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Quale futuro per l'agricoltura altoatesina?
Academia Nr: 22 (März - Juni / marzo - giugno  2000)


Uno studio dell'Accademia svolto in collaborazione con ricercatori dell'Istituto di Economia agraria del Politecnico Federale di Zurigo analizza le prospettive delle strutture agrarie imputabili a possibili cambiamenti politici e economici.

Strutture piccole con coltivazioni intensive

Confrontata con altre realtà nell'arco alpino, l'agricoltura altoatesina è carat-terizzata da strutture agrarie di piccole dimensioni. Nei fondovalle con con-dizioni di produzione favorevoli prevalgono le aziende frutticole con una superficie agricola utilizzata media per azienda di ca. 2-3 ha, mentre in zone altitudinali più elevate prevalgono aziende foraggiere (SAU medie per azien-da di 11 ha). Il 10% delle aziende maggiori (p.e. cooperative) coltivano due terzi della superficie agricola, mentre il 50% delle aziende minori appena il 7%.
Nel 1996 il contributo dell'agricoltura alla creazione del valore aggiunto lor-do in Alto Adige era marcatamente più elevato (5%) rispetto al contributo del settore agrario a livello statale (3%). Confrontando con valori esteri, si può osservare che in Svizzera il contributo dell'agricoltura al valore aggiun-to raggiunge appena il 3% ed è in diminuzione, in Austria è leggermente più basso e la media europea si aggira attorno al 2,3%.
L'agricoltura altoatesina è tra le più intensive dell'arco alpino. Questo è im-putabile soprattutto alla produzione frutticola, la quale può essere definita appartenente tra i tipi di produzione agricole più intensive del momento. Negli ultimi anni è stata addirittura estesa fino a raggiungere zone sopra i 1.000 metri di altitudine. Inoltre lo sviluppo biotecnologico ha favorito l'au-mento della produzione media per ettaro.
D'altra parte anche le superfici a produzione foraggiera sono caratterizzate da uno uso intensivo. Infatti dal 1970 il bestiame è aumentato in modo maggiore rispetto alla superficie agricola. Nel 1990 nel 42% dei casi la densità di bestiame era ampiamente superiore al valore consigliato.

Il contadino del futuro: agricoltura biocompatibile e salvaguardia dell'ambiente

L'analisi delle strutture agrarie e del loro contesto economico, sociale, eco-logico e politico ha messo in evidenza, che la situazione dell'agricoltura alto-atesina è solo apparentemente stabile (economia aziendale stabile, dimen-sioni delle superfici invariate, ecc.). Infatti la diminuzione della richiesta di personale lavorativo nell'ambito agricolo, la progressiva sostituzione della manodopera con investimenti di capitale (macchinari, cambiamenti nell'am-bito produttivo, ecc.), l'intensificazione, l'aumento di aziende accessorie sono segni di un sistema sempre più instabile. In futuro lo sviluppo agricolo sarà maggiormente influenzato da processi internazionali. Lo sviluppo globale è caratterizzato da una forte tendenza verso un commercio mondiale liberalizzato. La politica agraria dell'Unione Europea continuerà a ridurre i prezzi istituzionali di mercato dei prodotti agricoli e verrà inevitabilmente influenzata anche dalla sempre maggiore apertura del mercato dell'est.
Considerando lo sviluppo probabile (prezzi in ribasso, la crisi del mercato agricolo, crescita di altri settori economici) è prevedibile che l'importanza economica dell'agricoltura continuerà a diminuire. Grazie alle dimensioni vaste della superficie agricola aumenterà però l'importanza ecologica. In futuro l'aspetto ambientale e le problematiche connesse dovranno essere sempre più tenuti in considerazione.
L'elaborazione di incentivi politico-agrari deve stimolare e favorire l'econo-mia ecocompatibile. L'esperienza dimostra che la relazione fra incentivi finanziari e gli effetti desiderati non è lineare, ma segue un andamento graduale. Infatti un contadino coltiva i propri campi in modo veramente ecologico solo se gli incentivi sono sufficientemente elevati e le eventuali sanzioni troppo alte per rischiare di non rispettare i provvedimenti.
Per l'Alto Adige la produzione di massa di prodotti agricoli non ha impor-tanti prospettive. In futuro si dovrà sempre più volgere la propria atten-zione allo sviluppo di prodotti particolari sfruttando le nicchie di mercato.
All'interno della politica agraria altoatesina sono emerse anche delle incom-patibilità tra le finalità prefissate. Per esempio, il mantenimento di tutte le aziende contadine familiari a lungo termine non è compatibile con finalità ecologiche ed economiche. Non è sensato mantenere a tutti i costi la totali-tà delle aziende, se ciò è correlato ad una intensificazione sproporzionata delle aree agricole, ad una diminuita competitività sul mercato e ad una aumentata dipendenza dal sistema pubblico.
Gli obiettivi a lungo termine costituiscono il presupposto necessario per una politica agraria efficiente. La strada futura in Alto Adige si deve costruire su concetti quali la sostenibilità, la competitività sul mercato e la qualità dei prodotti.
L'attuale politica agraria incentrata sulla "conservazione" delle strutture agrarie deve passare da ad una politica più flessibile, in grado di sostenere le esigenze multifunzionali e nello stesso tempo alleviare le problematiche sociali. Una politica che contrasta la forza economica di adattamento non è fruttuosa e acutizza probabilmente i problemi di adattamento.


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