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Patentino… dieci mesi dopo Academia Nr: 21 (Dezember - März / dicembre - marzo 2000)di Stefania Cavagnoli
L'attesa è stata lunga e, come tutta la storia del patentino, piena di leggende, ma finalmente, nello scorso gennaio, la riforma è entrata in vigore. Nuove commissioni di esame, nuova sede, nuovo programma e nuova concezione d'esame. Dieci mesi dopo cerchiamo di tirare un primo bilancio.
I candidati Marco, laureato in agraria, è un vecchio amico del patentino: si è presentato già tre volte, ma ogni volta gli è andata male, già allo scritto. Ha frequentato il liceo scientifico a Bolzano e poi si è trasferito a Padova, negli anni dell'università, dove non ha più avuto modo di parlare e di scrivere il tedesco. Prima di presentarsi al nuovo esame ha deciso di frequentare un corso di preparazione, e poi di provarlo, questo benedetto patentino, per l'ultima volta. I suoi commenti, a esame superato, sono molto positivi. Conoscere i temi e la struttura dell'esame gli ha dato la possibilità di prepararsi adeguatamente. Grazie al corso frequentato ha potuto esercitarsi a scrivere e parlare in tedesco, recuperando così la competenza attiva che si era arrugginita negli anni dell'università, mentre la comprensione del tedesco era già sufficientemente buona. Brigitte si avvicina per la prima volta all'esame, ha tre figli che ora vanno a scuola e vuole cominciare a lavorare. Per questo motivo ha bisogno dell'attestato C, che le permetterà di lavorare come segretaria in un ufficio, ma ormai da anni non ha più dimestichezza con esami, scuole di lingua e lavoro sui testi. Si prepara sui libri che contengono i testi di esami e, soddisfatta, passa l'esame. Evi, che frequenta la scuola superiore, ha superato il patentino B, ma solo la parte scritta. La commissione le ha consigliato di prepararsi meglio, guardando la televisione, chiacchierando con ragazzi di madrelingua italiana ed eventualmente iscrivendosi ad un corso di preparazione. Lei è comunque sollevata, avrà la possibilità di ripresentarsi all'orale senza doversi sottoporre di nuovo allo scritto. Carlo abita a Brunico e ha fatto domanda per la carriera C, per continuare a lavorare come operaio comunale. Supera l'esame al primo tentativo, e sottolinea il fatto di come sia molto più comodo potersi presentare all'esame in un solo giorno, evitando così lunghe attese e tempi morti fra le due prove.
Gli obiettivi Quattro storie diverse, quattro diversi profili dei potenziali candidati all'esame di bilinguismo. I commenti di Marco, Evi, Brigitte, Carlo sono positivi, e per la commissione dell'Accademia Europea, incaricata dalla giunta provinciale di riformare gli esami, questo è un grosso successo. Infatti, uno dei motivi che hanno portato alla riforma è quello di arrivare ad un esame a misura di candidato, che si svolga cioè in un'unica giornata, accorciando i tempi d'attesa, con un'unica sede d'esame (evitando la dispersione in tutta la città), che mantenga valida la prova scritta positiva, senza costringere il candidato a ripetere lo stesso esame. L'attenzione al candidato si riscontra naturalmente anche nella struttura dell'esame, che è ben definita e soprattutto nota in anticipo, che consente a tutti di prepararsi in modo mirato per poter dimostrare l'effettiva competenza comunicativa e non solo le conoscenze prettamente linguistiche (si veda l'articolo in questa rivista, numero 18, 28-29).
I commissari A dieci mesi dall'entrata in vigore della riforma si può affermare che anche gli esaminatori, scelti attraverso un concorso per titoli, esami ed un corso di formazione, abbiano fatto molta strada. Per il gruppo di coordinamento della riforma è questo un punto determinante: i commissari sono seguiti costantemente dall'Accademia Europea sia con osservazioni dirette che con riunioni a piccoli gruppi che ancora con riunioni plenarie, a cui partecipano tutti i commissari facenti parte di un'unica commissione. Questo principio viene applicato con la rotazione degli esaminatori sia ai diversi livelli che in diverse combinazioni: i commissari passano cioè dal livello A al livello B, C e D, e varia anche la composizione della commissione giornaliera.
