interconnesione da stabilire tra i poteri sovrani e le popolazioni da governare, l'emergere di nuove diseguaglianze (sia all'interno di ciascuno stato, sia tra il nord ed il sud del pianeta), e la conseguente, ineludibile, decisione di legare il governo delle società a scelte etiche e morali di rilevanza mondiale.
Sin dall'inizio degli ultimi quattro seminari è stato presupposto in ciascun partecipante un atteggiamento immanenti-stico o trascendentale. Le parole bellezza, bontà e certezza sono state usate con riferimento ai tre trascendentali dell'essere e all'universo (creato o no), mentre le parole gloria, santità e verità sono state riferite a Dio creatore. È stato chiarito il perchè della sequenza di tali termini e quello della scelta di un solo esempio per ciascuna attività: l'essenza della poesia, per esempio, per quanto riguardava la bellezza.
Il seminario sulle attività artistiche ha constatato come all'inizio dell'era cristiana l'apporto della civiltà ellenica non fosse andato al di là di una problematica sul valore inferiore del bello (Platone) o di un impegno critico-letterario (Aristotele), mentre il contributo della civiltà giudaica risultava sintetizzato nei noti versetti (2° e 3°) del Salmo 18 (19): "Caeli enarrant gloriam Dei/et opera manuum eius annunziat firmamentum". Sul piano di una teoria del bello, poco è mutato sino al lavoro di A.G. Baumgartner (1735) con l' introduzione di una "gnoseologia inferior" del sensibile. U. Eco, nella sua tesi di laurea , "Il problema estetico in San Tommaso d'Aquino", è intervenuto per sostenere l'esistenza di un nucleo di una teoria del bello in ambito medievale.
È con l'opera poetica di F. Hölderlin (1770 - 1843), ed in parte dei romantici tedeschi, che il problema è balzato in primo piano. M. Heidegger prima (L'essenza della poesia in Hölderlin –Roma 1936) e J. Brodskij dopo (Novan-tanni dopo - Torö, Svezia, 1994) hanno ripreso la tematica e avviato ad una approfondita lettura di Hölderlin. H.U. von Balthasar, del filone cattolico, (Gloria - vol. I - La percezione della forma -1961) ha riproposto le tematiche del bello, a livello teologico, affermando la improponibilità di "un mondo senza bellezza" a causa del danno evidente che diversamente ricadrebbe sul bene e sul vero (op. cit. - pagg. 10 - 12). Durante il seminario è stato abbozzato, da Omero a Dante, a Goethe, sino ai nostri giorni, un filo conduttore, da eventualmente riprendere, dell'invariante del sacro nella storia della poesia.
Il seminario dedicato alle attività morali è iniziato con l'esplicitazione del cambiamento di quota dalla quale l'arcipelago della cultura veniva osservato nei suoi aspetti più universali: il bello, il bene ed il vero; e l'entrata in scena dell'uomo come attore, impegnato in libertà, e quindi volontariamente e drammaticamente, in azioni destinate a farlo crescere nel bene. Il seminario ha evitato di soffermarsi sugli sforzi compiuti storicamente per fondare una teoria dei valori; l'espressione "Wertphilosophie" è nata solo nella seconda metà dell'800 con R.H. Lotze. Si è preferito affrontare l'esperienza del valore esaminando l'interazione tra atti morali e atti politici nellastoria della società.
Per quanto riguarda l'età antica l'attenzione è stata rivolta all'editto di tolleranza (313) ed al Concilio di Nicea (325). L'età medievale è stata rievocata col progetto di cristianità ed i passaggi del 529 (chiusura dell'Accademia platonica di Atene, promulgazione del Codex Juris Justinianei), col Natale 799 (Carlo Magno riceve la corona del Sacro romano Impero dalle mani di Leone III°), con la posizione di Gregorio VII° (1073 - 1084) sulla superiorità del papato su ogni autorità terrena e con quella analoga di Bonifacio VIII° (1294 - 1303). L'apporto dell'età moderna, da Martin Lutero (1517) in poi, è qui sintetizzato, lasciando da parte date e nomi, nella speranza filosofica di scoprire una morale capace di guidare e vincolare i membri di una comunità di uomini aventi morali diverse tra di loro. Speranza che si è rivelata falsa. L'età post - moderna si trova ora di fronte ai problemi della bioetica posti soprattutto dal maturare scientifico della biologia molecolare e dei problemi dell'ambiente e la difficoltà di conciliare le esigenze umane di libertà con quelle della codificazione legale da parte degli stati.
La poesia di E. Muir, qui sotto riportata, può essere un buon preludio per i due ultimi seminari.

Prof. Giuseppe Farias, ha insegnato matematica e fisica, ex assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Bolzano, ex Ispettore per la Formazione Professionale in Lingua Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano



THE CONFIRMATION

Yes, yours, my love, is the right human face. I in my mind had waited for this long, Seeing the false and searching for the true, Then found you as a traveller finds a place Of welcome suddendly amid the wrong Valleys and rocks and twisting roads. But you, What shall I call you? A fountain in a waste, A well of water in a country dry, Or anything that's honest and good, an eye That makes the whole world bright. Your open heart, Simple with giving, gives the primal deed, The first good world, the blossom, the blowing seed, The hearth, the steadfast land, the wandering sea, Not beautiful or rare in every part, But like yourself, as they were meant to be. (Edwin Muir 1887 - 1959)

LA CONFERMA
Sì, è il tuo, amore mio, il giusto volto umano. Nella mia mente da tempo avevo atteso te Vedendo il falso e ricercando il vero, Poi ti trovai siccome un pellegrino Incontra all'improvviso un luogo in cui È bene accolto in mezzo a valli e rocce Contrarie e strade incerte. Ma te, come dovrei Chiamarti? Sorgente in un deserto, pozzo D'acqua in un arido paese, oppure una qualsiasi Cosa che sia onesta e buona, occhio che rende Splendido il mondo intero. Perchè il tuo cuore aperto, Semplice nell'offerta, dona la primitiva Necessità, il primo mondo buono, il boccio, Il seme che germoglia, il focolare, la terra risoluta e il mare Vagabondo, che non sono belli e rari in ogni aspetto ma Simili a te, così com'era inteso che essi fossero. (Traduzione di Roberto Sanesi)


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