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Prima la lingua o la disciplina? Academia Nr: 23 (Juli / luglio 2000)STEFANIA CAVAGNOLI La concezione di un corso integrato come "sfida" attuale della ricerca sui linguaggi specialistici e sulla loro didattica*
La comunicazione, a livello mondiale, si è modificata verso una sempre maggior retificazione: ciò ha portato ad un conseguente cambiamento anche nella comunicazione specialistica, in ogni ambito del sapere. L'intervento massiccio dei nuovi media ha infatti modificato i rapporti che le persone hanno fra di loro, soprattutto a livello specialistico. La ricerca sui linguaggi specialistici e sulla loro didattica, componente determinante della linguistica applicata, deve quindi chiedersi se sia effettivamente in grado di rispondere a queste nuove esigenze comunicative, soprattutto in ambito accademico e universitario. La ricerca sui linguaggi specialistici è passata da un orientamento degli anni sessanta, legato alla lingua come sistema, ad un approccio pragmatico- comunicativo all'inizio degli anni settanta, che ha sottolineato come, nell'analisi dei linguaggi specialistici, non ci si possa limitare alla linguistica ed ai suoi metodi, ma si debba cercare un approccio interdisciplinare (anni ottanta). Le caratteristiche principali della cosiddetta "nuova" ricerca sono sicuramente quelle di una dinamica proveniente dalla teoria della scienza, un maggior orientamento alla prassi ed un metodo che mette in evidenza l'aspetto empirico e interdisciplinare. Con questi presupposti si può dire che la ricerca sui linguaggi specialistici ha determinato la direzione dello sviluppo della linguistica ed è diventata un suo nucleo fondamentale, anche partecipando in modo determinante alla cosiddetta svolta cognitiva della linguistica. L'importanza della lingua come strumento del pensiero in un ambito comunicativo specialistico ben delimitato ha portato alla diversa definizione dei sistemi cognitivi della comunicazione specialistica verso una costruzione di modelli mentali a cui sono sottesi diversi sistemi di sapere. L'approccio interdisciplinare della ricerca ha influenzato naturalmente anche la posizione della didattica, che attualmente è impegnata ad ottimizzare l'attività di acquisizione e di apprendimento verso un superamento comunicativo di situazioni specialistiche. L'obiettivo, almeno nella ricerca glottodidattica tedesca, è quello di mettere lo studente in grado di potersi informare e di comprendere in modo adeguato nella lingua bersaglio. La lunga strada che la didattica specialistica ha ancora da fare rispetto alla ricerca è probabilmente determinata sia dall'utilizzo per troppo tempo di metodi grammaticali-traduttivi e poi lessicologici-terminologici che da una eterogenità di obiettivi didattici dei corsi specialistici. Per questo motivo è ora necessario che la didattica specialistica si concentri soprattutto su obiettivi e metodi di un processo di insegnamento/apprendimento, nel quale la specializzazione sia parte integrante di un comportamento comunicativo. Viene sottolineata l'importanza, da questo punto di vista, di un approccio globale che tenga conto di tutti gli aspetti legati all'insegnamento/ apprendimento di una lingua, materna e straniera, standard e specialistica, teorica e applicata. La lezione di linguaggio specialistico sta a metà fra quella di lingua e quella di disciplina, e dovrebbe rappresentare un tramite per arrivare al modo di pensare tipico di una determinata materia. Per essere efficace dovrebbe essere orientata al discente e prevedere una certa competenza di base nella materia. I testi specialistici stanno alla base del processo di acquisizione/apprendimento e servono sia come modelli che come strumenti di lavoro per processi di apprendimento. L'obiettivo di una formazione specialistica è quello di sviluppare una competenza comunicativa specialistica: ciò significa che l'apprendente deve essere messo in grado di comprendere e produrre testi specialistici, intesi come sintesi di aspetti interculturali, sociali, situativi, funzionali, semantici, linguistici. La novità dell'approccio sta nello sviluppo sistematico di una competenza comunicativa globale sulla base di un sistema formato di diverse competenze parziali (interculturale, sociale, del pensiero specialistico, disciplinare, funzionale, testuale, stilistica, macrosintattica, lessicale- semantica). Solo una didattica specialistica integrata può portare allo sviluppo di una competenza comunicativa sufficiente per sopportare situazioni e agire nella materia: l'applicazione pratica di questo principio teorico è lo studio universitario integrato di materia e linguaggio specialistico.
STEFANIA CAVAGNOLI Accademia Europea di Bolzano Lingua e diritto stefania.cavagnoli@eurac.edu
- Sintesi dell'intervento del Prof. Klaus-D. Baumann
I linguaggi specialistici e la loro didattica, workshop dell'area "Lingua e diritto"
Fachsprachen lehren
Wer kennt sie nicht: die Probleme beim Ausfüllen eines Antragsformulars oder die anscheinend so klaren Anweisungen beim Gebrauch eines Computers. Und jetzt stellen sie sich vor, Sie müssen das alles noch in einer fremden Sprachen verstehen. Über neue Möglichkeiten, Fachsprachen umfassend zu verstehen und dementsprechend zu vermitteln, ging es im Seminar „Fachsprachen und Didaktik", das im März an der Akademie stattfand. Referenten waren Prof. Klaus-Dieter Baumann (Leipzig), Prof. Martin Dodmann (Brixen), Stefania Cavagnoli und Anny Schweigkofler, beide Europäische Akademie.
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