Le prime esperienze
Le osservazioni svolte in questi mesi offrono il seguente quadro:
- durante gli esami, l'atmosfera è molto tranquilla e rilassata e i commissari partecipano in modo determinante alla buona riuscita dell'esame;
- i commissari si stanno lentamente uniformando nei criteri di valutazione e nella metodologia di esame
- i candidati sono abbastanza preparati, spesso manca però ancora la piena consapevolezza che l'esame è stato modificato, che il lavoro richiesto non è più una traduzione, e che i tempi a disposizione per lo svolgimento delle prove sono diversi per le diverse carriere;
- alcuni testi di esame d'esame si sono dimostrati troppo difficili, o non adatti per la scelta dell'argomento e necessitano di una revisione che tenga conto delle esperienze raccolte in questo primo periodo;
- l'aver unito, per la prova scritta, le carriere A e B, decisione che si basa sulla difficoltà di distinguere concretamente i due livelli di competenza linguistica, crea qualche problema nell'applicazione della prova orale, strutturata invece in modo diverso per i due livelli. Su questo punto si dovrà ancora lavorare sia con i commissari che nei corsi di lingua in preparazione all'esame;
- l'esame D è rimasto invariato. L'unica differenza è che i commissari non sono sempre gli stessi, ma ruotano, come già accennato, nelle diverse commissioni e nei diversi livelli. Questo aspetto, nonostante contribuisca alla creazione di uno standard d'esame e di valutazione, ha creato qualche problema nell'adattamento di qualche esaminatore al livello richiesto;
- l'esame C, che a livello statistico è quello più negativo rispetto ai risultati del vecchio esame, dimostra di creare dei problemi ai candidati sia per la strutturazione dell'esame scritto sia per la sua durata. Le cause risiedono nella scarsa preparazione o meglio, dimestichezza dei candidati con i testi. L'avere a disposizione solo un'ora fa sì che spesso gli esaminandi non riescano a finire la prova. Proposte per il miglioramento della situazione sono quelle di allungare i tempi (rendendoli uguali a quelli previsti per la carriera A/B), di semplificare i testi e naturalmente anche di spingere i candidati a prepararsi meglio, frequentando corsi appositi e utilizzando le pubblicazioni in commercio.
Primo bilancioIn generale si può dire che l'approccio positivo sia da parte dei candidati che dei commissari abbia portato ad un buon avvio della riforma degli esami. La strada tuttavia è ancora lunga, e alcuni punti non vanno dimenticati, come il fatto che molti candidati si preparino in modo limitato o non appropriato a sostenere l'esame, o addirittura non si preparino affatto. O come i commissari, che ancora non hanno trovato un buon equilibrio nella valutazione a tutti i livelli. Un piccolo aiuto in questa direzione può venire sia dai corsi di preparazione per i candidati, offerti da strutture provinciali che private, che la formazione permanente offerta ai commissari. Anche per le pubblicazioni in commercio si sta iniziando a fare qualcosa, ripensando le raccolte dei testi, che verranno rielaborate approfonditamente per una nuova edizione, eliminando quei testi che non si ritengono appropriati per argomento, livello, o grado di difficoltà, modificandone altri ed eliminando eventuali errori. L'obiettivo della riforma resta e viene confermato, a dieci mesi dalla sua entrata in vigore, quello di rendere l'esame più trasparente, mettendo in grado i candidati di affrontarlo nel miglior modo possibile, realizzando un esame che concretizzi effettivamente l'ottica comunicativa. Dr. phil. Stefania Cavagnoli, ricercatrice nell'area "Lingua e diritto" dell'Accademia Europea di Bolzano Stefania.Cavagnoli@eurac.edu
Reform der Zweisprachigkeitsprüfung
Allgemeine Zielsetzungen:
- Transparenz der Prüfung und des Prüfungsablaufes;
- Möglichkeit der gezielten Vorbereitung;
- Schwerpunkt „kommunikative Fertigkeiten".
Ablauf:
- Schriftliche und mündliche Prüfung finden an einem Tag statt;
- Wartezeiten sind verkürzt;
- ein Prüfungsort;
- die Prüfungstexte sind vor der Prüfung bekannt;
- der Prüfungsablauf ist bekannt.
Bilanz nach 10 Monaten: Die Kandidaten sind einigermaßen gut auf die Prüfung vorbereitet. Viele Kandidaten wissen noch immer nicht, daß die Prüfung reformiert wurde, daß es keine Übersetzung mehr gibt und daß die Prüfungszeiten sich je nach Laufbahn unterscheiden. Einige Prüfungstexte haben sich als zu schwierig oder nicht zum Thema passend erwiesen. Eine Revision ist notwendig. Für die schriftliche Prüfung waren die A- und die B-Laufbahn zusammengelegt worden: Dies führt zu Schwierigkeiten bei der Unterscheidung der sprachlichen Anforderungen. Bei der C-Laufbahn haben die Kandidaten im Vergleich zu früher größere Schwierigkeiten: Sie sind zum Großteil nicht mit den schriftlichen Texten vertraut und haben nur eine Stunde für die schriftliche Prüfung zur Verfügung. Diskutiert wird hier eine Verlängerung der Prüfungszeit und eine Vereinfachung der Texte. Beides muß jedoch auch mit einer besseren Vorbereitung der Kandidaten einhergehen. An der Prüfung für die D-Laufbahn hat sich nichts geändert.
Verbesserungsvorschläge:
- Vorbereitungskurse für Kandidaten;
- kontinuierliche Ausbildung der Prüfer;
- Überarbeitung der Texte.
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