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 Academia 23 
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@mministrazione in rete
Academia Nr: 23 (Juli / luglio  2000)

SIGRID HECHENSTEINER
L'era digitale ha fatto il suo ingresso anche nell'amministrazione pubblica, con il vantaggio di una burocrazia più snella. Ma le nuove tecnologie costano, e non tutti se le possono permettere.

Il signor Gianni B. lancia un'occhiata nervosa al suo orologio. A Miami sono le 11.20. Ciò significa che a Bolzano è già sera. Per poter firmare il contratto di vendita della sua casa bolzanina a un partner commerciale americano, al signor B. manca soltanto un estratto catastale, poi è fatta. Ma a quest'ora il catasto di Bolzano è chiuso, ineluttabilmente chiuso. Un contrattempo che potrebbe costare assai caro allo sfortunato signor B... E allora, a tutti quelli che sono o sono stati alle prese con problemi simili, diamo una buona notizia: in futuro potrebbe essere tutto diverso! Nell'era digitale l'amministrazione pubblica offre infatti sempre più spesso servizi online. Attualmente si tratta in prevalenza di pagine WEB che consentono di accedere in tempo reale ad informazioni di vario genere, come ad esempio riguardo alle elezioni ed ai risultati elettorali, alle offerte del mercato del lavoro, alle misure di sostegno e agli incentivi, al commercio elettronico e via dicendo. Molto presto tuttavia anche le pratiche burocratiche saranno gestite in modo interattivo. Tramite Internet si potranno comunicare cambi di residenza, ci si potrà iscrivere a scuola, inoltrare offerte di lavoro, fare richiesta di contributi… I cittadini alle prese con problemi come quello del signor B. potranno scaricare gli estratti catastali direttamente da Internet, a qualsiasi ora del giorno e della notte, da qualunque computer del mondo. Per evitare le lunghe code davanti agli sportelli e gli snervanti giri turistici da un ufficio all'altro basterà un semplice clic del mouse.
Sembra facile, ma per realizzare tutto ciò è necessario un enorme sforzo tecnico e amministrativo. Innanzitutto devono essere informatizzate tutte le procedure di lavoro della pubblica amministrazione. Poi devono essere collegati in rete tutti gli uffici, gli enti e le istituzioni pubbliche, per consentire al cittadino di raggiungere l'interlocutore desiderato – vale a dire il corrispondente indirizzo Internet - nel più breve tempo possibile.

E-government: un risparmio fino al 70% sui costi
Una volta che l'enorme macchina die servizi informatici al pubblico inizierà a girare a pieno regime, i vantaggi non toccheranno solo gli utenti, ma anche il personale amministrativo. Basta con fastidiose attività di routine, come ad esempio l'emissione di documenti, basta con le lamentele dei cittadini stressati in coda allo sportello… I servizi virtuali sono inoltre meno costosi e più rispettosi dell'ambiente, perché riducono l'utilizzo di tempo e lo spreco di carta (i documenti non dovranno più essere stampati ma semplicemente inviati via e-mail). Il risparmio riguarderà anche gli utenti e sarà paragonabile a quello delle operazioni bancarie via Internet. Per l'amministrazione stessa, secondo uno studio dell'IBM, la digitalizzazione comporterà una diminuzione dei costi pari al 70%. Perché ciò possa avvenire sono però necessari grossi investimenti iniziali nella costruzione di reti e connessioni, che spesso si ammortizzano soltanto dopo anni, se non decenni.

E-government: c'è chi se lo può permettere e chi no
Da un punto di vista finanziario si pone dunque un problema serio. Quali sono gli Stati e i governi che si possono permettere un'amministrazione informatizzata e quali no? In testa alla graduatoria europea die Paesi più avanzati per quanto riguarda l'introduzione della rete nel sistema amministrativo sono senz'altro gli Stati scandinavi, mentre fanno da fanalino di coda alcuni Paesi dell'Europa meridionale. Pure da noi la strada da percorrere è ancora lunga, anche se l'Italia è stata uno tra i primi Paesi europei ad aver stabilito per legge l'introduzione della carta d'identità elettronica.
Non va poi sottovalutato un altro aspetto della questione, e cioè il crescente divario tra i paesi industrializzati e quelli del terzo e quarto mondo. Per far funzionare veramente bene un sistema di amministrazione informatizzato, ogni utente dovrebbe disporre a casa propria di un computer collegato ad Internet e naturalmente saperlo usare. Se ciò costituisce già un problema per paesi come il nostro, è facile capire quanto possa essere difficile per realtà meno avanzate. Ma anche da noi ci saranno cittadini che non potranno permettersi le nuove tecnologie. Diventeranno cittadini di serie B? A Naestved, una piccola città danese, ci si sta già muovendo per ovviare a questo problema. L'anno scorso tutti i disoccupati hanno ottenuto gratuitamente un allacciamento ISDN. Comunque sia, il processo di "informatizzazione" dei cittadini è in pieno svolgimento, e nemmeno un virus mondiale come il recente ILOVEYOU sarà in grado di arrestare questa corsa.

SIGRID HECHENSTEINER
Accademia Europea di Bolzano Pubbliche relazioni
sigrid.hechensteiner@eurac.edu


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